{"id":495233,"date":"2020-04-22T09:14:07","date_gmt":"2020-04-22T07:14:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=495233"},"modified":"2020-04-22T09:14:07","modified_gmt":"2020-04-22T07:14:07","slug":"lo-sfogo-di-chi-gestisce-le-rsa-da-febbraio-una-continua-lotta-accusati-di-nascondere-qualcosa-ma-eravamo-previdenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/lo-sfogo-di-chi-gestisce-le-rsa-da-febbraio-una-continua-lotta-accusati-di-nascondere-qualcosa-ma-eravamo-previdenti\/","title":{"rendered":"Lo sfogo di chi gestisce le Rsa: &#8220;Da febbraio una continua lotta. Accusati di nascondere qualcosa, ma eravamo previdenti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito la lettera scritta dai rappresentanti di tutti gli enti e associazioni di categoria coinvolti a vario titolo nella gestione di residenze per anziani (Rsa e Rp). I firmatari sono in fondo alla lettera.<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_170\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_170\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_170').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_170\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questa lettera aperta vuole essere un contributo per comprendere cosa sta accadendo nelle RSA narrando ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in questi ultimi due mesi nei nostri servizi socio sanitari residenziali.<\/p>\n<p>Volutamente usiamo una definizione un po\u2019 tecnica, servizi socio sanitari residenziali, perch\u00e9 vogliamo parlare non solo di RSA per anziani ma pi\u00f9 ampiamente di tutte quelle strutture che accolgono persone in condizione di vulnerabilit\u00e0 quali i centri di riabilitazione per disabili, le comunit\u00e0 terapeutiche per soggetti psichiatrici, per le dipendenze, per i minori.<\/p>\n<p>Strutture diffuse su tutto il territorio regionale, pensate per offrire cure e assistenza prevalentemente \u201cdi lungo termine\u201d, il cui funzionamento \u00e8 disciplinato dalla normativa regionale sia per quanto riguarda i parametri di personale (quali figure e per quanto tempo devono operare) sia per i requisiti strutturali (mq stanze, idoneit\u00e0 locali) sia per le prassi cliniche e gestionali; il rispetto delle norme da parte di chi gestisce le strutture viene ordinariamente verificato dal personale di Alisa, delle ASL, dei Servizi Sociali dei Comuni, dei NAS, dell\u2019Ispettorato del Lavoro.<\/p>\n<p>La quasi totalit\u00e0 delle Strutture opera in regime di accreditamento con il Sistema Sanitario Regionale rispettando ulteriori parametri di qualit\u00e0 fissati da Regione Liguria, contrattualizzando con le ASL il volume delle prestazioni erogabili a fronte di rette giornaliere definite sempre a livello regionale, riconosciute a fronte dei servizi erogati ai cittadini che spesso co-partecipano alla spesa oppure se ne fanno carico totalmente laddove non vi siano sufficienti coperture di risorse pubbliche.<br>\nSu questo sistema disciplinato, organizzato e verificato, che accoglie pi\u00f9 di 20.000 persone e impiega pi\u00f9 di 15.000 dipendenti, ha impattato imprevedibilmente, violentemente e subdolamente l\u2019emergenza Coronavirus.<\/p>\n<p>A partire dalla fine di febbraio \u00e8 stato un continuo lottare alla ricerca di soluzioni per impedire il contatto del virus con i nostri ospiti che abbiamo continuato ad accudire consci della responsabilit\u00e0 che ci stavamo assumendo.<br>\nIl 22 febbraio, quando qualche esperto qualificato parlava di un qualcosa di simile ad un\u2019influenza, noi ricevevamo le prime indicazioni dal Ministero della Salute, il 23 di febbraio la prima ordinanza di Regione Liguria per limitare gli accessi, il 24 febbraio prima riunione in Alisa, per noi era gi\u00e0 emergenza, forse per il resto deI cittadini liguri non ancora.<\/p>\n<p>Alcuni di noi avevano gi\u00e0 chiusi gli accessi ai visitatori, con fermezza. Siamo stati contestati per questo, ci hanno detto che volevamo nascondere qualcosa, il tempo ha detto che siamo stati previdenti. Nessuno poteva avere piena consapevolezza di quello che sarebbe accaduto e soprattutto nessuno in allora era attrezzato, a partire da chi \u00e8 preposto istituzionalmente a fronteggiare le emergenze (la Protezione Civile Nazionale che tante volte ha dimostrato la sua prontezza di fronte alle calamit\u00e0 naturali a sua volta si \u00e8 trovata completamente spiazzata di fronte a questo tipo di emergenza).<\/p>\n<p>Il 4 marzo riceviamo il DPCM che conferma la sospensione delle visite lasciando alle nostre Direzioni Sanitarie la possibilit\u00e0 di eventuali deroghe e attribuendogli il compito di adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezioni.<br>\nNoi stavamo gi\u00e0 piangendo i nostri defunti.<br>\nE siamo andati avanti tenendo la barra dritta, giorno dopo giorno, quando le priorit\u00e0 (e i riflettori) erano puntati sui reparti di urgenza ospedaliera, i pronto soccorso erano intasati e ci veniva richiesto di non inviare pazienti.<\/p>\n<p>Marzo \u00e8 stato il periodo peggiore perch\u00e9 in questa situazione emergenziale, in continua trasformazione, raggiunti da decine di mail, documenti e disposizioni non disponevamo per\u00f2 di quello che era ed \u00e8 indispensabile: i dispositivi di protezione individuale ed il giusto numero di personale.<\/p>\n<p>Da subito i DPI hanno scarseggiato, l\u2019azione iniziale decisa a livello nazionale \u00e8 stata di accentrarne l\u2019acquisizione tramite Protezione Civile per poi distribuirli, innanzitutto negli Ospedali, poi gli altri; noi eravamo tra gli altri, e quindi a noi sono arrivati tardi.<br>\nE\u2019 superfluo dire che ci siamo iperattivati da subito anche per acquistarne privatamente, costituendo gruppi di acquisto per importare anche noi direttamente dalla Cina, ma, come \u00e8 noto, almeno per un certo periodo gli ordini fatti da privati sono stati sequestrati ed i produttori e fornitori hanno dato priorit\u00e0 ai servizi ospedalieri ed alle ASL.<\/p>\n<p>La prima consegna di DPI fornitaci da Regione Liguria \u00e8 del 20 marzo, distribuitI solo alle strutture per anziani che avevano gi\u00e0 situazioni complesse, perch\u00e9 i pezzi non bastavano per tutti, perch\u00e9 non ce n\u2019erano, perch\u00e9 anche gli Ospedali erano in affanno nonostante fossero la priorit\u00e0.<br>\nDa allora la situazione \u00e8 cambiata, i quantitiativi ricevuti sono cresciuti, la settimana prossima la distribuzione raggiunger\u00e0 tutti i servizi, nessuno escluso; vogliamo evidenziare che la distribuzione dei DPI per i nostri Enti forniti da Regione Liguria e Protezione civile \u00e8 a cura di nostri operatori volontari, prelevando il materiale dal magazzino centrale del San Martino e smistandoli secondo criteri stabiliti da Alisa in 5 punti di consegna (uno per asl) dove possono essere ritirati.<\/p>\n<p>Nonostante la scarsit\u00e0 di DPI si \u00e8 continuato ad operare, ottimizzandone l\u2019impiego e cercando sostenere chi era pi\u00f9 in crisi, condividendo freneticamenti tra noi i riferimenti di dove si potevano reperire, a volte purtroppo anticipando pagamenti di ordini che non sono mai arrivati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il personale purtroppo alcuni operatori hanno iniziato ad ammalarsi, sia nei nostri servizi che in quelli ospedalieri, e non era facile sostituirli.<br>\nNon \u00e8 cos\u00ec noto ma ordinariamente \u00e8 gi\u00e0 difficile in Liguria reperire Infermieri e Operatori Socio Sanitari, si pu\u00f2 facilmente comprendere come questa criticit\u00e0 si sia acuita in tempo di emergenza virus.<\/p>\n<p>Ancora una volta abbiamo sottostato alla logica della priorit\u00e0: le nostre piante organiche, gi\u00e0 ridotte, si sono ulteriormente indebolite, le ASL e le Aziende Ospedaliere per sopperire alle loro carenze (dovute alla nostra stessa causa) hanno contattato e assunto con effetto immediato personale che era in servizio presso le nostre Organizzazioni, mettendoci ancora pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<br>\nAnche questa volta, cos\u00ec come nel caso dei DPI, non si pensi che ci siamo rassegnati, abbiamo continuato a segnalare la drammaticit\u00e0 di queste carenze, richiedendo un canale diretto per i tamponi e la disponibilit\u00e0 della consulenza di un virologo, giorno dopo giorno, costantemente, perch\u00e9 va detto, costante \u00e8 stato il rapporto con Regione Liguria ed Alisa.<br>\nLo abbiamo fatto civilmente senza alimentare polemiche perch\u00e9 sappiamo per esperienza diretta quanto sia difficile assumere decisioni e responsabilit\u00e0 nel definire le priorit\u00e0 in momenti di emergenza.<\/p>\n<p>Oggi il quadro \u00e8 migliorato ma attenzione, per noi \u00e8 sempre emergenza, \u00e8 sempre fase 1, anche se lo scenario si \u00e8 capovolto e l\u2019attenzione \u00e8 pi\u00f9 rivolta ai nostri servizi, stanno giungendo in struttura e ne siamo grati i primi sostegni di infermieri e medici inviati da Regione Liguria e Protezione Civile.<br>\nC\u2019\u00e8 infine un tema su cui davvero vorremmo richiamare l\u2019attenzione di tutti: ad affrontare queste difficolt\u00e0 immense ed impreviste c\u2019era e c\u2019\u00e8 il nostro straordinario personale, del cui valore troppo poco si parla.<\/p>\n<p>In questi due mesi di caos loro sono stati il vero punto di riferimento per le persone accolte, spesso persone non autosufficienti, spesso uomini e donne non in grado comprendere il perch\u00e9 di tante misure di sicurezza, i motivi di tanto sconvolgimento.<br>\nE tanto pi\u00f9 non si comprende, tanto pi\u00f9 si diviene poco collaborativi, aumenta il bisogno di essere ancor di pi\u00f9 accuditi, ascoltati, rassicurati e questo hanno saputo fare in questi due lunghi mesi i nostri operatori, con tutta la professionalit\u00e0 di cui sono capaci e con la loro straordinaria umanit\u00e0, in tutti i ruoli ed in tutte le funzioni, medici, infermieri, educatori, operatori socio sanitari, cuochi, personale dei servizi ausiliari, manutentori.<\/p>\n<p>Quindicimila persone hanno continuato a fare non solo il loro dovere ma di pi\u00f9, hanno tutto quello di cui c\u2019era bisogno.<br>\nI nostri servizi non sono state pensati e attrezzati per contenere epidemie, non sono nati per isolare, per dividere; in un tempo ordinario si lavora per dare vicinanza, per fare stare insieme le persone, perch\u00e9 \u201cqualit\u00e0 di vita\u201d significa anche vincere l\u2019isolamento e la solitudine di chi \u00e8 pi\u00f9 fragile.<\/p>\n<p>I nostri operatori si \u201cchiamano per nome\u201d e cos\u00ec gli ospiti, nelle nostre strutture si cerca di ricreare un senso di famiglia, di riprodurre per quanto possibile il calore di una casa che con dolore i nostri assistiti hanno dovuto lasciare.<br>\nI nostri operatori sono consapevoli di portare sulle spalle enormi responsabilit\u00e0, sanno che possono essere i vettori del contagio per chi vive in struttura, sanno di lavorare in ambienti a rischio dove potrebbero contrarre l\u2019infezione, sanno che rientrando a casa potrebbero portare il virus.<\/p>\n<p>Eppure da due mesi, nonostante i legittimi timori, la fatica di indossare i DPI, i turni di lavoro dilatati, continuano a dispensare sorrisi e cure, fedeli ad una scelta di vita prima ancora che professionale: prendersi cura dei pi\u00f9 deboli.<br>\nQuesta lettera aperta vuole essere un segno di rispetto e di affetto per i nostri operatori, i nostri ospiti ed i loro famigliari, con l\u2019auspicio che altri si uniscano a questo riconoscimento, non sappiamo se la strada da percorrere salir\u00e0 ancora ma di certo sar\u00e0 ancora lunga e ci sar\u00e0 bisogno di un grande aiuto da parte di tutti.<\/p>\n<p>Roberto Saita \u2013 Agespi Liguria<br>\nEzio Temporini \u2013 Anaste Liguria<br>\nGiandario Storace \u2013 Anffas Liguria<br>\nAndrea Bongioanni \u2013 Aris Liguria<br>\nFrancesco Berti Riboli \u2013 Confindustria Genova<br>\nValerio Balzini, Pierpaolo Rebecchi \u2013 Confcooperative Liguria<br>\nPaolo Merello \u2013 Coread Coordinamento Regionale Enti Accreditati Dipendenze<br>\nAldo Moretti \u2013 Corerh Coordinamento Regionale Enti Riabilitazione Handicap<br>\nSimone Torretta \u2013 Crea Coordinamento Regionale Enti Anziani Religiosi e No Profit<br>\nLorenzo Tassi \u2013 Fenascop Liguria Federazione Nazionale Strutture Comunitarie Psichiatriche Andrea Rivano \u2013 Forum Ligure Terzo Settore<br>\nPaolo Arrica, Sandro Frega \u2013 Lega Cooperative Liguria<br>\nGiuseppe Grigoni \u2013 Uneba Liguria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una lettera aperta tutti gli enti e associazioni che si trovano a gestire residenze spiegano &#8220;la loro verit\u00e0&#8221; 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