{"id":493029,"date":"2020-03-25T08:00:17","date_gmt":"2020-03-25T07:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=493029"},"modified":"2020-03-24T09:15:37","modified_gmt":"2020-03-24T08:15:37","slug":"il-mito-di-sisifo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/il-mito-di-sisifo\/","title":{"rendered":"Il mito di Sisifo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cVi \u00e8 solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, \u00e8 rispondere al quesito fondamentale della filosofia\u201d. \u00c8 questa l\u2019affermazione che apre il capitolo \u201cL\u2019assurdo e il suicidio\u201d che Albert Camus ha posto in apertura del suo ben noto saggio \u201cIl mito di Sisifo\u201d. Ogni giorno, appena aperti gli occhi, decidiamo! Non ce ne rendiamo conto, l\u2019atto non \u00e8 consapevole, notazione di non poco conto, ma ogni giorno scegliamo di non suicidarci, di dire si alla vita, di concederci una nuova opportunit\u00e0. Non \u00e8 trascurabile l\u2019inconsapevolezza della nostra quotidiana deliberazione proprio perch\u00e9, non essendo consapevole, tale scelta diviene ovvia, scontata e, di conseguenza, di scarsa portata etica. In questo modo non comporta responsabilit\u00e0, \u00e8 un fatto, come si dice di solito, un fatto omogeneo alla quasi totalit\u00e0 degli uomini : \u201cPerch\u00e9 dovrei perdere tempo a prendere coscienza di una scelta che, oramai, compio in automatico?\u201d \u2026 come se esistesse qualcosa di pi\u00f9 importante nella nostra giornata che non sia la decisione di viverla. Il tema \u00e8 centrale per la filosofia proprio in quanto \u00e8 centrale per ognuno di noi, soprattutto perch\u00e8 nella scelta \u00e8 intrinseca la componente successiva: come intendo viverla. Tale assunto \u00e8 anch\u2019esso, oltre che simultaneo, inconsapevole, si da\u2019 per acquisito, ma se solo ci fermassimo a riflettere un istante ci renderemmo conto di quanto poco lo sia realmente.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Poco pi\u00f9 di un anno fa una mia alunna ha deciso di suicidarsi, oltretutto in maniera atroce e rituale, non intendo assolutamente entrare nel merito, proprio perch\u00e9 ho rispettato ed amato la sua intelligenza, la sua sensibilit\u00e0 ed il suo coraggio quando l\u2019ho condivisa, certo non verr\u00f2 meno ora a tanta discrezione, solo mi resta radicato profondo nell\u2019anima un interrogativo: quel gesto \u00e8 stato incomprensibile o incompreso? Credo sia inevitabile porsi questa domanda per chi solo un attimo prima poteva parlare con una persona cara e non \u00e8 riuscito a comprendere che gi\u00e0 si trovava sul ciglio di un abisso. Non ho smesso da quel giorno un solo istante di interrogarmi, di cercare una risposta, un perch\u00e9 \u2026 o forse solo il coraggio di perdonarmi di non essere stato capace di aiutarla. Pasternak afferma che \u201cci si uccide non per tener fede alla decisione presa, ma perch\u00e9 \u00e8 insopportabile questa angoscia che non si sa a chi appartenga, questa sofferenza che non ha chi la soffra, questa attesa vuota, non riempita dalla vita che continua\u201d. Sembra davvero di rivivere, nelle parole di Pasternak, l\u2019assurdo della condanna di Sisifo. Per chi non conoscesse il mito lo riassumo brevemente: per alcuni fu padre di Ulisse al quale lasci\u00f2 in eredit\u00e0 la spregiudicata astuzia, per certo \u00e8 che riusc\u00ec ad ingannare Thanatos, il dio della morte, conseguendo una \u201cmomentanea immortalit\u00e0\u201d. Ci\u00f2 determin\u00f2 la reazione di Zeus che ordin\u00f2 ad Hermes di smascherare l\u2019astuto mortale e condurlo nel regno dei defunti.<\/p>\n<p>Ancora una volta, per\u00f2, l\u2019ingegno di Sisifo gli permise di tornare in vita. Prima di accomiatarsi dalla moglie, infatti, le impose di non rispettare i rituali della sepoltura e lei fu indotta all\u2019ubbidienza. Una volta di fronte a Persefone ed Ade, signori dell\u2019aldil\u00e0, lo scaltro mortale chiese loro di poter tornare sulla terra per indurre la consorte al rispetto del rituale ed ottenne il loro consenso. A parte diverse sfumature tra i vari racconti del mito, comune resta la condanna per il mancato mantenimento dell\u2019impegno a tornare nell\u2019aldil\u00e0 una volta punita la moglie incolpevole. La sua ennesima trasgressione verr\u00e0 sanzionata dagli dei condannandolo, nella sua permanenza nel mondo dei morti, con l\u2019obbligo di spingere un macigno pesantissimo fino alla cima di una montagna, per poi ricominciare una volta che esso fosse ridisceso dall\u2019altro lato. Tutto questo per l\u2019eternit\u00e0. Albert Camus sovrappone l\u2019assurdo della condanna con l\u2019assurdo della vita di ogni essere umano che non comprende il senso della vita stessa e si raggira costruendo autoingannevoli giustificazioni trascendentali: Dio. La conclusione del filosofo francese \u00e8 che l\u2019uomo-Sisifo non deve commiserarsi n\u00e9 consolarsi ma avere il coraggio di accettare il proprio destino, consapevole della propria mortalit\u00e0 non si avvilisce ma si autodetermina, una volta compreso che la sua vita \u00e8 lotta, deve assumersi la responsabilit\u00e0 della stessa. Significative le ultime righe del saggio in questione: \u201cLascio Sisifo ai piedi della montagna! Si ritrova sempre il proprio fardello. Ma Sisifo insegna la fedelt\u00e0 superiore, che nega gli dei e solleva i macigni. Anch\u2019egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile n\u00e8 futile [\u2026] Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.\u201d<\/p>\n<p>E mi tornano alla mente suicidi esemplari. Fu un vero suicidio quello di Socrate? Per certo decise di andarsene con dignit\u00e0, consapevole che la sua sopravvivenza da alieno in un universo estraneo lo avrebbe avvilito ed umiliato pi\u00f9 che la morte. Quanto diversa la scelta di Galileo di fronte all\u2019inquisizione: meglio l\u2019abiura che la morte. Altrettanto distante il suicidio di Van Gogh, nulla in comune con quelli di Hitler, Goring e Himmler. E ancora quante variabili: Tenco e Dalida; la Monroe e Williams, Levi e Pavese \u2026 sarebbe lungo l\u2019elenco ed estremamente eterogeneo nei modi e nei perch\u00e9. Ecco che la sintesi di Camus torna ad essere illuminante: il filosofo assume la prospettiva del condannato a morte, la condizione assurda e comune di ogni vivente, sottolineando che la vera assurdit\u00e0 sta nel sostituire la qualit\u00e0 di ci\u00f2 che viviamo \u201cin attesa della morte\u201d con la quantit\u00e0 di ci\u00f2 che facciamo per non rendercene conto. Seguendo le briciole di pane di polliciniana memoria che Camus ci ha lasciato, possiamo arrivare alle soglie della pandemia che stiamo vivendo in queste settimane: perch\u00e9 non approfittare dell\u2019occasione di questo impedimento alla frenesia vuota del consumare del tempo depensandoci, magari riflettendo sulla morte che ci circonda. Non c\u2019\u00e8 nulla di avvilente in questo, al contrario, ci permette di riscoprire la vera dignit\u00e0 dell\u2019esser-ci in questa realt\u00e0, una realt\u00e0 non voluta, non scelta, non abbiamo mai potuto farlo, ma una realt\u00e0 che ci permette di riconoscere il vero valore dell\u2019essere umano, il suo coraggio di soffrire, vivere, essere solidale, sapersi sacrificare, saper riscoprire che la vita \u00e8 bella se sappiamo renderla tale. Certo, in un angolo della mente rimane il dubbio che tutto questo dolore sia stato prodotto da un uomo e solo per un interesse economico, ma non \u00e8 stato cos\u00ec anche con le guerre? Ed in quel caso c\u2019\u00e8 chi ha ucciso per il piacere di farlo ma anche chi ha amato la vita negli occhi di ogni essere umano incontrato! Ancora una volta sta a noi scegliere egoisticamente o da esseri umani degni di tale appellativo.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-493029","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=493029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/493029\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=493029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=493029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=493029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}