{"id":493362,"date":"2020-03-28T14:00:55","date_gmt":"2020-03-28T13:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=493362"},"modified":"2020-03-28T09:23:48","modified_gmt":"2020-03-28T08:23:48","slug":"donne-che-uccidono-le-donne-lomicidio-di-nadia-roccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/donne-che-uccidono-le-donne-lomicidio-di-nadia-roccia\/","title":{"rendered":"Donne che uccidono le donne: l\u2019omicidio di Nadia Roccia"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una storia tutta italiana di crudelt\u00e0 e violenza efferata, svoltasi ventidue anni fa, a cui, ancora adesso, si fatica a dare una spiegazione.<br>\nSiamo nel 1998.Ci troviamo a Castelluccio dei Sauri, in provincia di Foggia.<br>\nQui vivono tre amiche di vecchia data. Nadia Roccia, Anna Maria Botticelli e Filomena Sica. Frequentano tutte e tre il liceo, in scuole diverse, ma si vedono spesso fuori, anche per studiare insieme. Tra Anna Maria e Filomena (soprannominata Mariena), tuttavia, intercorre un rapporto particolarmente morboso. La prima, di bell\u2019aspetto, seducente e sicura di s\u00e9, esercita una forte attrazione sull\u2019altra. Inoltre sostiene di essere in contatto con suo padre, venuto a mancare quando quest\u2019ultima aveva solamente otto mesi. Sicuramente un\u2019ottima strategia di manipolazione per esercitare ancora pi\u00f9 controllo sulla mente dell\u2019amica.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_549\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Mano a mano che il rapporto tra le due si consolida, cresce anche la voglia di \u201cliberarsi\u201d della terza amica, Nadia, ormai vista come un terzo incomodo rispetto a quello che probabilmente era un sentimento omosessuale latente.<br>\nUn ulteriore pretesto le due lo trovano in una promessa non mantenuta della Roccia. Le tre, infatti, progettano di trasferirsi negli Stati Uniti alla fine del liceo. Se, inizialmente, Nadia si \u00e8 mostrata concorde, garantendo di poter ottenere un appoggio da uno zio, in seguito ritratta: lei non sarebbe partita. Sembra che, addirittura, la Roccia canzoni le due amiche per la loro idea di farlo. Questo ovviamente non fa che aumentare la rabbia feroce che sta maturando nella coppia di amiche che, alcuni giorni prima del delitto, cercano di somministrare a Nadia una coca-cola mischiata con del veleno per topi, da lei per\u00f2 rifiutata.<br>\nUn sabato pomeriggio, con la scusa di studiare insieme, le due ragazze invitano Nadia nel garage della Botticelli, dove \u00e8 stato allestito uno studio. In seguito ad un segnale precedentemente concordato, Anna Maria spegne la luce e Maria Filomena, da dietro le spalle di Nadia, le stringe il collo con una sciarpa. La ragazza, divincolandosi, riesce a fuggire, ma viene prontamente raggiunta da Anna Maria che la riempie di calci e pugni, la getta per terra e, insieme alla complice, ricomincia a stringere la sciarpa per alcuni minuti, fino a toglierle la vita.<\/p>\n<p>Successivamente, le due diaboliche amiche inscenano un suicidio: lasciano un biglietto scritto a macchina, precedentemente fatto firmare da Nadia con una scusa, in cui la ragazza confessa di essere omosessuale, segretamente innamorata di Anna Maria, giustificando cos\u00ec il suo triste gesto. Dichiarazione del tutto infondata che le due amiche hanno messo in circolo come voce gi\u00e0 da alcuni mesi. Le due assassine sostituiscono la sciarpa con una corda, chiudono la porta a chiave e vanno a chiamare la madre della vittima, asserendo che la ragazza si fosse sentita male in loro assenza.<br>\nArrivati gli inquirenti sul posto, pare evidente che Nadia si sia tolta la vita.<\/p>\n<p>A seguito delle indagini, per\u00f2, cominciano a venire a galla parecchie anomalie, come la mancanza di appigli per quella corda che viene ritrovata al collo della povera Nadia. Inoltre, la lettera lasciata dalla ragazza suona abbastanza strana: qui dichiara di voler lasciare i suoi soldi alle sue amiche, di modo che possano finalmente fare quel tanto sognato viaggio in America. Giustifica che la lettera sia scritta a macchina per via della sua \u201cpessima grafia\u201d; inoltre, la stessa \u00e8 scritta con toni piuttosto leggeri in cui non trapelano disperazione o angoscia, considerando che si sta parlando di un suicidio.<br>\nMaria Filomena e Anna Maria vengono subito fermate, interrogate e, dopo un po\u2019 di reticenza iniziale, messe alle strette, confessano.<br>\nQuello che colpisce gli inquirenti \u00e8 la mancanza totale di emozioni e la tranquillit\u00e0 che le due dimostrano in tutto il contesto.<br>\nIl movente a cui tutti credono da subito \u00e8 quello dettato dalla gelosia: le tre sono ragazze diciottenni, avvenenti, con un rendimento scolastico molto alto.<br>\nIn realt\u00e0, sotto a questo atroce gesto, pare che ci sia ben altro.<\/p>\n<p>A casa delle due assassine viene, infatti, ritrovata una grande quantit\u00e0 di oggetti esoterici, e in alcune intercettazioni si sentono le due ragazze parlare di Satana. Un\u2019altra storia che ne viene fuori \u00e8 quanto di pi\u00f9 surreale ci si possa aspettare: Anna Maria sostiene di aver visto in sogno il padre di Maria Filomena, che le avrebbe esortate ad uccidere Nadia.<br>\nUna perizia psichiatrica valuter\u00e0 le due pienamente capaci di intendere e di volere. Verranno condannate all\u2019ergastolo in primo grado, successivamente la pena verr\u00e0 ridotta a ventun anni grazie al patteggiamento. Nel 2013 saranno entrambe scarcerate, per buona condotta di Mariena e per l\u2019aggravarsi della Sclerosi Multipla di cui aveva sempre sofferto la Botticelli: oggi vivono, con una nuova identit\u00e0, in Toscana ed in Veneto.<\/p>\n<p>Sono passati ventidue anni ed il reale movente che spinse le due ragazze a compiere questo atroce gesto non \u00e8 mai venuto a galla.<br>\nQuesta storia, come del resto molte altre, ci insegna per\u00f2 una cosa: non solo gli uomini, di cui tanto ci parla la cronaca nera, ma anche le donne, sanno essere molto cattive.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-493362","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=493362"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493362\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=493362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=493362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=493362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}