{"id":492035,"date":"2020-03-11T08:00:32","date_gmt":"2020-03-11T07:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=492035"},"modified":"2020-03-10T16:28:28","modified_gmt":"2020-03-10T15:28:28","slug":"si-vive-per-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/si-vive-per-la-morte\/","title":{"rendered":"Si vive per la morte?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019antica leggenda narra che il re Mida insegu\u00ec a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domand\u00f2 quale fosse la cosa migliore e pi\u00f9 desiderabile per l\u2019uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finch\u00e8, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: \u201cStirpe miserabile e effimera, figlio del caso e della pena, perch\u00e8 mi costringi a dirti ci\u00f2 che per te \u00e8 vantaggioso non sentire? Il meglio \u00e8 per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te \u00e8 : morire presto.\u201d Il passo \u00e8 tratto dal saggio del giovane Nietzsche \u201cLa nascita della tragedia\u201d. Sono evidenti i rimandi al pensiero di Anassimandro (per chi fosse interessato il pensiero del filosofo greco \u00e8 alla base di due articoli di questa rubrica: La nascita del tempo del 18 VII 18; Ripensando Halloween del 31 X 18) cos\u00ec come sarebbe interessante indagare quanto deve alla filosofia nietzscheana la poesia di Ungaretti, mi riferisco nello specifico a \u201cSono una creatura\u201d ed in particolare ai versi \u201cLa morte\/ si sconta \/ vivendo\u201d che, oltre alla ovvia contestualizzazione nell\u2019epoca del primo conflitto mondiale ed alla conseguente tragedia esistenziale contingente, pu\u00f2 suggerire un respiro ben pi\u00f9 ampio. Perch\u00e8 questa premessa? Perch\u00e8 l\u2019esperienza dell\u2019attuale pandemia molto ha in comune con l\u2019angosciato senso dell\u2019esisitenza che si respira in tempo di guerra e che attraversa la coscienza tragica della filosofia di Nietzsche.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_89\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I momenti terribili, come quelli che si provano in prossimit\u00e0 della fine della vita che possono essere suggeriti da una grave malattia, da un terribile incidente, lascio all\u2019esperienza individuale il seguito, suscitano spesso, in chi li vive, delle riflessioni radicali, degli interrogativi su come e quanto si \u00e8 saputo vivere degnamente dell\u2019esistenza trascorsa. Solitamente ci si scopre a rimpiangere di non aver avuto abbastanza coraggio per assaporare con assoluta intensit\u00e0 gli istanti fugaci di amore e passione che la vita ci ha concesso. Logica conseguenza \u00e8 il proponimento: se scampo questo pericolo non mi lascer\u00f2 pi\u00f9 ingannare, guarder\u00f2 profondo negli occhi la vita e non rinuncer\u00f2 mai alla felicit\u00e0 ed alla bellezza magari per interesse o opportunismo. Insomma, progetti da esseri umani degni di quel nome, non animali protesi alla sopravvivenza, non vegetali impegnati alla proliferazione, ma esseri capaci al pensiero ed all\u2019emozione che si interrogano sul senso profondo delle loro scelte poich\u00e8, mirabile dictu, si \u00e8 umani proprio perch\u00e8 si \u00e8 capaci alla scelta ed alla responsabilit\u00e0 della stessa. E torniamo ai giorni nostri: la recente delibera del governo, non entriamo nel ginepraio della polemica politica che lasciamo ai tendenziosi mestieranti del settore, ha comunque individuato zone rosse che devono essere i confini geografici da rispettare per evitare il diffondersi del contagio: ebbene, quel meraviglioso fenomeno capace alla scelta ed alla responsabilit\u00e0 che dovrebbe essere ogni uomo, si \u00e8 trovato nella condizione di poter e dover scegliere se rispettare l\u2019indicazione oppure no. Che si deve pensare dell\u2019assalto ai treni per abbandonare le zone indicate dalla mappatura governativa? ( NB: Ora che mi leggete il blocco \u00e8 oramai nazionale, la riflessione si riferisce in particolare alla prima deliberazione per le aree rosse del nord )<\/p>\n<p>Ho avuto modo di ascoltare l\u2019intervento di un opinionista che spesso, in altre occasioni, ho apprezzato per cultura e lucidit\u00e0 di analisi, ebbene, sosteneva che sarebbe stato opportuno un controllo militare estremamente censoreo da parte delle autorit\u00e0, con un pi\u00f9 o meno esplicito ammiccamento a quanto, dittatorialmente, si \u00e8 effettuato in Cina. Ma che razza di essere umano \u00e8 chi pretende di essere costretto a fare ci\u00f2 che sa bene essere corretto nella consapevolezza che, in caso contrario, verrebbe meno al suo dovere? \u201cIl solo modo di dimostrare il rispetto di s\u00e8 \u00e8 nel rispetto dell\u2019altro\u201d, affermo con le lapidarie parole di un grande pensatore contemporaneo. Ora, lasciamo perdere l\u2019adolescente che, egoriferito per definizione, non si pone interrogativi circa gli effetti del proprio agire; lasciamo perdere anche l\u2019arroganza della stupidit\u00e0 che proclama il proprio coraggio nel non temere il contagio; rivolgiamoci alle persone intelligenti che, ne sono certo, sono la maggioranza ed invitiamole ad un istante di riflessione. Se, come afferma il filosofo, il rispetto dell\u2019altro \u00e8 fondamentale, ne segue che non devo curarmi di evidenziare la mia ottusit\u00e0 per esibire un coraggio che \u00e8 inconsapevolezza, il coraggio non \u00e8 non aver paura, ma saperla vincere \u2026 ma non la paura del contagio, stupida ed egoistica, quella che invece ti fa dire: \u201cReputami pure un pavido, ma io temo per la tua salute e per quella delle altre persone e sono sufficientemente temerario per sfidare il tuo stupido giudizio, piuttosto, ringraziami per quanto ti sto rispettando\u201d<\/p>\n<p>Ma \u00e8 il momento di rendere merito al grande Federico: la sua affermazione che ha aperto il nostro incontro sa di malinconico pessimismo? Nulla di pi\u00f9 falso! Al contrario \u00e8 una celebrazione dell\u2019intelligenza e del coraggio dell\u2019uomo: non sono felice perch\u00e8 non vedo il problema, non sono un triste frustrato che scarica la sua sconfitta sugli altri perch\u00e8 consapevole del fatto ma incapace a risolverlo, sono l\u2019urlo taurino dionisiaco di chi si rende conto della tragedia ma sa affrontarla con coraggio e dignit\u00e0. Chiariamo il concetto di tragedia, senza risalire all\u2019etimo arcaico del canto dei capri e delle conseguenti possibili riflessioni, limitiamoci al convenzionale \u201cuna vicenda nella quale il protagonista muore o, comunque fa una brutta fine\u201d. Non \u00e8 trascurabile l\u2019assunto che il protagonista della nostra vita siamo noi e tutti sappiamo che, speriamo il pi\u00f9 tardi possibile, ci attende la morte, ebbene, l\u2019importante \u00e8 arrivarci preparati e con pochissimi rimpianti. Ma quello che mi preme oggi \u00e8 sottolineare che questa prova della pandemia, cos\u00ec simile ad una guerra per la coscienza prossima dell\u2019incombere della morte, non mi sembra abbia suscitato nelle persone quella spinta alla solidariet\u00e0, al rispetto dell\u2019alltro, al vero amore per la vita che, cos\u00ec \u00e8 ampiamente documentato, si verifica in prossimit\u00e0 di tragedie collettive. La domanda \u00e8: perch\u00e9 ci\u00f2 che nel passato ha generano palingenesi catartiche, si traduce oggi in un opportunistico ed egoistico \u201cio mi faccio i fatti miei\u201d? Come si fa ad affermare \u201ctanto sono i vecchi che muoiono\u201d? Come \u00e8 possibile che debba l\u2019esercito fermare potenziali inconsapevoli untori? Mi sembra questa la rappresentazione di una umanit\u00e0 che, sia che sopravviva sia che scompaia, \u00e8 gi\u00e0 morta! Non rinunciamo alla nostra dignit\u00e0, e la dignit\u00e0 non \u00e8 mai disgiunta dal rispetto, ed il rispetto \u00e8 soprattutto verso l\u2019altro da me. In verit\u00e0 quando ho iniziato a scrivere il pezzo stavo pensando ad Heidegger, ma la situazione mi ha allontanato dalla sua riflessione sulla morte, sar\u00e0 per un\u2019altra occasione, nella speranza che i miei lettori, ma pi\u00f9 che una speranza \u00e8 una profonda convinzione, abbiano colto la centralit\u00e0, ancora una volta, della riflessione filosofica profondamente connessa al quotidiano: la filosofia, se \u00e8 vera filosofia, non \u00e8 mai prigioniera dell\u2019iperuranio platonico, ci cammina al fianco, ci vive nel cuore e ci rende migliori.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-492035","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=492035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/492035\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=492035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=492035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=492035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}