{"id":498880,"date":"2020-06-10T10:18:12","date_gmt":"2020-06-10T08:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=498880"},"modified":"2020-06-10T10:18:12","modified_gmt":"2020-06-10T08:18:12","slug":"tutti-in-ginocchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/06\/tutti-in-ginocchio\/","title":{"rendered":"Tutti in ginocchio"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIn nessuna maniera qualsiasi comunanza di qualit\u00e0, di situazione o di atteggiamento costituisce una comunit\u00e0. Per esempio la comunanza dell\u2019eredit\u00e0 biologica, che viene considerata come caratteristica di una \u201crazza\u201d, non implica di per s\u00e9, naturalmente, ancora nessun rapporto di comunit\u00e0 tra gli individui che sono in tal modo contrassegnati.\u201d Il passo \u00e8 estrapolato dal saggio Economia e societ\u00e0 di <strong>Max Weber<\/strong> uscito nel 1922. Nonostante stia per compiere il suo primo secolo di vita l\u2019argomentare di Weber riveste tutt\u2019oggi interessanti aspetti di estrema attualit\u00e0 intrecciando il tema della razza con quello dell\u2019individuo, almeno, questo nell\u2019ottica nella quale lo sto utilizzando. Il percorso argomentativo di Weber concludeva che pu\u00f2 sorgere una relazione sociale tra individui che si possa definire come comunit\u00e0 solo \u201cquando essi orientano in direzione reciproca il proprio atteggiamento sulla base di questo sentimento\u201d. Il sentimento al quale rimanda la citazione consiste nella consapevolezza di una condizione comune con gli altri componenti della comunit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_423\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_423\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In questi giorni abbiamo sentito spesso usare l\u2019espressione \u201ccomunit\u00e0 afro-americana\u201d o \u201ccomunit\u00e0 ispanica\u201d in riferimento ad <strong>eventi tragici occorsi negli Stati Uniti d\u2019America<\/strong>; il problema rimbalza nelle nostre trasmissioni e tra le affermazioni dei nostri capaci opinionisti e tuttologi, colorandosi di significati ancora molto lontani dalla nostra quotidianit\u00e0. Il contesto sociale friabile e conflittuale degli USA non si pu\u00f2 sovrapporre come una carta carbone alla realt\u00e0 europea ed, ancor meno, italiana. Certo, qualcuno potr\u00e0 a ragione affermare che anche in Italia esiste qualche razzista, ma l\u2019eccezione \u00e8 tale anche per confermare la regola che altrimenti non sarebbe tale, mi si perdoni l\u2019apparente tautologia.<\/p>\n<p>Per meglio comprendere la prospettiva weberiana \u00e8 indispensabile accennare alla sua definizione di \u201cdisincanto\u201d. Non \u00e8 possibile, in questa sede, sviluppare l\u2019intero percorso del suo pensiero esplicitato lucidamente in \u201cEtica protestante e lo spirito del capitalismo\u201d, ci basti comprendere come il processo evolutivo dell\u2019economia e della societ\u00e0 capitalistica, allora non ancora esplicitato dalla globalizzazione come oggi, svuotava di qualsiasi valore etico ( e sacro ) l\u2019intero sistema sociale liberando, di fatto, l\u2019individuo dai vincoli di comunit\u00e0 tradizionali ma solo per incatenarlo ad una realt\u00e0 disumanizzata e regolata esclusivamente da principi materialistici ed utilitaristici. Ora, il tragitto omologante e spersonalizzante di tale approccio socio economico \u00e8 oramai giunto a compimento, possiamo a ragion veduta affermare che il lessico del secolo scorso abbia oggi bisogno di essere attualizzato, mi spiego: se le parole sono come dei sacchi vuoti finch\u00e9 non vengono riempite di senso, il secolo trascorso dal saggio di Weber ad oggi ha modificato radicalmente il significato di termini come razza e razzismo ed \u00e8 necessario, pertanto, ripensare il senso del concetto di \u201crazzismo\u201d.<\/p>\n<p>La lettura pi\u00f9 sociologicamente fondata del fenomeno, a mio avviso, non \u00e8 da rimandare alla \u201ccomunanza dell\u2019eredit\u00e0 biologica\u201d ma ad una pi\u00f9 profonda e trasversale \u201cdisidentit\u00e0 culturale\u201d. Nel mondo del disincanto weberiano non ha pi\u00f9 spazio la cultura, quella vera, non quella quantificabile in follower e porzioni di mercato, quella che sa fermarsi, osservare e riflettere sul \u201cchi\u201d senza cercare facili risposte manichee che distinguano tra buoni e cattivi o in base al colore della pelle. Non contesto la necessit\u00e0 di una denuncia pubblica e istituzionale n\u00e9 l\u2019analisi socio-convenzionale del fenomeno, ma se il tutto deve poi risolversi in violenza e saccheggio come risposta a violenza e stupidit\u00e0, se inevitabilmente dovremo ascoltare chi condanna l\u2019una e l\u2019altra senza trovare nessuna risposta e nessuna analisi sensata del fenomeno nel suo complesso, non staremmo in un certo senso metabolizzando la stupidit\u00e0 della violenza nelle sue forme confuse anche se apparentemente diverse? Torniamo allora a quella che ho definito \u201ccultura vera\u201d, \u00e8 necessario esplicitare e per farlo bisogna inevitabilmente fare qualche passo indietro.<\/p>\n<p>Siamo stati gettati, tutti noi, l\u2019intera umanit\u00e0 nel senso della totalit\u00e0 di ogni singolo individuo, in questo \u201csistema mondo globale\u201d senza poter scegliere, come afferma Heidegger, ma questo non ci solleva dalla responsabilit\u00e0 delle deliberazioni successive, ogni uomo, se si pensa come tale, deve avere consapevolezza della propria possibilit\u00e0 e del proprio diritto alla scelta. \u00c8 necessario interrogarci su \u201cchi siamo\u201d! La domanda sul \u201cCHI?\u201d \u00e8 l\u2019inizio del nostro viaggio, \u00e8 quella che si \u00e8 posta il primo primate nell\u2019istante in cui si \u00e8 scoperto umano, \u00e8 stato l\u2019avvertimento del pensiero e la conseguente coscienza di se stesso pensante attraverso l\u2019 interrogazione \u201cchi sta pensando?\u201d dalla quale \u00e8 scaturita la risposta responsabilizzate e straordinaria: io penso e me ne rendo conto. Ora: siamo sicuri che nel tempo del disincanto esista ancora la consapevolezza del pensiero individuale? Non necessariamente individualista, anzi, ma individuale s\u00ec.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza di schierarsi e di sapersi nella comunit\u00e0 dei giusti si \u00e8 palesato macroscopicamente anche all\u2019interno dello pseudo dibattito successivo ai fatti di <strong>Minneapolis<\/strong>, ma, oltre a denunciare e condannare senza nessuna deroga quanto avvenuto, vogliamo interrogarci su come sia possibile tanta rabbia, tanta frustrazione, tanta urgenza di potere in tutti quelli che, protetti da una divisa o dall\u2019anonimato della massa, esercitano la ginnastica ottusa della violenza? La \u201csospensione della responsabilit\u00e0 individuale\u201d, pratica purtroppo diffusa a livello planetario, interclassista, multietnico e interreligioso, ha consentito la cancellazione dell\u2019individuo nella sua natura pi\u00f9 profonda, quella della razza umana, come affermava Einstein. Ma com\u2019\u00e8 possibile non comprendere che non \u00e8 mai un problema di razza o religione ma sempre e solo di potere? Quello stesso potere che ci vuole ignoranti per dividerci, bianchi neri, cattolici musulmani\u2026 il potere della paura che ti fa vigliaccamente nascondere dietro una divisa, un bandana, un ruolo\u2026 il potere del numero che cancella la responsabilit\u00e0 e l\u2019individuo\u2026 il potere che abbiamo costruito e davanti al quale, tragica analogia, siamo tutti genuflessi.<\/p>\n<p>Non ha pi\u00f9 senso il razzismo inteso in chiave novecentesca, il XXI secolo ha urgenza di\u2026 \u201c un pensiero altro\u201d, che riscopra e reinventi ogni singolo tornando a far comprendere la meraviglia dell\u2019intelligenza che non pretende di essere depositaria di verit\u00e0, ma sa anelare alla ricerca della stessa, sempre protesa alla bellezza che non ha bisogno di potere, anzi, non lo contempla nelle possibilit\u00e0 dell\u2019uomo nuovo, di chi \u00e8 certo di potersi ri-conoscere nello sguardo e nell\u2019anima di chi lo ascolta perch\u00e9 lui stesso consente all\u2019altro di ri-conoscersi in lui.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-498880","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/498880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=498880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/498880\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=498880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=498880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=498880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}