{"id":497023,"date":"2020-05-15T14:14:03","date_gmt":"2020-05-15T12:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=497023"},"modified":"2020-05-15T14:16:02","modified_gmt":"2020-05-15T12:16:02","slug":"fase-2-lusb-vigili-del-fuoco-nessuna-resa-a-confindustria-sulla-sicurezza-giu-le-mani-da-inail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/05\/fase-2-lusb-vigili-del-fuoco-nessuna-resa-a-confindustria-sulla-sicurezza-giu-le-mani-da-inail\/","title":{"rendered":"Fase 2, l\u2019Usb Vigili del Fuoco: \u201cNessuna resa a Confindustria sulla sicurezza, gi\u00f9 le mani da Inail\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione.<\/strong> \u201cNessuna resa a Confindustria sulla sicurezza, gi\u00f9 le mani da Inail\u201d. \u00c8 questa la dura presa di posizione da parte dell\u2019Unione sindacale di Base dei Vigili del Fuoco che, dopo lanciato la proposta del reato di omicidio sul lavoro lo scorso 1 maggio, questa volta si sono scagliati contro Confindustria.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cDal 7 aprile al 7 maggio, ancora sotto lockdown, \u2013 hanno dichiarato dall\u2019Usb, \u2013 si sono verificati 83.311 nuovi contagi. L\u2019ISS ci dice che su 9360 casi diagnosticati il 2% ha contratto il virus in occasione di lavoro. L\u2019Inail, d\u2019altra parte, certifica al 4 maggio oltre 37.000 contagi (17% del totale) sui posti di lavoro, con una et\u00e0 media di 47 anni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesti dati, parziali e largamente sottostimati, restituiscono perfettamente in quali condizioni siano stati costretti a lavorare \u2013 o a recarsi al lavoro \u2013 milioni di lavoratrici e lavoratori che non hanno potuto scegliere di \u201crestare a casa\u201d. Ma che a casa, dalle proprie famiglie, ci tornavano a fine turno di lavoro diventando a loro volta vettori di infezione. Del resto, nel periodo di massima chiusura in questo Paese erano attive oltre il 52% delle attivit\u00e0 produttive, dichiarate essenziali, alle quali sono andate via via aggiungendosene altre: a met\u00e0 aprile erano 200.000 le aziende riaperte in deroga, il 55,8% delle quali nelle regioni pi\u00f9 colpite dal virus\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA ben vedere dunque le misure di contrasto all\u2019epidemia sono state dettate non dal rispetto del diritto alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori, e dei cittadini tutti, ma dalla volont\u00e0 di profitto delle imprese e dall\u2019impossibilit\u00e0 del SSN di tenere botta ai ricoveri a causa dei ripetuti tagli, definanziamenti e assenza di prevenzione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOra, nella fase di riapertura e a pandemia ancora in corso, Confindustria non solo rivendica con furore ideologico sgravi, soldi a fondo perduto, detrazioni, indennizzi, senza vincoli e controlli dello Stato \u2013 puntualmente concessi nel decreto \u2018rilancio\u2019 appena presentato dal governo per un valore che supera il 50% della manovra stessa \u2013 ma pretenderebbe pure uno scudo penale che metta al riparo le imprese dalla responsabilit\u00e0 di mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa Confindustria \u00e8 partito un feroce attacco all\u2019INAIL, colpevole di riconoscere il Covid-19 tra le cause di infortunio e nonostante i ben 453 milioni a fondo perduto (50 attraverso il Cura Italia e 403 col Decreto Rilancio) che la stessa INAIL ha messo a disposizione delle imprese per l\u2019acquisto dei dispositivi di sicurezza e per la sanificazione dei luoghi di lavoro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSiccome le malattie infettive sono sempre state riconosciute come causa di infortunio (non se lo \u00e8 certo inventato il Cura Italia!) e la denuncia di infortunio di per s\u00e9 non produce alcun automatismo nel riconoscimento di una condotta colposa che resta da accertare e che pu\u00f2 essere penalmente sanzionata solo a seguito della sua individuazione, altrimenti viene archiviata (come avviene nella maggior parte dei casi d\u2019altronde!), cosa si nasconde davvero sotto la richiesta di Confindustria che, peraltro, necessiterebbe dell\u2019abbattimento di almeno un paio di articoli del Codice Penale?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019attacco sottende in realt\u00e0 una vera e propria rivendicazione di avere mani libere sulle condizioni e sull\u2019organizzazione del lavoro, l\u2019insofferenza verso ogni regola, seppur minima, che tuteli i lavoratori, l\u2019indignazione per la lesa maest\u00e0 di possibili, quanto improbabili, controlli da parte di quello Stato al quale si chiede continua assistenza senza contropartite. La storiella padronale dello spirito anti-imprenditoriale si infrange sulla realt\u00e0 degli ultimi 30 anni che ben racconta come questo capitalismo straccione intenda perseverare nella socializzazione delle perdite a fronte della privatizzazione dei profitti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE allora, non solo gi\u00f9 le mani dall\u2019Inail, e da qualsiasi servizio pubblico svolga funzioni determinanti a tutela dei lavoratori, ma vanno rafforzati diritti e tutele per tutti e tutte. L\u2019aumento costante e consistente degli infortuni, solo aggravati dall\u2019epidemia in atto, determinati dal continuo peggioramento delle condizioni di lavoro richiede un intervento che metta al centro il rispetto della vita e della salute dei lavoratori. Il Primo Maggio abbiamo lanciato la proposta del reato di omicidio sul lavoro, su questa strada intendiamo proseguire. Perch\u00e9 deve finire il tempo del lavoro senza diritti e senza dignit\u00e0, \u00e8 il momento di inchiodare i padroni alle loro responsabilit\u00e0\u201d, hanno concluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDeve finire il tempo del lavoro senza diritti e dignit\u00e0, \u00e8 il momento di inchiodare i padroni alle loro responsabilit\u00e0\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":18599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,35],"tags":[3957,111891,113080,919,75724],"class_list":["post-497023","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","category-economia","tag-confindustria","tag-coronavirus","tag-fase-2","tag-inail","tag-usb-vigili-del-fuoco"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/497023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=497023"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/497023\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=497023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=497023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=497023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}