{"id":494113,"date":"2020-04-06T19:58:50","date_gmt":"2020-04-06T17:58:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=494113"},"modified":"2020-04-06T20:03:13","modified_gmt":"2020-04-06T18:03:13","slug":"colpito-dal-coronavirus-massimo-conio-gastroenterologo-di-asl2-la-gente-non-si-rende-conto-che-si-muore-veramente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/colpito-dal-coronavirus-massimo-conio-gastroenterologo-di-asl2-la-gente-non-si-rende-conto-che-si-muore-veramente\/","title":{"rendered":"Colpito dal coronavirus Massimo Conio, gastroenterologo di Asl2: &#8220;La gente non si rende conto che si muore veramente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sanremo<\/strong>. Guai a chiamarlo eroe, se proprio volete, fatelo ogni giorno, perch\u00e9 ogni giorno medici e infermieri affrontano malattie anche peggiori del coronavirus. A dirlo non \u00e8 il sottoscritto ma il dottor Massimo Conio, attualmente direttore dei reparti di gastroenterologia dell\u2019Asl2 savonese (e prima ancora presso l\u2019As1 dell\u2019imperiese) e tra gli specialisti \u201cdi eccellenza\u201d a livello nazionale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il gastroenterologo \u00e8 ricoverato da alcuni giorni presso l\u2019ospedale Borea di Sanremo e proprio in queste ore ha superato la cosiddetta \u201ccrisi\u201d, quell\u2019asticella oltre la quale si torna a vedere la luce di una pronta guarigione. Questa intervista, rilasciata a Riviera24, \u00e8 una testimonianza preziosa, da parte di un medico che non drammatizza ma che non pu\u00f2 pi\u00f9 accettare di vedere troppe persone per strada senza un valido motivo.<\/p>\n<p>\u201cMi lasci dire subito che la retorica dei medici eroi mi fa sorridere. Noi siamo eroi tutti i giorni, ci sono malattie gravissime come il cancro che affrontiamo quotidianamente, ma ci si \u00e8 ricordati di noi solo per un\u2019infezione, letale, ma che \u00e8 una delle tante emergenze di cui ci occupiamo tutti i giorni, spesso in condizioni di gravissima difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Conio, costretto a rimanere in isolamento attaccato alla macchina dell\u2019ossigeno, cos\u00ec racconta la sua malattia: \u201cHo avuto una carenza di ossigeno dovuta pi\u00f9 che per la febbre, a causa della forte tosse che non mi permetteva di respirare a sufficienza. Ecco perch\u00e9 mi trovo ricoverato. Ora va molto meglio, le ultime 24 ore sono state di svolta. Grazie al respiratore artificiale le cose sono notevolmente migliorate. Quando i sintomi si aggravano, subentra uno stato di spossatezza, di grande stanchezza. Ma con i protocolli che ci sono si risponde bene e si va avanti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl virus l\u2019ho contratto all\u2019interno dell\u2019ospedale perch\u00e9 quando \u00e8 stato segnalato il primo caso non ci si \u00e8 reso conto di cosa avessimo di fronte. Anche i mezzi di protezione per me e per tutti gli altri non erano adeguati. Sopratutto il numero di mascherine, esse erano veramente contingentate. Ho dovuto firmare per averne due che per\u00f2 non erano adatte. Ci siamo trovati in un ambiente affollato, inadeguato, in mezzo ai malati, senza renderci conto di cosa stava accadendo. Prima le segretarie, poi le infermiere, infine noi medici: il virus era ovunque e non lo sapevamo\u201d.<\/p>\n<p>E su come i colleghi stanno vivendo l\u2019emergenza spiega: \u201cIn ambito professionale c\u2019\u00e8 preoccupazione. Ma i mezzi a nostra disposizione sono molto migliorati. In alcuni reparti come quello che dirigo io, non abbiamo tute, guanti etc, di cui invece sono dotati in chirurgia. Bisogna pensare a un approvvigionamento maggiore di mascherine perch\u00e9 le maschere hanno una durata limitata di 8-10 ore. Vorrei aggiungere che le nostre strutture sanitarie sono vecchiotte, in queste i criteri igienici sono di pi\u00f9 difficile applicazione. Avere un ospedale moderno come il Papa Giovanni di Bergamo agevolerebbe di molto il lavoro di tutti. Tutto questo ci sta insegnando che ci vuole una riforma di fondo, una ristrutturazione del sistema sanit\u00e0 fatto ascoltando i tecnici. Pensiamo ai miliardi che stiamo spendendo per un\u2019emergenza, non potevamo pianificare prima, dimenticandoci delle politiche di campanile?\u201d.<\/p>\n<p>Il giudizio nei confronti di chi esce di casa senza un giustificato motivo \u00e8 senza appello: \u201cLa gente per la strada dovrebbe pagare 1000 euro e non ci si dovrebbe accontentare del primo rimprovero. Forse non si ci rende conto che si muove veramente. In questo reparto, insieme a me, ci sono altri medici ricoverati, stiamo bene, ma se avessimo avuto una patologia cronica avremmo veramente rischiato la pelle. E\u2019 fondamentale rispettare le regole dettate dalle istituzioni. Chi esce di casa manca di rispetto agli altri e a se stesso. Occorre che la polizia agisca pesantemente. Ogni giorno muoiono centinaia di persone, a chi trasgredisce cosa dobbiamo ancora dire?\u201d.<\/p>\n<p>Ad un esperto del suo calibro non si pu\u00f2 non chiedere quando e come ritorneremo alla normalit\u00e0: \u201cNon torneremo alla vita di prima. In linea di massima penso che prima di due mesi da questa situazione non se ne esce. Tuttavia vorrei farvi riflettere sulle condizioni in cui ci troveremo sotto il profilo della servizio sanitario. Abbiamo abbattuto le visite dell\u201980%, ci ritroveremo con liste d\u2019attesa infinite. Penso che i mesi che verranno saranno di super lavoro. La Regione, o chi per essa, dovr\u00e0 veramente rimboccarsi le mani, ascoltarci e darci quei mezzi che fino ad adesso non ci sono stati dati\u201d.<\/p>\n<p>E lui? Torner\u00e0 in corsia? \u201cNon appena mi sar\u00f2 negativizzato, sicuramente\u201d, conferma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La retorica dei medici eroi mi fa sorridere. 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