{"id":492616,"date":"2020-03-18T12:14:17","date_gmt":"2020-03-18T11:14:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=492616"},"modified":"2020-03-18T15:13:22","modified_gmt":"2020-03-18T14:13:22","slug":"savona-messa-del-18-marzo-a-porte-chiuse-una-festa-essenziale-per-dare-spazio-al-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/savona-messa-del-18-marzo-a-porte-chiuse-una-festa-essenziale-per-dare-spazio-al-silenzio\/","title":{"rendered":"Savona, Messa del 18 marzo &#8220;a porte chiuse&#8221;: &#8220;Una festa essenziale, per dare spazio al silenzio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Una festa \u201call\u2019essenziale\u201d. Si \u00e8 svolta cos\u00ec la solennit\u00e0 di Nostra Signora della Misericordia, patrona della citt\u00e0 e della diocesi. A causa dell\u2019emergenza Coronavirus, \u00e8 stata annullata la tradizionale processione votiva del mattino dalla Cattedrale al Santuario, che ogni anno raccoglie migliaia di fedeli. E la Messa, anzich\u00e9 nella piazza gremita, \u00e8 stata invece celebrata \u201ca porte chiuse\u201d dal vescovo Calogero Marino nella cripta della Basilica, proprio nel luogo dell\u2019apparizione mariana del 18 marzo 1536.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_88\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_88\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il concetto di \u201cessenziale\u201d \u00e8 stato anche il tema portante dell\u2019omelia di monsignor Gero, che riportiamo qui integralmente, e che si conclude con una preghiera di affidamento a Maria in questi giorni cos\u00ec difficili.<\/p>\n<p><em>Con Maria, per custodire l\u2019essenziale<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 un\u2019omelia difficile, particolare, quella di oggi, e forse anche pi\u00f9 breve, per dare spazio al silenzio: ci chiede di ascoltare quanto il Signore ci sta dicendo, nei giorni del virus.<\/em><br>\n<em>E ci chiede, innanzi tutto, di riconoscere il tratto che, in modo molto chiaro, consimila i nostri giorni a quelli delle apparizioni di Maria: giorni difficili, questi e quelli, giorni di smarrimento, abitati da un desiderio, forse nascosto ma molto vero, di essere misericordiati. Ed ecco la parola di Maria: \u201cMisericordia, Figlio, voglio e non giustizia\u201d.<\/em><br>\n<em>Celebro questa Eucaristia per tutti coloro che vivono nella nostra Diocesi di Savona, e anche per i savonesi lontani da casa, per ragioni di lavoro o anche perch\u00e9 in missione (penso a Suor Daniela, ma non solo). Celebro in particolare per tutti i malati, per i medici e il personale paramedico, e per tutte le persone che con il loro lavoro garantiscono il funzionamento degli ospedali e della societ\u00e0. Ricordiamo anche coloro che ci governano, perch\u00e9 siano sostenuti nelle scelte da compiere dalla luce e dalla forza di Dio. Tre piccoli spunti per la nostra meditazione e per la nostra preghiera.<\/em><\/p>\n<p><em>Il primo spunto: stiamo facendo l\u2019esperienza del vuoto. Una Quaresima come mai avremmo immaginato: senza Messe, senza riunioni, senza catechismo; un 18 marzo senza processione. Ci credevamo forti, noi uomini dell\u2019Occidente moderno e avanzato, e ci siamo riscoperti fragili e vulnerabili. Pensavamo di essere individui liberi e autosufficienti, e ci siamo ritrovati bisognosi di abbracci, e di reinventare equilibri e relazioni\u2026<\/em><br>\n<em>L\u2019esperienza del vuoto, e anche della mancanza. Di un dolore che, forse, pu\u00f2 per\u00f2 diventare un dono, e l\u2019occasione di una ripartenza. Perch\u00e9 al di l\u00e0 delle folli pretese di controllare tutto e di immunizzarsi da ogni contagio, \u201cl\u2019uomo contemporaneo si sente ancora attraversato da una mancanza. Da una essenziale inquietudine che \u00e8 anche una apertura, che non lo abbandona e lo rimette in movimento\u201d (Magatti). Con le parole di Sant\u2019Agostino: \u201cil nostro cuore \u00e8 inquieto finch\u00e9 non riposa in te\u201d; o con i versi di Mario Luzi: \u201cdi ch\u2019\u00e8 mancanza\/cuore\/questa mancanza\/che ad un tratto ne sei pieno?\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Un secondo pensiero: ci viene incontro la parola di Paolo, che abbiamo appena ascoltato (cfr. Rom 8,28-30): \u201ctutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno\u201d. E continua, come in una litania: chiamati, da sempre conosciuti, predestinati, chiamati (\u00e9 la seconda volta!), giustificati, glorificati\u2026E\u2019 implicitamente descritto il volto di Maria, il suo mistero. E\u2019 la Tutta Pura, predestinata ad essere conforme all\u2019immagine del Figlio, \u00e8 la Madre di Misericordia\u2026 Ma \u00e8 anche il nostro volto. \u201cIn ogni uomo Maria\u201d, secondo il titolo di un vecchio libro. Perch\u00e9 anche noi siamo da sempre conosciuti e molto amati.<\/em><br>\n<em>E allora anche questo tempo difficile potr\u00e0 e dovr\u00e0 diventare una grazia, se sapremo affidarci, come Maria: \u201cecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola\u201d (Lc 1,37). Una grazia e anche una piccola, anche se dolorosa, gioia: perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 tempo (anche il tempo del virus!) in cui ci sia impedito di vivere la grazia e la gioia del Vangelo! Anche nei giorni di prova, Dio non smette di promettere: \u201caprir\u00f2 nel deserto sentieri, dar\u00f2 acqua nell\u2019aridit\u00e0\u201d.<\/em><br>\n<em>E\u2019 solo un\u2019eresia moderna quella che pone in contraddizione il dolore e la gioia. Nel dolore, la gioia; nella Croce, la gloria: \u00e8 la lezione di Pasqua, verso la quale stiamo camminando. Del resto, credo che le nostre paure e il nostro disagio siano il segno di qualcosa d\u2019importante: la voglia di vivere. E forse ci sar\u00e0 dato di scoprire che proprio la paura di essere contagiati viene dalla voglia di vivere. E potremo imparare a vivere, senza accontentarci di vivacchiare, come ripeteva Pier Giorgio Frassati!<\/em><br>\n<em>La speranza, sulla quale ci siamo fermati quest\u2019anno a meditare pi\u00f9 volte con i preti e anche in alcuni incontri pubblici a Savona, si gioca proprio in questo intreccio, tra la paura di morire e la voglia di vivere. Ci \u00e8 chiesto di reggere la fatica di questo intreccio, senza scegliere la via pi\u00f9 facile, che non porta da nessuna parte. Ed \u00e8 nell\u2019esperienza della preghiera, in particolare, che ci \u00e8 data la grazia di reggere questa fatica. Penso a Maria, al suo andare dimorando da Nazaret ad Ain-Karim, custodendo in cuore le parole dell\u2019angelo; penso a Ges\u00f9, che vive il suo dramma al Getsemani e poi, \u201crialzatosi dalla preghiera\u201d, and\u00f2 dai discepoli e disse loro: \u201cAlzatevi e pregate per non entrare in tentazione\u201d (cfr. Lc 22,45-46). E mi torna in mente quella parola letta da ragazzo nell\u2019autobiografia di Gandhi, che riemerge dai giorni della preghiera e del digiuno \u201csaldo come l\u2019Himalaya\u201d.<\/em><br>\n<em>A Maria, chiediamo, in questi giorni difficili, la grazia di ritrovare il filo della preghiera. Ma che sia una preghiera umana, abitata dal silenzio, e non piena di troppe cose e di troppe parole\u2026Una preghiera capace di abitare il profondo e il deserto, in questo tempo strano.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019ultimo pensiero: quest\u2019anno la nostra Festa conosce una singolarissima \u2013 e certo non voluta! \u2013 concentrazione intorno all\u2019essenziale: l\u2019Eucaristia, dove \u201c\u00e8 racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cio\u00e8 lo stesso Cristo, nostra Pasqua e Pane vivo\u201d (PO 5), celebrata dal Vescovo in solitudine, nella cripta del nostro Santuario. Allora questo tempo difficile ci aiuter\u00e0 a ritrovare il filo di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e davvero conta. La nostra vita personale e anche ecclesiale \u00e8 spesso dispersa fra mille cose e mille impegni, ma forse oggi ci \u00e8 data la grazia, che la Madre di Misericordia ha vissuto in ogni ora della sua vita, di riscoprire la parola di Ges\u00f9: \u201cdi una cosa sola c\u2019\u00e8 bisogno\u201d (Lc 10,42), e cio\u00e8 di vivere l\u2019amicizia con Lui. E di comprendere di nuovo che per essere Chiesa non servono tante cose, ma che il Vangelo, la fraternit\u00e0 e l\u2019amicizia con i poveri bastano e avanzano\u2026<\/em><br>\n<em>Le molte cose necessarie non devono farci smarrire le poche essenziali: \u00e8 la grazia che vorrei oggi chiedere a Maria, per me e per voi.<\/em><\/p>\n<p><em>Concludo allora affidando la nostra Diocesi, la citt\u00e0 di Savona, le nostre famiglie e ciascuno di noi a Maria, alla sua custodia di Madre. E faccio mio l\u2019atto di affidamento a Maria pronunciato dal Papa lo scorso 11 marzo.<\/em><\/p>\n<p><em>O Maria,<\/em><br>\n<em>tu risplendi sempre nel nostro cammino<\/em><br>\n<em>come segno di salvezza e di speranza.<\/em><br>\n<em>Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,<\/em><br>\n<em>che presso la Croce sei stata associata al dolore di Ges\u00f9,<\/em><br>\n<em>mantenendo ferma la tua fede.<\/em><br>\n<em>Tu, Madre di Misericordia,<\/em><br>\n<em>sai di che cosa abbiamo bisogno<\/em><br>\n<em>e siamo certi che provvederai<\/em><br>\n<em>perch\u00e9, come a Cana di Galilea,<\/em><br>\n<em>possa tornare la gioia e la festa<\/em><br>\n<em>dopo questo momento di prova.<\/em><br>\n<em>Aiutaci a conformarci al volere del Padre<\/em><br>\n<em>e a fare ci\u00f2 che ci dir\u00e0 Ges\u00f9,<\/em><br>\n<em>che ha preso su di s\u00e9 le nostre sofferenze<\/em><br>\n<em>e si \u00e8 caricato dei nostri dolori<\/em><br>\n<em>per condurci, attraverso la Croce,<\/em><br>\n<em>alla gioia della Resurrezione<\/em><br>\n<em>Amen.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La festa patronale \u00e8 stata celebrata nella cripta del Santuario, ecco l\u2019omelia del vescovo Calogero Marino<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,34],"tags":[7347],"class_list":["post-492616","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","category-cronaca","tag-18-marzo","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-calogero-marino"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=492616"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492616\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=492616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=492616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=492616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}