{"id":49153,"date":"2009-02-05T11:11:49","date_gmt":"2009-02-05T10:11:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/02\/05\/braccianti-marocchini-sfruttati-nella-piana-albenganese-tre-arresti\/"},"modified":"2009-02-06T10:32:29","modified_gmt":"2009-02-06T09:32:29","slug":"braccianti-marocchini-sfruttati-nella-piana-albenganese-tre-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/02\/braccianti-marocchini-sfruttati-nella-piana-albenganese-tre-arresti\/","title":{"rendered":"Braccianti marocchini sfruttati nelle aziende agricole: tre arresti"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:8097:l]<strong>Albenga<\/strong>.  Tre imprenditori agricoli del comprensorio albenganese sono finiti agli arresti per falsit\u00e0 ideologica, sfruttamento e favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina. Gli agenti della squadra mobile della Questura savonese questa mattina alle 7 hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare, richieste dal sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Coccoli e firmate dal giudice per le indagini preliminari Barbara Romano, nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta \u201cPay for Italy\u201d avviata lo scorso aprile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_337\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_337\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I tre arrestati sono Eugenio Tortello, 63 anni, imprenditore agricolo a Peagna di Ceriale; Giuseppe Viola, 44 anni, coadiuvante della moglie in un\u2019azienda di Coasco, frazione di Villanova d\u2019Albenga; e Laura Capello, 38 anni, operativa con la sua ditta nei terreni di Albenga. Altri nove titolari di aziende agricole rimangono indagati a piede libero.<\/p>\n<p>Gli arresti dei tre italiani si aggiungono a quelli compiuti lo scorso luglio, quando erano finiti in carcere sette extracomunitari nordafricani, facenti capo ad un\u2019unica famiglia, che attiravano in Italia numerosi connazionali con false promesse e l\u2019illusione del permesso di soggiorno. I componenti dell\u2019organizzazione, con l\u2019ausilio degli imprenditori agricoli compiacenti, riuscivano ad ottenere il rilascio di \u201cnulla osta al lavoro subordinato stagionale a tempo determinato\u201d a favore dei braccianti. Ma, giunti ad Albenga, gli ignari stranieri scoprivano che in realt\u00e0 il contratto di lavoro era solo teorico: venivano di fatto impiegati nel lavoro nero. Ogni tentativo di protesta veniva severamente messo a tacere.<\/p>\n<p>[image:8102:r]Gli extracomunitari venivano schiavizzati dai loro aguzzini, dopo essere stati abbindolati, in patria, con la promessa di lavoro sicuro, casa e permesso di soggiorno. I malcapitati marocchini sborsavano all\u2019organizzazione dai 6 ai 10 mila euro ciascuno e si potevano cos\u00ec presentare al consolato italiano di Casablanca, accedendo all\u2019opportunit\u00e0 di entrare in Italia con un nulla osta temporaneo.<\/p>\n<p>Una volta in Italia, l\u2019imprenditore agricolo incassava la sua parte dalla banda di malfattori (dai mille ai tremila euro), senza regolarizzare definitivamente la posizione di lavoro dello straniero. Questi, quindi, assumeva lo status di clandestino diventando esposto all\u2019arresto. Un centinaio gli stranieri fatti arrivare dal Marocco nel corso di tre anni. Il tutto per un giro di affari che, ai soggetti del gruppo criminale, arrivava a fruttare 800 mila euro all\u2019anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:8097:l]Albenga. Tre imprenditori agricoli del comprensorio albenganese sono finiti agli arresti per falsit\u00e0 ideologica, sfruttamento e favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina. 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