{"id":493628,"date":"2020-04-01T08:00:16","date_gmt":"2020-04-01T06:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=493628"},"modified":"2020-03-31T18:15:30","modified_gmt":"2020-03-31T16:15:30","slug":"memoria-e-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/04\/memoria-e-ricordo\/","title":{"rendered":"Memoria e  ricordo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa memoria non trattiene che quanto il cuore le suggerisce\u201d \u00e8 un\u2019affermazione dell\u2019amico Gershom Freeman \u2026 non \u00e8 passato poi cos\u00ec tanto tempo, eppure sembra cos\u00ec lontano, una delle ultime serate in cui questa maledetta pandemia ancora era lontana e ci si poteva vedere a casa mia conversando davanti ad un buon bicchiere di vino rosso, ma bando alle malinconie, stiamo attenti, proteggiamoci, supereremo il momento e ci servir\u00e0 ricordarlo per vivere pi\u00f9 intensamente i piaceri che abbiamo cos\u00ec a lungo sottostimato dandoli per scontati. Ricordare, memoria: sono le parole chiave della conversazione di quella sera. Stavamo chiacchierando di letteratura e filosofia, come spesso \u00e8 ovvio che accada tra uno scrittore ed un filosofo, ed io stavo argomentando intorno alle ricerche di Henri Bergson, un pensatore francese vissuto a cavallo tra 800 e 900, un filosofo che aveva la qualit\u00e0, non cos\u00ec scontata, di amare la condivisione delle proprie scoperte. Scriveva bene, in maniera chiara, mosso dal desiderio sincero di comunicare per la gioia di farlo, forse non \u00e8 un caso che sia stato insignito del Nobel per la letteratura. Nel corso delle sue numerose conferenze ricorreva spesso ad esemplificazioni perch\u00e9 riteneva, e da insegnante condivido assolutamente, che se in te un concetto \u00e8 chiaro puoi trovare la via pi\u00f9 efficace a comunicarlo soprattutto se riesci ad esplicitarlo attraverso esempi, immagini, allegorie, che devono essere per\u00f2 prossime a chi ti ascolta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non \u00e8 certo possibile affrontare il complesso itinerario della filosofia bergsoniana, ci basti raccogliere l\u2019intrigante suggestione gershomiana, la misteriosa connessione che lega la memoria al cuore e, lungo tale itinerario, \u00e8 affascinante accogliere gli interrogativi, non del tutto ovvi, che una cos\u00ec sintetica affermazione pu\u00f2 suggerire: Che cos\u2019\u00e8 il ricordo quando non lo ricordiamo? E quando lo ricordiamo esso \u00e8 ci\u00f2 che si \u00e8 inciso in noi nell\u2019atto dell\u2019esperienza o ci\u00f2 che ci siamo, pi\u00f9 o meno consapevolmente, concessi di ricordare? Ed ancora: quello che ricordiamo \u00e8 una sorta di istantanea di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto o lo sguardo di chi, nel frattempo, sono divenuto che sta osservando l\u2019istantanea di un qualcosa che non esiste fino a che, presentificandola alla mia coscienza, non lo faccio diventare la mia emozione di ora? Questo dimostra, molto pi\u00f9 inequivocabilmente di una spunta verdognola a forma di V in un quadratino del computer, molto di pi\u00f9 di una osservazione di immagini nelle quali riconoscere un cartello stradale oppure un motel, che non siamo robot. In un computer, come in un robot, il dato memorizzato rimane sempre se stesso, immutabile e morto come ogni pensiero artificiale. Quando lo andiamo a riesumare per una qualche necessit\u00e0, esso \u00e8 l\u00ec, proprio come lo abbiamo lasciato, poich\u00e9 il computer \u00e8 una macchina, slegata dalla nostra e da qualunque vita, incapace di mutazioni autonome. Utile, specie in questi tempi di clausura, ma nulla a che vedere con un essere umano<\/p>\n<p>Mi ci \u00e8 voluto un bel sudare a rassicurare mio figlio dell\u2019assoluta infondatezza di un ricordo che era certo rappresentasse un suo vissuto, un ricordo che raccontava con radicata certezza circa un\u2019avventura di bambino in presenza della madre e che, semplicemente, non era mai accaduta: \u201cCome \u00e8 possibile che ricordi una cosa mai accaduta?\u201d mi interrogava con logica rigorosa. Eppure era proprio cos\u00ec! Il ricordo \u00e8 la presentificazione allo sguardo della mia coscienza attuale di un qualcosa che ho riesumato dal perenne fluire della memoria. Non basta: la memoria non \u00e8 semplicemente il topos di ci\u00f2 di cui ho fatto esperienza, piuttosto \u00e8 il labirintico percorrere della coscienza inconsapevole degli infiniti sentieri interrotti, ripresi, mai esperiti e forse solo immaginati, senza una regola saputa, dove le coordinate spazio temporali si intrecciano caotiche e selvagge, generando un mondo abissale dal quale, a volte, i nostri guardiani coscienziali \u201cLaissent parfois sortir de confuses paroles\u201d per dirla con Baudelaire. Ma le parole confuse sussurrate dalla memoria, divengono pietre nel nostro dire che le trasforma, le rende presenti, ascoltabili qui ed ora, espressioni di un soggetto consapevole \u2026 quanto pi\u00f9 reali \u2026 quanto meno vere.<\/p>\n<p>Provo a celebrare la grandezza comunicativa di Bergson ricorrendo, con i miei modesti mezzi, ad una allegoria cos\u00ec come tanto genialmente faceva il filosofo francese per comunicare ci\u00f2 che la parola non poteva esprimere ma che l\u2019ascoltatore gi\u00e0 sapeva e tanto desiderava gli fosse detto. Intanto \u00e8 prerequisito utile al mio esempio l\u2019essere innamorato o, almeno, l\u2019esserlo stato. Se qualcuno vi avesse chiesto, o anche se voi vi foste interrogati, sul momento in cui vi siete innamorati, vi sareste trovati nella difficolt\u00e0 di individuare l\u2019inizio di un qualcosa in cui vi siete trovati senza esservi mai accorti dell\u2019ingresso in una condizione cos\u00ec importante per la vita di ogni essere umano. Quando ci si accorge di essere innamorati l\u2019evento \u00e8 gi\u00e0 accaduto, e si \u00e8 inverato nel \u201cnon tempo dell\u2019 altrove\u201d. Ora, ripensandolo, tentando di portarlo alla coscienza presente, lo stiamo sradicando da quel magma metatemporale che ci abita per farlo divenire qualcosa di organizzato nelle coordinate logiche del quando e dove, per renderlo pensabile a noi stessi, per renderlo disponibile come risposta al quesito che ha dato il via a questo argomentare. Ma se mai riuscissimo ad individuare un momento, uno sguardo, un profumo nel quale riconoscere un possibile inizio, lo stesso ricordo, per quanto magico possa essere, non potr\u00e0 mai intridersi dell\u2019essenza di assoluto che \u00e8 l\u2019inconsapevolezza magica che genera le radici profonde del sentimento che ci si disvela senza che minimamente possa interessarci quando come o perch\u00e9 esso \u00e8 nato.<\/p>\n<p>Mi tornano alla memoria alcuni versi ungarettiani che cito a memoria e mi scuso se non sono correttissimi ma, per dirla con Sk\u00e0rmeta (Il postino di Neruda) la poesia \u00e8 di chi la usa, quindi: \u201cTra un fiore colto e l\u2019altro donato\/l\u2019indescrivibile nulla.\u201d Posso infine recuperare la citazione gershomiana di apertura \u201cLa memoria non trattiene che quanto il cuore le suggerisce\u201d e concluderla per chi ha anima per cogliere tanta bellezza \u201cche tu possa non scordarmi mai\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-493628","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=493628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493628\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=493628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=493628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=493628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}