{"id":499690,"date":"2020-06-20T14:00:52","date_gmt":"2020-06-20T12:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=499690"},"modified":"2020-06-20T08:09:48","modified_gmt":"2020-06-20T06:09:48","slug":"profilo-psicologico-di-adolf-hitler","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/06\/profilo-psicologico-di-adolf-hitler\/","title":{"rendered":"Profilo psicologico di Adolf Hitler"},"content":{"rendered":"<p>Delicato di salute, con un\u2019intelligenza superiore alla media, ma di tipo assimilativo, Hitler non primeggi\u00f2 mai nella scuola.<br>\nSi dice che fosse refrattario all\u2019umorismo. Secondo la testimonianza di Albert Speer, suo unico amico, non si ricordano situazioni particolari nelle quali il F\u00fchrer ridesse. Infatti non amava dare la vita, ma la morte. Sembra che in lui trionfassero quelle che Freud chiamava, appunto, \u201cpulsioni di morte\u201d. Rivolte dapprima verso l\u2019interno e tendenti all\u2019autodistruzione, queste verrebbero successivamente dirette verso l\u2019esterno, manifestandosi sotto forma di pulsione di aggressione o di distruzione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_148\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_148\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Personaggio senza precedenti n\u00e9 successori, la sua storia e il suo operato hanno terrorizzato e allo stesso tempo incuriosito molte persone.<br>\nAdolf Hitler fu anche, dopo Jack Lo Squartatore, uno dei primi personaggi per i quali fu richiesto un profilo psicologico.<\/p>\n<p>Nel 1943, infatti, William Joseph Donovan, capo dei servizi segreti degli Stati Uniti, si rivolse ad uno psichiatra, Henry A.Murray , per avere un profilo del dittatore nemico. Quest\u2019ultimo raccolse tutto ci\u00f2 che trov\u00f2, come memorie di chi aveva avuto a che fare con il Fuhrer, disertori, fuggitivi, tra cui uno psicoanalista ed un dottore specializzato in malattie mentali. Secondo Murray, l\u2019ex imbianchino non avrebbe avuto lunga vita, ed elenc\u00f2 una serie di ipotesi sul suo destino: sarebbe potuto essere assassinato, morire in battaglia o per cause naturali, venire catturato. Ma l\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile era una sola: quella del suicidio. Qui Murray and\u00f2 oltre, e gli avvenimenti gli avrebbero dato ragione: afferm\u00f2 che un narcisismo dominante come quello che abitava la mente di Hitler, difficilmente gli avrebbe permesso di farsi uccidere per mano dei suoi nemici, piuttosto avrebbe fatto da s\u00e9, scegliendo una modalit\u00e0 teatrale per uscire di scena.<br>\nSecondo questo rapporto, la vena sadica di Hitler deriverebbe da un\u2019infanzia segnata dalle feroci percosse ricevute da parte del padre. Questo aspetto verr\u00e0 poi ridimensionato da molti, in quanto alla fine dell\u2019ottocento le punizioni corporali erano all\u2019ordine del giorno nell\u2019educazione dei figli.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 in questo frangente la constatazione della presenza del cosiddetto \u201cComplesso di Edipo\u201d: moltissimi studiosi ritengono, infatti, che, partendo dai sentimenti di affetto morboso che provava per la madre, Hitler avesse individuato nel padre un nemico da combattere e da abbattere. Murray aggiunse altri dettagli, affermando che il soggetto era un masochista passivo con tendenze\u00a0omosessuali represse, probabilmente impotente.<\/p>\n<p>Si analizza, poi, il rapporto di Hitler con le donne, con la sconvolgente evidenza di quante, dopo averlo frequentato, si siano suicidate.<br>\nQuesto primo dossier sulla personalit\u00e0 di Hitler viene considerato dagli esperti di oggi abbastanza approssimativo, essendosi le teorie sulla personalit\u00e0 evolute molto, oltre al fatto che Murray lo realizz\u00f2, come abbiamo detto, utilizzando informazioni di \u201cseconda mano\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019informazione ancora pi\u00f9 interessante proviene da un documento risalente al 1918, quando il Fuhrer venne ricoverato all\u2019Ospedale Militare di Pasewalk, dopo essere sopravvissuto ad un attacco con il gas (anche se va detto e sottolineato che Hitler non fu mai in prima linea sul campo di battaglia). Qui si riporta che all\u2019uomo venne diagnosticata un\u2019isteria e una cecit\u00e0 non organica (ossia una perdita della vista causata da un disagio psicologico, senza riscontri effettivi della malattia), oggi denominata disturbo dissociativo o di conversione. Con questo meccanismo, la mente somatizzerebbe la pressione psicologica nel tentativo di proteggere l\u2019individuo dallo stress.<\/p>\n<p>Quando questo disturbo colpisce gli uomini, molte volte si scopre alla base un disturbo antisociale della personalit\u00e0.<br>\nE non risulta strano che questo documento sia sparito e che tutte le persone implicate nella diagnosi e nel trattamento di Hitler \u201cscomparirono\u201d o si \u201csuicidarono\u201d, con una misteriosa ma provata implicazione delle SS.<\/p>\n<p>Pochi anni fa, poi, la BBC ha realizzato un documentario dal titolo \u201cInside the mind of Adolf Hitler\u201d, in cui si \u00e8 offerta una prospettiva pi\u00f9 moderna di questa analisi. Fu Jerrold Post, professore di psicologia ed esperto nello studio di menti dittatoriali, ad occuparsene. Secondo questo documentario il problema principale di Hitler si rifarebbe a quello che oggi viene denominato il \u201cComplesso dei Messia\u201d. Con questo disturbo (non riconsciuto ufficilamente nel Manuale Diagnostico DSM-IV), il soggetto \u00e8 convinto che la sua missione sia quella di salvare il mondo (anche se a volte lo distruggerebbe, assumendo il ruolo di \u201cMessia Combattente\u201d e non del Messia che si sacrifica per l\u2019umanit\u00e0). Secondo gli specialisti, questa credenza delirante potrebbe provenire dal fatto che la maggioranza dei fratelli di Hitler morirono quando lui era piccolo. Cos\u00ec, per combattere il dolore della perdita, Hitler pens\u00f2 di essere sopravvissuto per una ragione speciale: salvare la Germania e quindi il mondo intero.<\/p>\n<p>Lasciando da parte i profili che, come si pu\u00f2 notare, prendono in considerazione moltissime ipotesi, possiamo stabilire con certezza una cosa: Adolf Hitler era lucido e sapeva bene ci\u00f2 che stava facendo, e possedeva una mente integra per metterlo in atto, oltre ad aver trovato terreno fertile con la situazione politica della sua epoca.<\/p>\n<p>Oggi, il suo, lo definiremmo un disturbo della personalit\u00e0: una persona incapace di provare empatia e sentimenti autentici, esclusivamente concentrato sui propri bisogni, sulle proprie fantasie di assoluto successo e suprema grandezza. Una persona manipolatrice per eccellenza, incapace di amare.<\/p>\n<p>Un mix di tratti esplosivi, dunque. Di soggetti con questi tratti caratteristici, ce ne sono per\u00f2, in giro, sempre di pi\u00f9. Pochi di essi diventeranno criminali, specialmente ai livelli di Adolf Hitler, anche se molti criminali sono \u201ccostruiti\u201d allo stesso modo. Non pochi, invece, purtroppo, diventeranno personaggi di successo o abiteranno nelle nostre case.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-499690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=499690"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499690\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=499690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=499690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=499690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}