{"id":497847,"date":"2020-05-27T08:00:23","date_gmt":"2020-05-27T06:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=497847"},"modified":"2020-05-26T18:59:42","modified_gmt":"2020-05-26T16:59:42","slug":"la-bellezza-in-attesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/05\/la-bellezza-in-attesa\/","title":{"rendered":"La bellezza in &#8211; attesa"},"content":{"rendered":"<p>\u201cE andando nel sole che abbaglia\/sentire con triste meraviglia\/com\u2019\u00e8 tutta la vita e il suo travaglio\/in questo seguitare una muraglia\/che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia\u201d. \u00c8 la chiusura della celeberrima poesia scritta da un nostro grande corregionale, Eugenio Montale, appena ventenne e pubblicata nel 1925 negli Ossi di Seppia grazie all\u2019intuito di un editore geniale come Piero Gobetti purtroppo ucciso dalla violenza e dalla stupidit\u00e0 fascista. Non \u00e8 il caso di lanciarsi in analisi tecniche che pure rivelerebbero la formidabile qualit\u00e0 della ricerca stilistica del giovane ragioniere rapito dall\u2019arte poetica, preferisco deliberatamente suggerire una lettura alternativa di questi versi. Il senso filosofico del testo, sappiamo che in quegli anni il giovane Montale stava leggendo i contingentisti francesi apprezzando particolarmente Boutroux, coglie la fatica di vivere costeggiando la conoscenza del senso che si rivela e si occulta dietro una parete invalicabile. La \u201cmaglia rotta\u201d, \u201cl\u2019anello che non tiene\u201d, per dirla sempre con le parole del poeta, pu\u00f2 per\u00f2 consentire l\u2019incontro, magari \u00e8 possibile uno sguardo furtivo da \u201cun malchiuso portone\u201d che disveli semplicemente \u201cil giallo dei limoni\u201d, \u201cle trombe d\u2019oro della solarit\u00e0\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_718\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_718\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non so se il giallo dei limoni sia la risposta alla ricerca di senso, ma certo \u00e8 un momento estatico, \u00e8 l\u2019incontro con la bellezza, forse con una risposta, forse un\u2019apertura all\u2019essere. Quest\u2019ultima espressione risente evidentemente dell\u2019evocativo linguaggio in cui si esprime la filosofia heideggeriana. La bellezza, come l\u2019amore e l\u2019estasi, ha bisogno di occhi che la sappiano incontrare. Parafrasando Kant, il cielo stellato richiede uno sguardo umano che gli doni il senso del sublime, meraviglia che \u00e8 nel cielo ma che nulla sarebbe senza la carezza di uno sguardo umano. Lo stesso accade quando si incontrano due esser-ci ( ancora Heidegger ), cos\u00ec la bellezza di Maddalena non \u00e8 nulla senza il desiderio di Filippo ( ovviamente i nomi ed il sesso poco importano), ma ecco che Filippo scopre in s\u00e9 di essere altro da quello che si \u00e8 sempre pensato, e questo grazie a Maddalena, che nello stesso istante si sa come meraviglia. Infine l\u2019incontro diviene parola inaspettata, echi lontani risuonano nella valle del desiderio di Filippo che si sorprende a sussurrare: \u201cVorrei accarezzare il profumo del tuo sorriso per poi restituirtelo intatto\u201d. Sono convinto che siamo tutti artisti ma che il nostro tempo e le nostre censure ci impediscano di trasformare la banalit\u00e0 del conversare sul nulla in un meraviglioso incontro di sensi e pensieri. La bellezza \u00e8 l\u00ec, che ci aspetta, ma \u00e8 importante permetterci l\u2019occasione di coglierla, forse ancora una volta pu\u00f2 risultare illuminante l\u2019esortazione heideggeriana ad aprirci all\u2019essere per consentire l\u2019accesso reciproco. In effetti l\u2019essere, nelle sembianze di un cielo stellato o di Maddalena, sta aspettando che qualcuno ne ascolti il sussurro, \u00e8 cos\u00ec che l\u2019essere diventa nulla quando noi lo zittiamo ma se sapessimo divenire (o tornare ad essere) valle dell\u2019eco \u2026<\/p>\n<p>Ricordo un\u2019estate di troppi anni or sono, e mi rivedo poco pi\u00f9 che ventenne a cavallo di una rossa vespa duecento. Certo, oggi sarebbe impensabile, a vent\u2019anni, da solo, da Milano ad Atene, con soli quattro soldi in tasca e tanta fantasia tra il cuore ed il pensiero, ma allora \u2026 insomma, decisi di partire alla volta della Grecia. Come arredo un sacco a pelo ed uno zaino militare recuperato per poche lire alla fiera di Senigallia, noto mercatino dell\u2019usato di Milano, infatti allora studiavo ed abitavo a Milano. Ero riuscito ad accantonare qualcosa, non molto in effetti, la maggior parte dei guadagni se ne andavano in affitto, sopravvivenza e piacevoli nottate nella \u201cMilano da bere\u201d dei favolosi anni ottanta. Il sogno era di regalarmi una vacanza nella terra della filosofia, dopo anni dei loro libri finalmente avrei visitato il paese dei grandi pensatori delle origini. Tralascio le avventure logistiche ed umane che, carezze per la mia memoria, poco hanno a che vedere con il senso di questo momento aneddotico. Eccomi alle pendici dell\u2019acropoli, Atene sonnecchia nel torpore di un meriggiare degno di Montale, io salgo, con i pochissimi turisti che osano sfidare il sole perpendicolare dell\u2019agosto greco, per raggiungere i propilei, i due tempietti prostili che segnano l\u2019accesso all\u2019acropoli pi\u00f9 famosa del mondo. Mentre salgo in me cresce l\u2019emozione, chiss\u00e0, forse Socrate ha camminato proprio qui, magari Platone avr\u00e0 sostato in conversazione all\u2019ombra di queste colonne. Mi immobilizzo estatico ad osservare la meraviglia architettonica del Partenone. Vicino a me una splendida fanciulla ( almeno, cos\u00ec la ricordo) purtroppo gi\u00e0 in compagnia di un ragazzo, sta chiedendo al suo accompagnatore di scattarle una foto con lo sfondo del tempio. Toni e modi della richiesta della fanciulla poco sposavano con il film che mi ero gi\u00e0 proiettato su di lei, \u201cChe, ma a fai na foto?\u201d chiese, e lui da buon concittadino: \u201cVabb\u00e8, ma io nun capisco checcetrovi ( pronunciato come una parola sola ) in tutti sti sassi\u201d. L\u2019incanto dell\u2019acropoli rimase in silenzio a quelle blasfeme parole ed io mi interrogai: sono pi\u00f9 fortunato io che so cogliere la magia e mi illumino di tanta bellezza o il giovane romano che non la sa apprezzare ma si accompagna a una simile meraviglia muliebre? Non ha importanza ora quello che mi risposi allora, l\u2019importante \u00e8 che compresi in quel momento che la vera bellezza vive negli occhi di chi la sa vedere.<\/p>\n<p>Ed ecco che i versi profetici di Montale si colorano di inconosciuti chiarori: andando, senza soggetto, tutt\u2019uno con il meriggio e la sua luce; nel sole che abbaglia, cos\u00ec che non si possa vedere con precisione, ma nulla importa in quel momento, solo essere abitati nel profondo da quella luce; sentire, gi\u00e0, non comprendere, non ricomporre ordinatamente, ma sentire, senza l\u2019ausilio delle orecchie, sentire con tutto il tuo essere; con triste meraviglia, perch\u00e9 ti stai sorprendendo di tanto mistero che ti si offre, eppure un poco sei triste per la tua inadeguatezza; com\u2019\u00e8 tutta la vita e il suo travaglio, in un interminabile istante perduto nel non tempo del meriggio cogliere l\u2019esilio che si conduce nell\u2019incedere quotidiano mentre si consuma il nostro breve tempo; in questo seguitare una muraglia, poich\u00e9 il percorso che ci concediamo \u00e8 un vinto costeggiare il perimetro della vita ben consapevoli del fatto che lei abita appena pi\u00f9 in l\u00e0, oltre il muro; che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia, cos\u00ec che si divenga ben consci dell\u2019impossibilit\u00e0 di scavalcare l\u2019ostacolo. Ma d\u2019un tratto qualcosa pu\u00f2 cambiare, la luce nella radura, l\u2019io vivo dell\u2019urlo taurino dionisiaco, l\u2019eterno che diviene infrazione nell\u2019istante, ed ecco che non \u00e8 necessario scavalcare il feroce muro, poich\u00e9 ti sai gi\u00e0 oltre, dove sei gi\u00e0 stato, dove hai diritto di vivere. Comprendi, infine, come fosse possibile che il tuo inane andare fosse intriso della consapevolezza di cosa abitasse oltre il muro, \u00e8 la bellezza che da sempre ti aspetta per sapersi, per riappropriarsi di s\u00e9 e divenire dono<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-497847","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/497847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=497847"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/497847\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=497847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=497847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=497847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}