{"id":491958,"date":"2020-03-09T17:38:47","date_gmt":"2020-03-09T16:38:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=491958"},"modified":"2020-03-09T18:18:19","modified_gmt":"2020-03-09T17:18:19","slug":"centri-salute-sul-piede-di-guerra-lasl-attivi-la-dematerializzazione-delle-ricette-ne-va-della-salute-di-pazienti-e-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/centri-salute-sul-piede-di-guerra-lasl-attivi-la-dematerializzazione-delle-ricette-ne-va-della-salute-di-pazienti-e-medici\/","title":{"rendered":"Centri salute sul piede di guerra: \u201cL&#8217;Asl attivi la dematerializzazione delle ricette, ne va della salute di pazienti e medici\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cFinora non ci siamo lamentati di niente. Lavoriamo tutti i giorni fino a 12 ore al giorno, ci siamo procurati da soli i dispositivi di protezione individuale senza chiedere nulla alle Asl. Ma questo \u00e8 davvero inaccettabile. Qualcuno deve prendersi la responsabilit\u00e0 di decidere. Altrimenti ci rivolgeremo alla magistratura\u201d.<strong> Sono su tutte le furie i direttori sanitari dei centri-salute della provincia di Savona<\/strong>. <strong>A scatenare la loro ira<\/strong> non \u00e8 tanto l\u2019impegno di lavoro extra richiesto in questa fase che prelude al picco di diffusione del coronavirus, quanto i rischi connaturati ad un aspetto che pare essere stato \u201ctralasciato\u201d dalle istituzioni sanitarie: <strong>la necessit\u00e0 di rilasciare le ricette ripetitive in formato cartaceo ai pazienti affetti da patologie croniche<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_758\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_758\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cL\u2019Asl2 savonese \u2013 ricorda <strong>Francesco Bogliolo di Alassio Salute<\/strong> \u2013 ha varato tutta una serie di misure quali l\u2019introduzione degli accessi calmierati negli ambulatori, la chiusura del sistema di prenotazione dei Cupa (dalla quale restano ovviamente escluse le urgenze) o ancora l\u2019interruzione dell\u2019attivit\u00e0 ambulatoriale, della diagnostica non d\u2019urgenza e dell\u2019attivit\u00e0 intramoenia. Tutto questo al fine di ridurre il numero di accessi nelle strutture sanitarie della provincia e di limitare questi ultimi soltanto ai casi di emergenza o di coronavirus. Nei centri salute e negli studi dei medici di famiglia, invece, <strong>continuiamo a vedere affluire pazienti che chiedono la ripetizione delle ricette per le patologie croniche<\/strong>. Ogni giorno riceviamo per questo motivo fino a 500 pazienti\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Bogliolo ed i suoi colleghi degli altri centri salute savonesi, tale afflusso <strong>costituisce un rischio non da poco per i pazienti stessi e per tutto il personale sanitario<\/strong> e perci\u00f2 richiedono una misura tanto semplice quanto efficace: la <strong>dematerializzazione delle ricette e la loro domiciliazione presso le farmacie<\/strong>, cio\u00e8 il rilascio delle stesse prescrizioni in formato digitale con ritiro presso le farmacie. Queste possono essere inviate con un semplice \u201cclick\u201d direttamente dal terminale del medico alla farmacia indicata dal paziente eliminando completamente la necessit\u00e0 di incontro vis-a-vis tra paziente e medico. Al momento, per\u00f2, <strong>questa possibilit\u00e0 \u00e8 del tutto esclusa<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 da 15 giorni che chiediamo una deroga e la possibilit\u00e0 di trasmettere le ricette dematerializzate in farmacia \u2013 conferma Bogliolo \u2013 Nessuno ci ha ascoltato. E\u2019 una cosa da paese del terzo mondo. E per colpa di una normativa nazionale non ci \u00e8 nemmeno permesso portare le ricette cartacee nelle farmacie. E\u2019 un\u2019altra possibilit\u00e0 non del tutto risolutiva, ma almeno <strong>ci consentirebbe di non esporre noi stessi, il nostro staff e tutti gli altri pazienti a potenziali rischi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Regione e Alisa, infatti, continuano ad invitare la popolazione a non sovraccaricare ulteriormente i pronto soccorso: i medici di famiglia, dunque, rivestono ancora il ruolo di primo \u201cbaluardo\u201d della salute dei loro pazienti. Con tutti i rischi che questo comporta: \u201cOggi in studio ad Alassio sono venute due persone da Vigevano, in Lombardia, chiedendo ricette per patologie croniche. Tralasciando le ovvie domande circa il fatto che due persone provenienti da una regione con zone rosse siano riuscite ad arrivare in Liguria, basta questo fatto per far comprendere i rischi a cui siamo tutti esposti. Non vogliamo rischiare la pelle per la scrittura di una ricetta che pu\u00f2 essere tranquillamente ritirata in farmacia. Una delle nostre collaboratrici \u00e8 a casa ed un collega in quarantena. Io stesso ho fatto dieci giorni di quarantena perch\u00e9 ho ricevuto in ambulatorio una persona risultata poi positiva al coronavirus\u201d.<\/p>\n<p>I rischi non sono solo per i medici: \u201cSe un centro come Alassio Salute chiude perch\u00e8 medici e staff sono in quarantena, la prima struttura sanitaria pi\u00f9 vicina \u00e8 l\u2019ospedale di Albenga. Ci\u00f2 significa lasciare 20 mila persone senza assistenza sanitaria sul territorio. Per questo motivo io e i colleghi vogliamo dire basta. La prossima volta che una persona del mio staff che si ammaler\u00e0 perch\u00e9 qualcuno \u00e8 venuto a chiedere una ricetta mi rivolger\u00f2 alla procura della Repubblica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il responsabile di Pietra Medica, Edmondo Bosco<\/strong>, fa proprie le posizioni del collega Bogliolo: \u201cStiamo vivendo un momento di gravissima emergenza e perci\u00f2 servono risposte chiare, efficienti, veloci, in tempo reale. Questo \u00e8 un problema molto grave, che si aggiunge alle tante limitazioni che l\u2019Asl ha introdotto nell\u2019ultimo periodo. I medici dei centri salute sono in prima linea. Le cose che possono essere funzionali per noi e per il paziente. <strong>Se noi ci ammaliamo, chi cura il paziente? Siamo stanchi e seccati di come le cose stanno andando<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa domiciliazione delle ricette \u00e8 una procedura semplice, che deve essere attivata: <strong>ci consentir\u00e0 di lavorare meglio<\/strong> e non avere pazienti pi\u00f9 in studio pazienti che vengono soltanto per una trascrizione e prescrizione di farmaci. Se dobbiamo curare pazienti pi\u00f9 importanti <strong>non possiamo pensare di esporre noi ed il personale a rischi simili<\/strong>. Le strutture dei centri-salute sono \u2018privilegiate\u2019 perch\u00e8 facendo visite su appuntamento i nostri pazienti non attendono molto in sala d\u2019attesa. Ma \u00e8 ugualmente necessario \u2018eliminare\u2019 il flusso di persone che vengono a richiedere una ricetta ripetitiva. Basterebbe posizionare, ad esempio, un gazebo fuori dalle strutture. Ma non possiamo fare tutto noi e avere tutti contro. Siamo arrabbiati\u201d.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 sentito in Valbormida, che gi\u00e0 da anni fa i conti con un servizio sanitario non sempre sufficiente a rispondere alle esigenze dei cittadini. <strong>Amatore Morando, responsabile di Cairo Salute<\/strong>, ricorda: \u201cAbbiamo proposto la dematerializzazione delle ricette al direttore generale di Asl2 in due diverse occasioni. La richiesta \u00e8 sta girata ad Alisa, che ha spiegato che la sua attuazione richiedeva il nullaosta di Farmitalia. Al di l\u00e0 di questi aspetti tecnici, <strong>introdurre la dematerializzazione delle ricette significa eliminare le code chilometriche che si creano davanti ai centri salute<\/strong>. A Cairo, grazie al supporto del sindaco, due volte a settimana effettuiamo la distribuzione delle ricette nel foyer del teatro cittadino. Ma si tratta di un servizio che comporta un rischio non indifferente per il personale del nostro centro, i volontari di Avo ed i boy-scout maggiorenni che ci aiutano\u201d.<\/p>\n<p>Ma per Morando \u201c<strong>il grosso rischio \u00e8 soprattutto per noi<\/strong>. Se si ferma a Cairo Salute si ferma l\u2019assistenza sanitaria per la citt\u00e0 e per Dego, Piana e frazioni. Ci\u00f2 avrebbe ricadute disastrose sulla medicina del territorio. <strong>Non concedere la possibilit\u00e0 di dematerializzare le ricette \u00e8 una cosa da pazzi<\/strong>. Non solo, \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 negativo nell\u2019ambito di una politica sanitaria volta a contenere i contagi del coronavirus. Alla fine \u00e8 inutile farsi in quattro se troviamo ostacoli del genere. Che sono solo nostri, visto che le ricette dematerializzate vengono gi\u00e0 usate dai veterinari e dai cittadini di Firenze, ad esempio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Giancarlo Markic, responsabile di Albenga Salute<\/strong>, ritiene che la dematerializzazione delle ricette sia \u201c<strong>una soluzione ottimale e necessaria per centri come i nostri<\/strong>. Mi stupisce che in Regione non ci abbiano pensato. Dal punto di vista informatico riuscirebbero a realizzarla in pochi giorni\u201d.<\/p>\n<p>Per Markic questa soluzione \u201c<strong>eliminerebbe il 60 per cento di rientri dei pazienti negli studi<\/strong>. Tanti, infatti, vengono una prima volta, chiedono la ricetta e poi tornano a ritirarla, oppure telefonano e poi passano in studio a prenderla. La domiciliazione in farmacia comportebbe un importante risparmio di passaggio. Speriamo che Alisa acceleri i tempi, non abbiamo tempo per stare a pensarci. Anche perch\u00e9 <strong>si tratta di un obbligo di legge<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa dematerializzazione, tra l\u2019altro, sarebbe completa: sulla ricetta sono presenti tanti codici (che individuano noi, il paziente, il tipo di farmaco). Restare \u2018al foglio di carta\u2019 ormai ha poco senso. E comporta una perdita di tempo che i medici potrebbero impiegare per assistere i malati cronici o, in questa fase, di Covid 19. <strong>Il medico deve fare il medico, non il prescrittore<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centinaia di pazienti con patologie croniche affollano i centri chiedendo &#8220;ricette ripetitive&#8221; esponendo staff e altri pazienti a rischi di contagio<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[8111,66134,8648,63361,101039,46743],"class_list":["post-491958","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-alassio-salute","tag-albenga-salute","tag-asl2-savonese","tag-cairo-salute","tag-pietra-medica","tag-ricetta-elettronica","post_cat_citta-alassio","post_cat_citta-cairo-montenotte","post_cat_citta-pietra-ligure","post_tag_personaggi-amatore-morando","post_tag_personaggi-edmondo-bosco","post_tag_personaggi-francesco-bogliolo","post_tag_personaggi-giancarlo-markic"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/491958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=491958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/491958\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=491958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=491958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=491958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}