{"id":499404,"date":"2020-06-17T08:00:20","date_gmt":"2020-06-17T06:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=499404"},"modified":"2020-06-16T17:52:44","modified_gmt":"2020-06-16T15:52:44","slug":"le-nove-figlie-di-mnemosine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/06\/le-nove-figlie-di-mnemosine\/","title":{"rendered":"Le nove figlie di Mnemosine"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCominciamo il canto dalle Muse eliconie\/ che di Elicone possiedono il monte grande e divino [ \u2026 ] Le partor\u00ec nella Pieria, unitasi al padre Cronide,\/ Mnemosine, dei clivi Eleutere regina,\/ che fossero oblio dei mali e tregua alle cure\u201d Sono i versi 1 e 2; 52 \u2013 55 tratti dal proemio della Teogonia di Esiodo. Come auspicio che finalmente l\u2019estate si decida a tornare sulle nostre spiagge, riprendo un\u2019abitudine consolidata negli anni di questa rubrica che, appunto, con la bella stagione si presenta con la particolarit\u00e0 di una breve serie di articoli relativi ad una specifica narrazione. Per questa estate post pandemica abbiamo iniziato il viaggio nella creazione esiodea antica di 2700 anni in cui si narra la nascita degli dei, la Teogonia, appunto. Per chi \u00e8 un lettore abituale di questo appuntamento filosofico rimando con la memoria allo scritto del 21 agosto 2019, \u201cLa voce dell\u2019assoluto\u201d, cos\u00ec come per i neofiti ne suggerisco la lettura; in esso si accennava a quanto ora andiamo pi\u00f9 dettagliatamente a leggere con l\u2019intento di riconoscervi quel \u201cpensiero altro\u201d che l\u2019amico Federico (Nietzsche) celebrava come peculiare dell\u2019et\u00e0 tragica dei Greci e che noi andiamo a rivitalizzare, almeno ci proviamo, in questi nostri incontri.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_126\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_126\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_126').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_126\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non credo sia ermeneuticamente corretto utilizzare categorie antropologiche e sociologiche contemporanee per riflettere su quello che, del pensiero greco arcaico, oggi potremmo definire un\u2019ottica maschilista, anzi, vorrei sottolineare, come ho fatto nel titolo, la centralit\u00e0 del femminile in quanto andiamo analizzando. Un passo indietro: le nove Muse, le protettrici ed ispiratrici delle arti nel Pantheon greco, intanto sono tutte donne, ma soprattutto mi piace rimarcare che sono figlie di Zeus, il dio dell\u2019assoluto e dell\u2019eterno, unitosi per nove notti consecutive, fecondandola ogni notte per generare una nuova Musa, con la dea Mnemosine: la memoria. Ne nacquero \u201cClio e Euterpe e Talia e Melpomene,\/ Tersicore e Erato e Polimnia e Urania,\/ e Calliope, che \u00e8 la pi\u00f9 illustre di tutte\u201d. Il ruolo del padre degli dei, come \u00e8 norma anche tra i mortali, \u00e8 marginale rispetto a quello femminile nell\u2019atto procreativo; Zeus feconda e se ne va, inconsapevole, per sua scelta e natura, e non protagonista, in quanto maschio, della gestazione successiva. Le Muse, inevitabilmente, sono intimamente connesse alla madre, fisicamente e psichicamente, con lei condividono la gravidanza, la preparazione a ci\u00f2 che saranno, al compito meravigliosamente umano che \u00e8 il generare arte, ci\u00f2 che, nella prospettiva greca, \u00e8 \u201coblio dei mali e tregua alle cure\u201d. In questa azione svolgono il ruolo di \u201canghelos\u201d, messaggero, portavoce dell\u2019eterno che sussurra al mortale, senza di loro non sarebbe possibile l\u2019atto creativo che nasce dall\u2019incontro di due universi tanto differenti quanto urgenti l\u2019uno all\u2019altro, sia per l\u2019esistenza reciproca sia come atto d\u2019amore.<\/p>\n<p>Cosa esiste di pi\u00f9 umano della memoria? \u00c8 proprio la peculiarit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 quella di ricordare, \u00e8 proprio in questo atto che trova radice il tempo, solo grazie al ricordo \u00e8 possibile pensare al passato, solo nella coscienza del passato \u00e8 riconoscibile l\u2019esistenza del presente che, nel suo \u201cfluire coscienziale\u201d subito diviene passato, ed \u00e8 in questa consapevolezza che ci \u00e8 consentito ipotizzare il prossimo presente, cio\u00e8 il futuro. Non esiste il tempo senza la coscienza di chi lo pensa cos\u00ec come non esiste arte senza l\u2019umano che si offre alla voce dell\u2019anghelos. Mnemosine, donna e memoria, consente al mortale di condividere l\u2019eterno, in qualche misura \u00e8 rimandabile al ruolo di Maria nella teologia cristiana, rappresenta la possibilit\u00e0 di un rapporto assurdo ed assoluto tra contingente e per sempre, un rapporto che richiede un atto di fede come ripropone un meraviglioso mito pi\u00f9 o meno coevo alla Teogonia che \u00e8 quello di Orfeo ed Euridice che, chiss\u00e0, potr\u00e0 divenire oggetto di analisi in una altra serie di appuntamenti col mito. Tornando alle Muse: esse incontrano un pensoso pastore col suo gregge, ma un pastore, Esiodo appunto, capace di sentirne ed ascoltarne il meraviglioso canto. Solo una breve notazione, allora non erano i titoli accademici a certificare la qualit\u00e0 della persona, ( anche oggi non lo possono garantire ma oramai ci\u00f2 che conta \u00e8 la forma, l\u2019etichetta, ma torniamo a pi\u00f9 alti pensieri ) i pastori sono i fondatori della filosofia, esseri umani che si consentivano alla riflessione, si davano tempo per coltivare ci\u00f2 che ci rende umani, il pensiero, l\u2019offrirsi all\u2019ascolto di una voce che \u00e8 musica di infinito, accessibile solo a chi le Muse amano. \u201c[ \u2026 ] beato colui che le Muse\/ amano; dolce dalla sua bocca scorre la voce\u201d canta il verso di Esiodo il quale, come all\u2019origine hanno fatto tutti i maggiori filosofi per\u00f2 rivolgendosi al logos, chiede alle Muse che gli narrino il principio, ci\u00f2 che i suoi contemporanei chiamavano arch\u00e8.<\/p>\n<p>Possiamo definire Esiodo un filosofo? Non esattamente, la distinzione convenzionale tra filosofo e poeta sta proprio nell\u2019interlocutore, il filosofo si rivolge alla ragione, il poeta all\u2019ispirazione. Credo, per\u00f2, che la risposta che ricevono entrambi sia la medesima, forse con due linguaggi differenti, il primo \u00e8 un linguaggio \u201clogos\u201d il secondo \u201cmithos\u201d ma il contenuto non pu\u00f2 essere che lo stesso, da qui il diritto di Esiodo di partecipare al nostro settimanale simposio. Mi piace, in chiusura di questo preludio alla Teogonia, citare un altro grande poeta-filosofo, il giovanissimo Giacomo Leopardi che, intorno ai venti anni, compose un idillio che lo ha reso immortale, mi riferisco ovviamente all\u2019Infinito. In esso \u00e8 rilevante sottolineare il verso \u201ce mi sovvien l\u2019eterno\u201d che possiamo parafrasare come mi ricordo l\u2019eternit\u00e0. La domanda, evidentemente retorica, ovviamente \u00e8: possiamo ricordare qualcosa che non ci abita? Ma se siamo abitati dall\u2019eterno ci\u00f2 significa che, se ce lo consentiamo, possiamo averne memoria, presentificarlo, certo, con il rischio di destabilizzare il nostro presente ed ogni ordine temporale, ma non \u00e8, altra domanda retorica, proprio questo un percorso straordinario che ci \u00e8 permesso per conseguire l\u2019assoluto? Solo se sapremo scardinare la gabbia logica della convenzione, sole se, per dirla con le parole di Nietzsche, sapremo farci abitare dal Caos ci sar\u00e0 consentito ascoltare la voce delle Muse, potremo generare una stella danzante e, una volta cancellati i limiti dello spazio e del tempo, quelli tanto cari al razionalismo kantiano, potremo affermare con la giovane voce del poeta : \u201ce il naufragar m\u2019\u00e8 dolce in questo mare\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-499404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=499404"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499404\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=499404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=499404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=499404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}