{"id":494815,"date":"2020-04-17T11:02:49","date_gmt":"2020-04-17T09:02:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=494815"},"modified":"2020-04-17T11:48:13","modified_gmt":"2020-04-17T09:48:13","slug":"il-dramma-di-una-oss-da-andora-malata-di-covid-al-lavoro-ho-contagiato-e-ucciso-mio-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/il-dramma-di-una-oss-da-andora-malata-di-covid-al-lavoro-ho-contagiato-e-ucciso-mio-padre\/","title":{"rendered":"Il dramma di una Oss da Andora: &#8220;Malata di Covid al lavoro, ho contagiato e ucciso mio padre&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora.<\/strong> \u201cPositiva al Coronavirus dai primi di marzo, ho contagiato anche mio padre, che \u00e8 morto pochi giorni fa. Ora sia io che mia madre soffriamo di pressione alta. E<strong> prendo numerosi calmanti per evitare di sbattere la testa contro il muro, per non cedere ai sensi di colpa<\/strong>, che mi stanno comunque consumando. Voglio che venga aperta un\u2019inchiesta, <strong>pretendo giustizia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_346\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_346\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u00c8 il drammatico racconto di una Oss (che ha richiesto di rimanere anonima, noi la chiameremo Giovanna), che lavora presso la residenza protetta <strong>Stella Maris<\/strong> di Andora e che si trova a casa, ormai da oltre un mese, dopo aver mostrato i sintomi del Covid-19, essere risulta positiva al tampone e ricoverata presso l\u2019ospedale di Albenga. Lo stesso nosocomio, ora \u201cCovid Hospital\u201d, dove il padre, che viveva con la figlia e la moglie, \u00e8 deceduto pochi giorni dopo le dimissioni di lei.<\/p>\n<p><strong>IL DRAMMA: \u201cIL SENSO DI COLPA MI STRITOLA\u201d<\/strong> \u2013\u00a0\u201cLa prima settimana di marzo ho accusato febbre e i primi sintomi \u2013 ricorda \u2013 Una mattina mi sono recata al lavoro, ma ho iniziato a star male e sono dovuta venir via. <strong>Da l\u00ec \u00e8 iniziato il nostro calvario.<\/strong>\u00a0Ho avuto febbre alta, perdita di equilibrio, male alle articolazioni della mani, alle braccia e alla gambe e, molto forte, alla schiena. Vivo con i miei genitori, ho provato ad isolarmi in casa, stando in camera, mangiando dopo di loro. Ma non avevo una mascherina a casa ed <strong>evidentemente non \u00e8 bastato<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDopo qualche giorno sono peggiorata \u2013 prosegue Giovanna \u2013 mia madre ha chiamato il 112 e mi hanno portata all\u2019ospedale di Albenga, dove ho fatto un tampone, risultato positivo, e sono rimasta ricoverata per diversi giorni nel reparto di Medicina. Nel frattempo, per\u00f2, anche i miei genitori a casa hanno iniziato ad accusare i sintomi da Covid-19. Io ero in ospedale, preoccupata da morire nonostante le loro rassicurazioni. Dopo un trasferimento al Mios, durato una sola notte, il 19 marzo sono ritornata a casa. Non ero guarita, ancora adesso non ho il risultato del nuovo tampone, ma <strong>ho sempre la febbre bassa, ogni giorno<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cArrivata a casa ho iniziato a misurare la saturazione dei miei genitori. Il 19 marzo era la Festa del Pap\u00e0. <strong>Il 20 marzo la saturazione di mio padre ha cominciato ad essere completamente fuori controllo.<\/strong> Aveva gi\u00e0 avuto problemi pregressi ai polmoni ed \u00e8 stato ricoverato a sua volta al Santa Corona di Pietra Ligure, con tampone positivo anche lui. Poi, tra alti e bassi, \u00e8 stato trasferito in ospedale ad Albenga, ma non \u00e8 riuscito a superare una forte crisi ed<strong> \u00e8 deceduto circa 2 settimane fa<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ora Giovanna\u00a0vive \u201c<strong>stritolata dai sensi di colpa<\/strong> \u2013 confessa \u2013 perch\u00e9 so di aver contagiato i miei genitori\u201d. Sensi di colpa tanto comprensibili quanto ingiustificati, naturalmente, a maggior ragione perch\u00e9 nessuna evidenza scientifica potr\u00e0 mai stabilire con certezza dove e da chi \u00e8 avvenuto il contagio. Ma per un cuore straziato non c\u2019\u00e8 consolazione: \u201cMia madre non ha mai fatto un tampone, ma anche lei sta sempre male. Mio padre ed io <strong>eravamo molto legati: facevamo tutto insieme<\/strong>, era una persona dalle mani e dal cuore d\u2019oro. Devo prendere i calmanti per non sbattere la testa contro il muro\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ACCUSA: \u201cAVVERTITI TARDI, VOGLIO UN\u2019INCHIESTA\u201d<\/strong> \u2013 E ora il dito della donna \u00e8 puntato proprio contro la residenza protetta, rea, a suo dire, \u201cdi non aver informato per tempo i dipendenti n\u00e9 tantomeno averli dotati degli appositi dpi in tempo utile\u201d.\u00a0\u201cTutto \u00e8 iniziato a febbraio \u2013 sostiene \u2013 quando si sono ammalate una suora e un\u2019infermiera: la suora si \u00e8 isolata fuori struttura, mentre l\u2019infermiera ha continuato a lavorare all\u2019interno. Entrambe presentavano sintomi riconducibili al Coronavirus. Credo nessuna delle due sia stata sottoposta a tamponi e test, ma da allora \u00e8 partito tutto. Ai primi di marzo si \u00e8 ammalata la prima ospite: aveva la febbre, la saturazione era sballata,\u00a0abbiamo esortato l\u2019infermiera a mandarla in ospedale ma non c\u2019\u00e8 stato verso e, anzi, \u00e8 stata messa in stanza con un\u2019altra ospite.\u00a0Solo dopo essersi ulteriormente aggravata \u00e8 stata mandata in ospedale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel frattempo abbiamo continuato a lavorare senza dpi, nessuno ci ha detto di indossarli \u2013 accusa \u2013\u00a0Ma sapendo che girava questo virus e sapendo di casi di febbre alta, infermiera e dottoressa del ricovero avrebbero dovuto quantomeno avvisarci e dirci per tempo di metterci le mascherine. Ci \u00e8 stato comunicato solo il giorno prima che io avessi i primi sintomi. <strong>Voglio che venga aperta un\u2019inchiesta.<\/strong> Mio padre non pu\u00f2 tornare indietro, ma pretendo che venga fatta giustizia\u201d, conclude la Oss.<\/p>\n<p>Va anche ricordato che la residenza di via Marchesi Maglione era gi\u00e0 finita sotto i riflettori della cronaca per un duro intervento del primo cittadino di Andora Mauro Demichelis che, lo scorso 19 marzo, aveva parlato di \u201csole 3\/4 suore rimaste insieme a 4\/5 oss a supporto di oltre 50 ospiti\u201d ma, soprattutto, di tante, troppe \u201csegnalazioni relative a ingressi non consentiti di parenti successivamente al dpcm che aveva vietato completamente le visite\u201d.<\/p>\n<p><strong>LA DIFESA: \u201cIMPOSSIBILE STABILIRE QUANDO E\u2019 AVVENUTO IL CONTAGIO\u201d<\/strong> \u2013 \u201cE\u2019 difficile stabilire con esattezza quando e come il virus sia entrato in struttura \u2013 replica la dirigenza della residenza protetta \u2013 Il decesso in ospedale di una nostra ospite, in data 14 marzo, ha evidenziato la prima positivit\u00e0 al Coronavirus. Siamo riusciti ad arginare la diffusione del virus seguendo tassativamente le istruzioni dell\u2019Asl con cui il contatto \u00e8 quotidiano e che ha realizzato anche un sopralluogo in sede ed esami su pazienti e sul personale sanitario\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Lo sconforto della nostra oss, seppur comprensibile, non pu\u00f2 comunque giustificare conclusioni sommarie<\/strong> su avvenimenti che, nel momento (di grave pandemia estesa a tutto il territorio nazionale) in cui si sono verificati, sono stati affrontati in maniera puntuale\u201d fa presente la direzione. Con i sintomi ai primi di marzo, infatti, il contagio dovrebbe essere avvenuto prevedibilmente a fine febbraio, in un momento in cui sulla futura pandemia c\u2019era ancora ben poca consapevolezza: \u201cDi certo c\u2019\u00e8 solo che la nostra oss si \u00e8 purtroppo ammalata. Se guardiamo al periodo di incubazione della malattia, non si pu\u00f2 affermare con certezza che il virus l\u2019abbia contagiata dentro la struttura\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDal 23 febbraio la struttura \u00e8 chiusa a parenti e visitatori, come prescrivono i protocolli, gli ospiti non possono accedere agli spazi comuni, sono accuditi e consumano i pasti nelle camere. Gli operatori utilizzano tutti i presidi che l\u2019Asl ha prescritto: siamo riusciti ad avere le mascherine FFP2 e le tute integrali chiariscono dalla struttura \u2013 La casa di riposo Stella Maris ha spazi adeguati per affrontare l\u2019emergenza: pu\u00f2 accogliere fino a 54 ospiti, ma in questo momento ce ne sono solo 46 ripartiti su 3 piani, con camere singole o adeguato distanziamento tra i letti. Il personale sanitario che aveva accusato i sintomi non torner\u00e0 al lavoro fino a quando l\u2019Asl non dar\u00e0 il suo via libera, ma dal 16 marzo, dalla casa Madre di Vercelli sono arrivate suore in aiuto ed \u00e8 stato assunto personale tramite un\u2019agenzia interinale\u201d.<\/p>\n<p>Alla Stella Maris, dal 1 marzo, si sono <strong>registrati in totale sei decessi<\/strong>: \u201cQuattro sono avvenuti in ospedale e due in struttura in stanze in isolamento. Delle ultime tre persone venute a mancare, una non positiva aveva 105 anni, e un\u2019altra era affetta da una patologia allo stato terminale. Attualmente, due ospiti sono ricoverate in ospedale in attesa di prossima dimissione. Alla data odierna nessun paziente, controllato tre volte al giorno, ha febbre. I parenti ci sembrano, per quanto possibile, tranquilli e fiduciosi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra Oss, provata emotivamente, sta ingiustamente mettendo in discussione il lavoro dei suoi colleghi e della direzione della struttura \u2013 concludono \u2013 che hanno seguito tassativamente le prescrizioni dell\u2019Asl che ringraziamo per l\u2019aiuto. Grazie anche ai nostri dipendenti abbiamo ottenuto risultati apprezzabili e positivi, normalizzando e controllando la situazione. Cogliamo l\u2019occasione per ringraziare il sindaco, l\u2019Asl, le forze dell\u2019ordine per l\u2019aiuto e i famigliari per la fiducia e il sostegno che ci accordano in questo momento difficile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavora alla \u201cStella Maris\u201d, dove si sono verificate 6 morti su circa 50 ospiti. Lei accusa: &#8220;Voglio giustizia&#8221;. 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