{"id":494689,"date":"2020-04-15T08:42:44","date_gmt":"2020-04-15T06:42:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=494689"},"modified":"2020-04-15T08:42:44","modified_gmt":"2020-04-15T06:42:44","slug":"riflessioni-inattuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/riflessioni-inattuali\/","title":{"rendered":"Riflessioni inattuali"},"content":{"rendered":"<p>\u201cD\u2019altro canto una trasformazione del cuore umano \u00e8 possibile solo a patto che si verifichino mutamenti economici e sociali di drastica entit\u00e0, tali da offrire al cuore umano l\u2019occasione per mutare e il coraggio e l\u2019ampiezza di prospettive necessari per farlo\u201d. \u00c8 una considerazione di una attualit\u00e0 estrema, anzi, cos\u00ec attuale da essere una finestra sul mondo che verr\u00e0 se comprendiamo che il momento di trasformazione che stiamo vivendo pu\u00f2 certamente definirsi \u201cdi drastica entit\u00e0\u201d e che l\u2019unica vera opportunit\u00e0 in questo buio crepuscolare che ci si presenta \u00e8 proprio quella di \u201coffrire al cuore umano l\u2019occasione  per mutare e il coraggio e l\u2019ampiezza di prospettive necessari per farlo\u201d. Eppure \u00e8 estrapolata dal saggio \u201cAvere o essere\u201d che Erich Fromm ha dato alle stampe nell\u2019ormai lontano 1976.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_70\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_70\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Devo riconoscere che all\u2019epoca dell\u2019uscita del saggio, quando lo lessi per la prima volta, pur apprezzando l\u2019acuta analisi del pensatore tedesco, che l\u2019antisemitismo costrinse a divenire statunitense per sfuggire alle rappresaglie del nazismo, non riuscii a coglierne la preveggenza. A mia scusante posso solo addurre la mia giovanissima et\u00e0 di quel tempo. Ma quello che davvero sconcerta \u00e8 che oggi, a distanza di quasi mezzo secolo, l\u2019umanit\u00e0 sia rimasta quella di allora, incapace di cogliere l\u2019occasione per una sorta di palingenesi che possa condurla fuori dalle acque stagnanti di una solo apparente dinamicit\u00e0. Gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni 70 lo sguardo profondo di Fromm aveva colto con grande anticipo quello che, in modo diverso, aveva gi\u00e0 intravisto Edmund Husserl presentandolo nel suo scritto \u201cLa crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale\u201d pubblicato postumo nel 1954. La crisi era evidente in forma macroscopica nel manifestarsi delle tragiche dittature che hanno determinato la storia del secolo breve ma l\u2019ottusit\u00e0 consapevole, deliberata, incosciente \u2026 del mondo intero, ha fatto s\u00ec che il pianeta vivesse per decenni l\u2019incubo della guerra fredda. Ancora insoddisfatti abbiamo assistito in silenzio, vigliacco o complice, nel corso degli anni 80 allo sgretolarsi di altre storiche certezze come il ruolo politico degli stati nazionali e la solidit\u00e0 granitica del regime sovietico. A cavallo tra il tramonto degli anni 80 e i primi anni 90 abbiamo applaudito alla caduta del muro di Berlino per affacciarci sul nuovo mondo, un\u2019epoca di pace e fratellanza, di costante crescita e benessere economico generalizzato. Ancora una volta talpe accecate da una luce che sembrava quella dell\u2019oro ed era riflesso di pirite, ancora una volta stolti o codardi? In quegli anni il nuovo pifferaio era una parola magica, cos\u00ec affascinante, carica di valori profondi come cosmopolitismo, uguaglianza ed opportunit\u00e0 di benessere universale: globalizzazione. <\/p>\n<p>Sono trascorsi trent\u2019anni, lo sappiamo, il cammino della storia viaggia su un piano inclinato ed i mutamenti sono sempre pi\u00f9 veloci, ma davvero sta cambiando qualcosa ed in che senso? Se proviamo ad elencare quanti conflitti armati e con quali danni alle persone si sono succeduti dalla fine del primo conflitto mondiale ad oggi, siamo costretti a dar ragione a quegli storici che unificano la prima con la seconda guerra mondiale, poich\u00e9 nel ventennio tra le due di guerre ne possiamo contare a decine a livello mondiale, cos\u00ec come dopo la \u201cpace violenta\u201d che ha costruito la cortina di ferro e il modo bipolare possiamo elencare la guerra di Corea, quella del Vietnam, le innumerevoli guerre di liberazione e conquista del continente africano, lo scontro feroce e brutale tra palestinesi ed israeliani, le guerre del golfo, quella che ha smembrato l\u2019ex-Jugoslavia, e quante non ne ho elencate. Abbiamo imparato qualcosa? Davvero la globalizzazione ha mantenuto le promesse? Davvero chi ha il dovere di comprendere ha saputo o voluto farlo? Ed arriviamo all\u2019occasione evocata dall\u2019affermazione di Erich Fromm. Davvero nessuno si rende conto che \u00e8 finito il mondo come lo abbiamo voluto o saputo pensare? Possibile che non ci si renda conto che la sopravvivenza ad ogni costo di una prospettiva che mette al centro mercati e finanza pu\u00f2 generare solo l\u2019annichilimento di ogni visione antropocentrica? \u00c8 inevitabile rassegnarci ad un futuro in cui l\u2019unit\u00e0 di misura del senso e della qualit\u00e0 della vita sia il PIL in crescita e l\u2019incremento dei consumi anche se questo richiede la distruzione non solo dell\u2019ambiente naturale, ma anche e soprattutto della dignit\u00e0 umana?<\/p>\n<p>Il sistema economico globalizzato \u00e8 costruito su una base antica, quella del liberismo; se una simile teoria ha potuto ottenere risultati anche eccellenti in passato, anche e soprattutto generando squilibri ingiusti e disumani, oggi, dopo trent\u2019anni di globalizzazione, ben poco manca alla completa omologazione planetaria del \u201cvillaggio globale\u201d. Il principio che richiede un costante aumento della produzione ed un parallelo aumento dei consumi, \u00e8 impossibile da attuarsi se non ci sono pi\u00f9 aree da colonizzare. Che fare? Una nuova guerra? Tentare l\u2019assalto a Marte? Non c\u2019\u00e8 fretta, ecco che arriva la pandemia. Ho sentito affermazioni ciniche sul risparmio per emolumenti pensionistici visto il numero di anziani colpiti, ascolto dibattiti su come riaprire le attivit\u00e0 per recuperare il terreno perduto e far ripartire la produzione ma questa volta parliamo di \u201cgreen economy\u201d. Forse, visto che la si nomina in inglese, questa volta tutto sar\u00e0 diverso \u2026 e qualcuno ci crede. \u201cPovero piccolo grande uomo che costruisci fuori di te immensi edifici in forma di chiese e stati e mercati e tecnologie massmediali per poi genufletterti questuante al cospetto dei tuoi mostri\u201d.  E torniamo a Fromm: \u201cD\u2019altro canto una trasformazione del cuore umano \u00e8 possibile solo a patto \u2026\u201d \u2026 solo a patto che si transvalutino le vecchie gerarchie valoriali oramai sconfitte e stanche, solo a patto che ci si renda conto che il pianeta che ci ospita non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di noi, che sar\u00e0 bene riconquistarne la fiducia, ma soprattutto che se oggi scopriamo il vicino di casa che ci ha abitato al fianco per anni e solo la pandemia ci ha offerto l\u2019occasione di scambiare con lui parole di solidariet\u00e0 da un balcone all\u2019altro, come \u00e8 possibile che gi\u00e0 domani ognuno di noi sia pronto a riprendere la corsa come se nulla fosse accaduto, come se la corsa avesse un senso senza che il mutato cuore umano glielo abbia attribuito?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-494689","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/494689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=494689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/494689\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=494689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=494689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=494689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}