{"id":493979,"date":"2020-04-05T10:12:55","date_gmt":"2020-04-05T08:12:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=493979"},"modified":"2020-04-05T10:12:55","modified_gmt":"2020-04-05T08:12:55","slug":"coronavirus-il-mondo-dopo-due-anni-di-quarantena-secondo-una-tredicenne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/coronavirus-il-mondo-dopo-due-anni-di-quarantena-secondo-una-tredicenne\/","title":{"rendered":"Coronavirus, il mondo dopo due anni di quarantena (secondo una tredicenne)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. \u201cCosa faremmo se la pandemia di Covid-19 durasse senza miglioramenti per due anni?\u201d. E\u2019 questa la domanda che si pone (e a cui cerca anche di rispondere) Virginia G., tredicenne savonese che, nonostante la sua giovane et\u00e0, in una lettera inviata alla nostra redazione cerca di analizzare i risvolti sociologici, fisici e psicologici di 24 mesi di isolamento forzato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_777\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_777\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_777').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_777\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Resta difficile immaginare che il \u201clockdown\u201d possa perdurare addirittura per due anni, ma in queste settimane il nostro paese (come il mondo intero, del resto) si \u00e8 trovato a fare i conti con avvenimenti che definire \u201cda film\u201d \u00e8 forse riduttivo: assalti ai supermercati per fare scorta di cibo e prodotti; uscite di casa centellinate, solo per comprovate esigenze e solo a patto di indossare mascherine e guanti; strade deserte e negozi chiusi; socialit\u00e0 veicolata unicamente in forma digitale.<\/p>\n<p>In un contesto del genere, anche le eventualit\u00e0 peggiori (come \u00e8 quella di una chiusura totale protratta addirittura ai primi mesi del 2022) hanno ormai abbandonato il campo dell\u2019irreale per acquisire uno status di \u201cimprobabile ma non impossibile\u201d.<\/p>\n<p>Ed ecco allora come potrebbe cambiare il mondo secondo la giovane Virginia.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cCorona Virus\u201d (o pi\u00f9 tecnicamente chiamato \u201cCovid-19\u201d) \u00e8 ormai una parola nominata quotidianamente da tutti noi, \u00e8 la prima parola che sentiamo quando accendiamo la TV e la prima parola che ci viene in mente quando ci passa per la testa l\u2019idea di una buona grigliata in giardino con gli amici.<br>\nProbabilmente il titolo che ho scritto qui sopra pu\u00f2 risultare un po\u2019 allarmistico, ma state tranquilli non credo proprio la pandemia possa persistere cos\u00ec a lungo, quindi, nonostante questo virus non sia da sottovalutare, cercate di mantenere la calma, perch\u00e9 l\u2019eccessiva paura non ci aiuter\u00e0 ad uscire prima da questa condizione.<br>\nNoi attualmente viviamo una situazione di quarantena temporanea che sono certa a breve finir\u00e0; ma se invece fossimo costretti a non uscire di casa per due anni a causa del virus, cosa succederebbe?<br>\nMagari le persone che svolgono lavori non di prima necessit\u00e0 e che non possono continuare a lavorare ugualmente da casa inizierebbero a lavorare digitalmente, ad esempio un parrucchiere potrebbe iniziare a fare video tutorial dove mostra come farsi vari tagli di capelli in autonomia a casa. Verrebbero perfezionate e anche inventate nuove piattaforme digitali e applicazioni probabilmente, ad esempio per permettere agli alunni di fare video-lezioni di miglior qualit\u00e0. La tecnologia si evolverebbe ancora pi\u00f9 in fretta, ma la percentuale di persone con problemi di vista e di persone obese aumenterebbe.<br>\nBasterebbero solo due anni per cambiare il modo di lavorare, di passare il tempo e lo stile di vita delle persone. A mio parere cambierebbe anche la criminalit\u00e0, che diventerebbe solo di tipo digitale, allora aumenterebbero le truffe e i virus informatici.<br>\nForse saremmo pi\u00f9 stanchi e distratti perch\u00e9 non pi\u00f9 abituati a seguire una routine regolare e questo causerebbe un grave aumento degli incidenti casalinghi.<br>\nPenso sarebbe facile per molte persone cadere in depressione, sentirsi soli, stressati e pigri.<br>\nNon riuscirei ad immaginare di poter essere felice vivendo una quarantena di due anni, senza poter vedere di persona i miei amici, senza poter uscire per andare a fare una passeggiata o andare in spiaggia, senza poter andare in vacanza o anche solo senza poter camminare mangiando un gelato.<br>\nE poi? Quando tutto fosse finito? Cosa faremmo nel momento in cui ci dicessero che potremmo uscire di casa, dopo due anni di quarantena?<br>\nDi sicuro sarebbe strano e molte persone sarebbero diffidenti e aspetterebbero ancora un po\u2019 prima di uscire. Ci farebbero male gli occhi, non pi\u00f9 abituati alla luce naturale. Saremmo confusi e, forse non andremmo di corsa ad abbracciare i nostri amici, ma li guarderemmo da lontano, oppure se non da lontano da quel metro di distanza che ci \u00e8 rimasto impresso nella memoria, del quale non potremmo fare a meno perch\u00e9, se fino ad ora quel metro \u00e8 stato un limite di sicurezza, dopo due anni sarebbe una barriera invisibile che non riusciremmo ancora a lasciarci alle spalle. Io non immaginerei quell\u2019ipotetico primo giorno fuori casa come una liberazione, perlomeno non subito, ma come un profondo silenzio, circondato da tanti pensieri e ricordi, un silenzio che dovrebbe farci sorridere, ma forse saremmo troppo diversi per riabituarci subito alla normalit\u00e0.<br>\nIo all\u2019inizio della quarantena che stiamo vivendo, non posso negare di non essere stata un po\u2019 felice, perch\u00e9 l\u2019avevo immaginata come una \u201cvacanza\u201d e pensavo che il virus non sarebbe mai stato un problema che mi riguardasse in prima persona, ma poi sentendo dell\u2019aumento dei casi in tutta Italia e rendendomi conto che i contagiati non erano persone tanto lontane e diverse da me e che io sarei potuta essere una di loro, ho capito l\u2019importanza della quarantena e l\u2019importanza del rispetto delle regole e che se tutti ci impegniamo a rispettarle sono sicura che presto ritorneremo al pi\u00f9 presto a vivere come prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Virginia G.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Virginia G. cerca di analizzare i risvolti sociologici, fisici e psicologici di 24 mesi di isolamento forzato<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[111891],"class_list":["post-493979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-coronavirus"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=493979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493979\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=493979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=493979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=493979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}