{"id":492598,"date":"2020-03-18T09:03:12","date_gmt":"2020-03-18T08:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=492598"},"modified":"2020-03-18T09:03:12","modified_gmt":"2020-03-18T08:03:12","slug":"dal-nulla-al-riflesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/dal-nulla-al-riflesso\/","title":{"rendered":"Dal nulla al riflesso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 esiste qualcosa piuttosto che nulla?\u201d \u00c8 una domanda apparentemente strana: siamo infatti cos\u00ec abituati a noi stessi e al mondo, al nostro essere nel mondo, che pu\u00f2 sembrarci insensato porci una domanda a questo riguardo. Se per\u00f2 ci fermiamo un momento a riflettere, ci rendiamo conto che una simile domanda \u00e8 tutt\u2019altro che scontata, che anzi \u00e8 la domanda che sta prima di tutte le altre e in un certo senso \u00e8 alla base di tutte le altre\u201d. Cos\u00ec replica Camillo Ruini, teologo oltre che vescovo ed ex presidente della CEI, alla domanda che gli rivolge Andrea Galli nel saggio dialogico \u201cIntervista su Dio\u201d. \u00c8 evidente quanto logico che il procedere del ragionamento di Ruini sia indirizzato ad una sorta di \u201crazionale argomentazione intorno alla imprescindibilit\u00e0 dell\u2019esistenza di Dio\u201d, ho scritto logico e non ovvio proprio perch\u00e8 il suo incedere argomentativo nulla presenta di ovvio e molto di estremamente stimolante.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_555\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_555\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Possiamo affermare che la domanda riproposta dal Ruini \u00e8 la domanda prima, quella che \u00e8 alla base dell\u2019interrogativo filosofico, utero del pensiero umano, a qualsiasi latitudine. In un certo senso l\u2019interrogativo, come in estrema analisi afferma Emanuele Severino, \u00e8 la medesima questione ontologica posta da Parmenide che possiamo liberamente presentare in questo modo: \u201cSe non \u00e8 possibile che il qualcosa nasca dal nulla o che ad esso possa tornare, risulta inevitabile che l\u2019essere, ci\u00f2 che \u00e8, deve essere da sempre, per sempre e dovunque\u201d. Il problema parmenideo nega, secondo un rigoroso procedere logico, l\u2019esistenza reale del divenire. Ne consegue che l\u2019essere parmenideo \u00e8 logicamente immutabile, altrimenti diverrebbe altro dall\u2019essere, cio\u00e8 non essere, e questo non ha senso, ci\u00f2 che non \u00e8 non pu\u00f2 essere. Non si tratta di un gioco di parole, per chi lo comprende profondamente, ma l\u2019inganno \u00e8 in agguato nelle strategie perverse del linguaggio. In un certo senso potremmo affermare, con Parmenide stesso, che il non essere, in quanto antitesi dell\u2019essere, deve essere non essere e pertanto \u00e8. E non vogliamo scomodare la fisica contemporanea con il concetto di antimateria o materia oscura anche se sarebbe interessante condurre la nostra argomentazione anche in quel senso. Torniamo piuttosto all\u2019incipit di Ruini. Il fatto che la nostra ragione si interroghi su ci\u00f2 che lei stessa pone oltre i confini di s\u00e8 , innesca un cortocircuito logico che richiede una risposta altrettanto lontana dalla sua pensabilit\u00e0, cio\u00e8 quello che nella teologia cristiana \u00e8 il postulato del Dio creatore. Il nostro sguardo non pu\u00f2 procedere oltre il big bang, che diviene l\u2019inizio del tempo prima del quale, proprio perch\u00e8 prima, non poteva che essere nel tempo e quindi essere. La tecnologia e la scienza contemporanea ancora balbettano ipotesi sulla possibilit\u00e0 che esista un inizio e, soprattutto, sulla ragione dello stesso, anzi, lasciano molto spesso l\u2019arduo compito di dirimere la questione ancora una volta alla filosofia.<\/p>\n<p>Il tema oggetto di questo nostro incontro ha un pioniere di prestigio, mi riferisco a Leibniz. Proviamo a sintetizzare il suo teorema logico: parte dal presupposto che se qualcosa esiste deve esserci necessariamente una ragione sufficiente alla sua esisitenza, una ragione che fa s\u00ec che ci\u00f2 che \u00e8 sia esattamente in quel modo. Sostiene, quindi, che tale ragione non pu\u00f2 essere individuata in ci\u00f2 che \u00e8, proprio perch\u00e8 questo ha necessit\u00e0 di una ragione per essere; tale ragione, conclude, deve trascendere l\u2019essere stesso e non pu\u00f2 quindi che essere riconducibile a Dio. A mio modo di vedere tale procedere assomiglia molto ad una tautologia, ad un difetto logico che utilizza la tesi come fondamento alla dimostrazione di se stessa. Mi ricorda il barone di Munchhausen che si salva dalle sabbie mobili sollevandosi per i baffi. Con un salto temporale non indifferente potremmo arrivare alle risposte della moderna fisica quantistica che, sintetizzo e semplifico, dimostra la possibilit\u00e0 dell\u2019origine del qualcosa dal nulla in base a rigorosissime ed assolute probabilit\u00e0 scientificamente riconoscibili. Anche in quel caso, potremmo affermare, \u00e8 richiesto una sorta di atto di fede circa le \u201cprobabilit\u00e0 dell\u2019ideterminazione\u201d, come dire che, ricorrendo ad un linguaggio aristotelico, nell\u2019infinita possibilit\u00e0 della potenza \u00e8 certamente probabile l\u2019atto di quel particolare che \u00e8 la nostra realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile suggerire qualche altra ipotesi che non sia un atto di fede in un trascendentale o nell\u2019incognita possibilistica della fisica? \u00c8 dall\u2019epoca di Esiodo che l\u2019uomo si interroga sul grande tema del principio: se il tutto ha un inizio prima dell\u2019inizio era il nulla? Ma se dal nulla non pu\u00f2 originarsi alcunch\u00e9, come pu\u00f2 esserci un inizio? Ma se ci\u00f2 che esperiamo \u00e8 un esistente deve necessariamente esserci una causa prima incausata che lo ha generato? Non \u00e8 contraddittorio affermare che ogni effetto deve essere conseguente ad una causa e contemporaneamente la necessit\u00e0 di una causa incausata? E soprattutto: perch\u00e8 esiste qualcosa e non solo un eterno nulla? Quante domande e, necessariamente, nessuna risposta definitiva, solo la nostra ricerca! Mi cimento, con infinita modestia di fronte a tanto alto pensiero, con brevi considerazioni. Ricorrendo alle modalit\u00e0 heideggeriane possiamo propedeuticamente asserire che il ni-ente (non ente, cio\u00e8 non ci\u00f2 che \u00e8) non \u00e8 il nulla (da nihil). Ma, sempre seguendo liberamente le tracce indiziarie della filosofia di Heidegger, abbiamo bisogno di pervenire ad una \u201cradura\u201d, di una apertura di luce nel nostro incedere in una oscura foresta, ed ecco che l\u2019evento \u00e8 la radura stessa: ma la radura ha bisogno, per esser-ci, della foresta e, in questo modo, non so far altro che rinviare la domanda a: perch\u00e8 la foresta e non il nulla? Lo stesso filosofo richiede al suo lettore un approccio che vada oltre il principio logico di identit\u00e0 e non contraddizione, ma in questo modo il suo stesso pensiero diviene evento indicibile per definizione, ancora una volta \u201cun\u2019antimetafisica del trascendentale\u201d. <\/p>\n<p>E allora? Difficile, davvero difficile, forse il nostro pensiero ed il nostro linguaggio implicitamente si affermano come impossibilit\u00e0 ad una risposta cos\u00ec come l\u2019essere umano diviene lui stesso un\u2019interrogazione. Non so trovare altra conclusione che le parole che prendo in prestito da una cara ed inquieta amica Eva Gilan, pensatrice e poetessa sensibile che ha gi\u00e0 trovato spazio in queste righe (L\u2019amoralit\u00e0 edenica 8 maggio 19): \u201cTutto comincia col ni-ente e forse addirittura nel nulla, poi, d\u2019un tratto, uno specchio mi rimanda la mia immagine ed ecco che mi ri-conosco e scopro di essermi gi\u00e0 saputa ed \u00e8 in quell\u2019attimo di eternit\u00e0 che posso prendere coscienza del fatto che non sono stata creata e nemmeno mi sono autodeterminata, semplicemente ho compreso di essermi nota inverandomi\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-492598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=492598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492598\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=492598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=492598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=492598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}