{"id":498335,"date":"2020-06-03T08:47:14","date_gmt":"2020-06-03T06:47:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=498335"},"modified":"2020-06-03T08:47:14","modified_gmt":"2020-06-03T06:47:14","slug":"povero-dottor-taddeus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/06\/povero-dottor-taddeus\/","title":{"rendered":"Povero dottor Taddeus"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9, oh perch\u00e9 il Creatore ha nascosto a noi abitanti della Terra che non eravamo noi quelli che lo avevano spinto a creare i Cieli? Per tutta la vita mi sono messo al suo servizio, diligentemente, credendo che lui avrebbe notato i miei servigi, e mi avrebbe ricompensato con la Beatitudine Eterna. E ora, pare che Egli non sappia nemmeno che io sono esistito. Mi dite che sono un minuscolo microbo di un piccolissimo corpo celeste che ruota attorno a un membro insignificante di un insieme di trecento miliardi di stelle, e che quella stella non \u00e8 che una dei milioni che compongono tale insieme. Non posso sopportarlo, e non posso pi\u00f9 adorare il mio creatore.\u201d \u201cMolto bene,\u201d disse il custode, \u201callora potete andare nell\u2019Altro Posto\u201d. A questo punto il teologo si svegli\u00f2 ed esclam\u00f2: \u201cIl potere che Satana ha sui nostri sogni \u00e8 tremendo.\u201d Si tratta della conclusione di uno testo a firma di Bertrand Russel pubblicato in Italia nel pi\u00f9 ampio \u201cDio e la religione\u201d con il titolo di: \u201cL\u2019incubo del teologo\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_278\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_278\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_278').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_278\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il pensatore anglosassone racconta di come il dottor Taddeus, uomo di scienza e di fede, sempre ligio ai richiami della coscienza e della religione, si sia trovato di fronte alle porte del Paradiso; dopo aver bussato ed aver avuto il permesso di accedervi scopr\u00ec che l\u2019essere umano era assolutamente sconosciuto da quelle parti e l\u2019epilogo dell\u2019incubo fu la sua disperazione, specie dopo essere stato condannato a raggiungere l\u2019Altro Posto. \u00c8 evidente che le motivazioni dei bibliotecari del Paradiso circa l\u2019assoluta nullit\u00e0 dell\u2019essere umano nell\u2019infinit\u00e0 dell\u2019universo erano, nella prospettiva di Russel ed in quella della scienza, assolutamente fondate, tanto da rendere l\u2019incubo fondatamente realistico, ci\u00f2 che maggiormente stupisce \u00e8 l\u2019epilogo: al suo risveglio il povero dottor Taddeus non colse pi\u00f9 le ragioni dell\u2019argomentare del bibliotecario ma decise che tutto quanto aveva vissuto, la conferma oggettiva della nullit\u00e0 dell\u2019essere umano, la sua insignificanza al cospetto dell\u2019essere, l\u2019assurda presunzione dell\u2019uomo di essere il senso del creato, erano solo il tentativo subdolo del demonio di minare la sua fede.<\/p>\n<p>Finalmente liberi dalla prigione ordita dal covid 19, Gershom ed io ci siamo rivisti per riprendere la piacevole usanza delle nostre serate enologico filosofiche e, al termine di un\u2019ottima bottiglia di Gutturnio il mio amico, al quale avevo raccontato del mio recente incontro col dottor Taddeus, si lanci\u00f2 in una visionaria descrizione dell\u2019inizio: \u201cDio si aggirava tutto solo nell\u2019Eden, si compiaceva della sua opera, in effetti essa era perfetta esattamente come lui, possiamo essere certi che fossero una cosa sola, certo non ha senso che esistano due perfezioni che non coincidano perfettamente, altrimenti una delle due sarebbe altro dalla perfezione e, pertanto, imperfezione. Insomma, il Creatore si specchiava compiaciuto quando, forse addirittura sorpreso, sempre che ci\u00f2 fosse possibile, si accorse di avere fame, colse una mela perfetta da un perfetto albero di mele e non si avvide, o forse non volle avvedersi, del verme che ne aveva fatto la sua dimora. Ebbene, quell\u2019ospite inatteso era l\u2019uomo, o meglio, quello che noi chiamiamo uomo ma che per Dio, se solo lo avesse notato, sarebbe stato solo uno sgradevole intruso del quale era bene liberarsi in tutta fretta. Sta di fatto che Iddio si mangi\u00f2 frutto ed ospite e solo una volta avvertiti i primi spasmi addominali scopr\u00ec di essere Dio ed \u00e8 da allora che ama e detesta il terribile e meraviglioso intruso che ha dato inizio al tutto\u201d<\/p>\n<p>Che potevo mai aggiungere a un simile argomentare? Ripensai all\u2019amico Nietzsche ed al suo Dio che si annoia nell\u2019Eden, subito sopravvennero le parole di un sermone di Agostino: \u201cInterroga la bellezza della terra, del mare, dell\u2019aria [\u2026 e] del cielo, [\u2026] interroga tutte queste realt\u00e0. Tutte ti risponderanno: guardaci pure e osserva come siamo belle\u201d. La loro bellezza \u00e8 come un loro inno di lode. La domanda conseguente, pi\u00f9 o meno giustificata logicamente, \u00e8: non \u00e8 forse evidente che la causa di tanta bellezza contingente deve essere necessariamente una bellezza assoluta? Il misterioso corto circuito logico di Agostino giustifica il suo credo ut intelligam (credo per capire) cos\u00ec come il conseguente intelligo ut credam (capisco per credere), insomma, il santo decide che crede in un qualcosa che, poich\u00e9 gi\u00e0 creduto come tale, ben poco necessita della comprensione del credente e, come logica (?) conseguenza sentenzia che Dio \u00e8 un mistero inaccessibile alla ragione dell\u2019uomo ma che se il soggetto crede che Dio esista lo stesso diviene comprensibile al medesimo soggetto che lo ha generato col suo atto di fede. Risulta abbastanza evidente che, per il credente, l\u2019atto di fede derivi dal dono che l\u2019essere inverato dalla sua fede ha elargito a chi crede. Ora mi sembra opportuno domandarsi: non appare evidente il paradosso di chi intende dimostrare razionalmente i fondamenti di un dono tanto misterioso quanto inspiegabile elargito dall\u2019ente che \u00e8 oggetto sia dell\u2019atto di fede che dell\u2019argomentazione razionale su cui fonda ogni \u201cdimostrazione ontologica dell\u2019esistenza di Dio\u201d dopo che chi intende dimostrarla l\u2019ha postulata a priori, aggiungendo alla stessa i necessari e conseguenti attributi?<\/p>\n<p>Lo spessore filosofico indubitabile del pensiero di Tommaso riconosce la limitatezza della ragione umana e la sua inevitabile impossibilit\u00e0 a trascendere se stessa, ma allora il povero dottor Taddeus ha sprecato l\u2019intera sua vita? La sentenza schopenhaueriana \u201cO si pensa o si crede\u201d non lascerebbe dubbi, anche il caustico sentenziare agrodolce di Mark Twain sembra confermarlo: \u201cFede \u00e8 credere ci\u00f2 che sai che non \u00e8 cos\u00ec\u201d. Certo oggi alcune verit\u00e0 medioevali fanno sorridere, la prova ontologica dell\u2019esistenza di Dio di Anselmo da Aosta appare come figlia di un lontano passato medioevale, assurda agli occhi di un moderno anche se il \u201cDio della logica\u201d per ricorrere alle parole di Odifreddi, cio\u00e8 il logico e matematico Godel, conclude la sua complicatissima e rigorosissima dimostrazione affermando che \u201cDio esiste necessariamente, come volevasi dimostrare\u201d. Il suo obiettivo, cio\u00e8 dimostrare che il mondo \u00e8 riconducibile ad una unit\u00e0 razionale, non poteva che essere quella appena citata. Allora mi chiedo: davvero sono cos\u00ec diverse la fede in un dio ordinatore e creatore dell\u2019universo dalla certezza di un ordine dell\u2019universo accessibile alla ragione dell\u2019uomo attraverso la scienza? Non \u00e8 forse un po\u2019 ridicolo dopo aver compreso l\u2019assurdo di secoli di guerre in nome della religione, riproporre un nuovo atto di fede a priori nella capacit\u00e0 della logica, della matematica, della scienza come se fossero i nomi dei componenti di una novella trinit\u00e0? Ma se la scienza \u00e8 cos\u00ec incontrovertibile, perch\u00e9 non riusciamo ad avere una risposta univoca nemmeno sulla necessit\u00e0 di una mascherina anti pandemia? Non vorrei dover volgere orecchie e cuore al nuovo profeta che tanto sa muovere gli animi di chi lo ascolta, gi\u00e0, forse il governatore della Campania \u00e8 l\u2019unico in grado di cogliere l\u2019inganno dei nuovi mistici, come li definisce, i sessantamila predicatori della moral suasion.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-498335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/498335","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=498335"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/498335\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=498335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=498335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=498335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}