{"id":496827,"date":"2020-05-13T08:00:48","date_gmt":"2020-05-13T06:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=496827"},"modified":"2020-05-13T12:25:35","modified_gmt":"2020-05-13T10:25:35","slug":"potere-simulacri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/05\/potere-simulacri\/","title":{"rendered":"Potere e simulacri"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio\u201d Sono parole di un nostro grande conterraneo: Fabrizio De Andr\u00e9. Certo, il pensiero anarchico \u00e8 cos\u00ec ampio e multiforme che sarebbe riduttivo pensare di poterlo riassumere in una sola frase, ma l\u2019affermazione di De Andr\u00e9 centra un aspetto fondamentale: per quale ragione esiste il potere di un essere umano su un altro essere umano? Non sarebbe pi\u00f9 saggio ascoltare le parole di San Paolo quando afferma che non potrebbero esserci trasgressioni se non ci fossero regole? In ogni caso \u00e8 ben radicato nel pensiero collettivo il convincimento che un potere sia indispensabile al vivere in societ\u00e0 che altrimenti ognuno perseguirebbe solo il proprio interesse senza curarsi di quello degli altri. In verit\u00e0 mi sembra che ora, in un sistema che si \u00e8 sclerotizzato sulla logica del potere, gli esseri umani si comportino proprio in quel modo, secondo la regola del pi\u00f9 gretto egoismo, e forse la causa \u00e8 da cercarsi proprio nel sistema che dovrebbe evitare tale atteggiamento! Bene, delle due l\u2019una, o ci si rende conto che l\u2019uomo sarebbe pi\u00f9 solidale e attento all\u2019altro senza obblighi in tal senso o si deve ammettere che la logica del potere ha decisamente fallito, in ogni caso si ritorna all\u2019affermazione deandreiana. Come possiamo procedere?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_223\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_223\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_223').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_223\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Vi voglio raccontare una antica leggenda sull\u2019origine del potere! Si narra che all\u2019inizio del tempo, proprio nell\u2019istante in cui l\u2019uomo scopr\u00ec di sentirsi diverso dagli altri esseri viventi, per una qualche misteriosa ragione i vari organi del suo corpo cominciarono a combattere una assurda lotta per decidere chi dovesse comandare. Per prime parlarono le mani: \u201c\u00c8 certo che sia nostro diritto, se non addirittura dovere, esercitare il potere sul corpo. Come tutti sanno sono le mani che rendono l\u2019uomo faber, costruttore, manipolatore di materia e quindi padrone delle cose\u201d. Dopo un breve istante di silenzio si sollev\u00f2 la voce delle gambe: \u201cCerto, il ruolo delle mani \u00e8 rilevante, come non riconoscerlo, ma che sarebbe l\u2019essere umano senza di noi? Rimarrebbe immobile come un sasso e a ben poco gli sarebbe utile la sua manualit\u00e0. A buon diritto reclamiamo noi il ruolo di comando\u201d. Non avevano ancora terminato il loro intervento le gambe che si ud\u00ec il parlare profondo del cuore: \u201cChe dovrei dire allora io, non \u00e8 forse il mio ruolo imprescindibile? Il corpo morirebbe in pochi minuti se solo non pulsassi ininterrottamente il sangue nelle vene. Credo a ragione di poter esigere di essere il vostro capo\u201d. Fu quindi il turno degli occhi: \u201dPer\u00f2 \u00e8 certo che senza di noi nulla sarebbe accessibile all\u2019uomo, a poco sarebbero utili le mani, addirittura pericolose le gambe, ed anche il cuore \u2026 a che serve vivere se non si pu\u00f2 vedere la luce del sole?\u201d conclusero gli occhi non senza una certa enfasi. In breve tempo ogni organo del corpo cominci\u00f2 a manifestare la centralit\u00e0 del proprio ruolo esigendo il diritto al comando, uno spettacolo grottesco nel quale tutti parlavano e nessuno voleva prestare attenzione agli altri, fino a che tuon\u00f2 imperiosa la voce del cervello: \u201dAdesso basta, troppo a lungo ho ascoltato i vostri deliri, mi vedo costretto ad intervenire. \u00c8 evidente che sia io il pi\u00f9 idoneo al comando, io che sono il gestore del pensiero, io che possiedo memoria e progettualit\u00e0, io che ho permesso all\u2019animale di sapersi uomo e di elevarsi al di sopra di tutti gli altri viventi, \u00e8 per \u2026 insomma io \u2026 ma che succede?\u201d Nel corso del suo intervento il cervello cominci\u00f2 a sentirsi poco bene, subito dopo le gambe si accorsero di non riuscire pi\u00f9 a reggere il peso del corpo, le mani tremavano disorientate, gli occhi videro confondersi forme e colori, il cuore stentava a svolgere il suo lavoro. Nel panico generale si pot\u00e9 ascoltare una voce ben poco elegante che ridacchiando sentenzi\u00f2: \u201cPermettete che mi presenti, sono l\u2019ano, e non sono bravo con le parole, ma da quando avete iniziato a discutere sono entrato in sciopero ed ora state male e, se non riprendo il mio lavoro, la vostra fine \u00e8 segnata. Bene, per farla breve, o accettate che sia io a comandare o non ci sar\u00e0 nulla su cui esercitare il potere\u201d. Tutti gli organi del corpo non avevano pi\u00f9 forza per combattere e non poterono fare altro che sottostare al ricatto ed \u00e8 da allora che, per sempre, chi anela e detiene il potere non pu\u00f2 essere che uno s\u2026\u2026!<\/p>\n<p>Si tratta di una leggenda, magari le cose non sono andate esattamente in questo modo, quello che \u00e8 certo \u00e8 che il finale suggerisce uno sguardo critico e riflessioni severe. Diversi autori classici affermano che il potere diviene qualcosa solo nel momento in cui viene esercitato, e questo rimette al centro della riflessione il soggetto. In effetti nulla rivela pi\u00f9 profondamente la natura di un uomo se non il consentirgli di gestire il potere. Lo si pu\u00f2 verificare nel quotidiano, non serve scomodare i libri di storia. Il potere lo esercita chiunque, in misura diversa, ma chiunque, un esempio ? Un impiegato allo sportello! Ancora pi\u00f9 pericoloso \u00e8 quando lo pu\u00f2 fare occultato dietro uno schermo o un telefono, senza doverci mettere la faccia. In quei frangenti riconosci l\u2019odore anche attraverso il computer o l\u2019apparecchio telefonico, gi\u00e0, perch\u00e9 il potere \u00e8 lo stesso, cambiano gli uomini, puoi infatti avvertire profumo di rispetto e solidariet\u00e0 oppure il pi\u00f9 sgradevole odore di merda. Forse aveva ragione Spinoza quando affermava che chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza, gi\u00e0, perch\u00e9 la tua quota di potere la misuri su quanto fastidio puoi suscitare negli altri, ma potresti essere di certo pi\u00f9 gratificato dall\u2019aiuto che il tuo potere pu\u00f2 offrire, ovvio, solo se sei della categoria profumata.<\/p>\n<p>L\u2019analisi pi\u00f9 attuale sul concetto di potere la si pu\u00f2 riconoscere nelle riflessioni di Pier Paolo Pasolini, in effetti il grande fustigatore del sistema borghese aveva colto il nocciolo ideologico che sta alla base del potere moderno: trasformare ogni essere umano in un produttore consumatore. A quel punto sei libero di desiderare quello che vuoi, di lottare per ottenerlo, di giudicare le persone in base a ci\u00f2 che possiedono o vorrebbero possedere, l\u2019importante \u00e8 che non ti renda conto che il tuo reputarti diverso da un altro perch\u00e9 diverse sono le brame sia solo un inganno per far sopravvivere l\u2019ingranaggio mercato, la nuova astuta sorridente ed ingannevole faccia del potere. Denaro e mercato, ecco i due simulacri genitori del nostro sistema: il pap\u00e0 denaro che sposa il mercato, eccellente connubio fondato sull\u2019interesse reciproco; la mamma mercato che conserva l\u2019unit\u00e0 della coppia con servile compiacimento garantendosi l\u2019agiatezza; l\u2019immancabile \u201caltro\u201d, il potere, che pasolinianamente si accoppia con entrambe: il teorema \u00e8 servito. L\u2019universo orrendo del cinema pasoliniano si presenta: un folle spettacolo in cui recitano simulacri capaci solo di generare il nulla, un\u2019immensa celebrazione del nulla che acquista realt\u00e0 solo attraverso l\u2019inganno al quale \u00e8 bene che tutti credano, ma il concetto di simulacro come metafora dell\u2019oggi merita altro spazio che in questa sede, per questo appuntamento, non \u00e8 opportuno impiegare.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-496827","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/496827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=496827"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/496827\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=496827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=496827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=496827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}