{"id":491522,"date":"2020-03-04T08:39:59","date_gmt":"2020-03-04T07:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=491522"},"modified":"2020-03-04T08:58:11","modified_gmt":"2020-03-04T07:58:11","slug":"la-vecchia-donnaccia-ingannatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/la-vecchia-donnaccia-ingannatrice\/","title":{"rendered":"La vecchia donnaccia ingannatrice"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa \u201cragione\u201d nel linguaggio: oh, che vecchia donnaccia ingannatrice! Temo che non ci libereremo di Dio perch\u00e9 crediamo ancora nella grammatica\u2026\u201d scrive il mio caro amico F. W. Nietzsche in \u201cCrepuscolo degli idoli\u201d (La \u201cragione\u201d nella filosofia; 5). Poco ci interessa, in questa sede, la prospettiva di natura meramente etico-confessionale, problema che riguarda chi osserva un pensiero tanto rivoluzionario solo a livello di conversazione adolescenziale sull\u2019esistenza di Dio. Nemmeno ho intenzione di contestualizzare l\u2019affermazione iniziale in un percorso squisitamente \u201creligioso\u201d, sarebbe ancora una volta limitativo. Inutile, poi, tentare di spiegare il concetto transvalutativo che ispira tutta l\u2019opera di Nietzsche a chi ancora \u00e8 convinto che il suo pensiero sia nichilista tanto da non saper riconoscere altro in questo aforisma\u2026 a questo punto mi sono messo nella condizione di affrontare la nostra riflessione non solo nell\u2019ottica di un pensiero \u201caltro\u201d ma anche di un pensiero \u201calto\u201d, ebbene, incamminiamoci sul filo teso sopra l\u2019abisso nella speranza che ci assista il genio del grande filosofo e, al riguardo, tanto per complicare ulteriormente la nostra riflessione, suggerisco uno sguardo curioso ad un passo de \u201cLa volont\u00e0 di potenza\u201d: \u201cSi \u00e8 artista al prezzo di percepire come contenuto, come \u201cla cosa stessa\u201d quello che tutti i non-artisti chiamano \u201cforma\u201d. Con ci\u00f2 ci si trova naturalmente in un mondo alla rovescia: perch\u00e9 oramai il contenuto diventa qualcosa di assolutamente formale, inclusa la nostra vita\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tempo fa stavo leggendo un lucidissimo saggio di Stefan Klein sulla bellezza dell\u2019universo dal titolo \u201cIl tutto e il niente\u201d; nel capitolo settimo ho sottolineato la sua frase \u201cA dire il vero, per la materia oscura non esistiamo nemmeno\u201d. \u00c8 l\u2019affermazione di un fisico e, nell\u2019ottica pi\u00f9 comune, la scienza, nello specifico la fisica, \u00e8 la conoscenza esatta, non come la filosofia dove ognuno pu\u00f2 legittimamente esprimere opinioni\u2026 luogo comune non esclusivo dei non addetti ai lavori, purtroppo! Insomma, quello che da sempre definiamo come realt\u00e0 \u00e8 oramai solo quantificata dalla scienza come il 15% del tutto, il resto \u00e8 ci\u00f2 che ci consente di esistere, \u00e8 ci\u00f2 che funge da collante dell\u2019universo, \u00e8 ci\u00f2 di cui non abbiamo alcuna percezione, la materia oscura, appunto. Il passaggio successivo \u00e8 rendere disponibile il nostro pensiero ad un punto di vista diverso da quello convenzionale cercando di osservare la realt\u00e0 con lo sguardo profondo degli astrofisici contemporanei. Per essere pi\u00f9 chiari: \u00e8 oramai conoscenza diffusa la descrizione dello spazio einsteniano diversa da quella pi\u00f9 esperibile nel quotidiano di tradizione euclidea, ma ci\u00f2 che facciamo \u00e8 prendere lo spazio piatto di Euclide, quello rassicurante del quotidiano, quello dove la distanza pi\u00f9 breve tra due punti \u00e8 una linea retta, e curvarlo per adattarlo a quello descritto da Einstein: ma non funziona cos\u00ec, se vogliamo davvero comprendere il pensiero del fisico di Ulma dobbiamo completamente modificare la nostra prospettiva\u2026 liberarci di Euclide.<\/p>\n<p>Ed eccoci alla formidabile affermazione di Nietzsche: quando parla di Dio non si riferisce all\u2019anziano dalla barba bianca che al principio del tempo ha impastato del fango per poi alitarci sopra, non si riferisce al terribile giustiziere di Sodoma e Gomorra, nemmeno al padre spirituale del Crocifisso ed ancor meno a chi \u00e8 stato utilizzato come fondamento etico per crociate, santa inquisizione e censure contemporanee. Il Dio nietzscheano \u00e8 l\u2019urgenza di imprigionare il Kaos in una prospettiva ordinata, \u201cuominizzata\u201d e controllabile da pensieri semplici. La nostra mente \u00e8 prigioniera di ci\u00f2 che ritiene essere pensabile, quando prende coscienza dell\u2019immenso che travalica lo schema riduttivo della ragione convenzionale, ecco che si sente inghiottire dall\u2019abisso ed allora non resta che fuggire, oppure negare l\u2019abisso rendendolo formalizzabile\u2026 quella vecchia donnaccia della forma che, imprigionando il contenuto, lo rende rappresentabile impedendoci, da l\u00ec in avanti, di poterlo osservare. Ecco cos\u2019\u00e8 la grammatica, uno strumento formale per consentirci di osservare l\u2019abisso senza vederlo, l\u2019istituzionalizzazione della filosofia dello struzzo: non vedo l\u2019abisso poich\u00e9 lo rendo superficie e quindi l\u2019abisso non esiste. Ovvio che, secondo questo approccio, ci\u00f2 che esiste \u00e8 solo la superficie, ci\u00f2 che non infastidisce le anime semplici, mai dare scandalo alle menti piccole, si rischia di venir confinati ai margini del mondo dell\u2019inganno, quello abitato dagli uomini.<\/p>\n<p>\u2026e pensare che qualcuno ancora sostiene la tesi che la filosofia nietzscheana sia una filosofia del nulla, una carnefice dei valori\u2026 ma se i valori sono il volto della superficialit\u00e0, sono l\u2019espressione del pi\u00f9 o meno consapevole inganno collettivo, sono la logica dell\u2019opportunismo spacciato per arguzia, sono il vuoto valoriale travestito da convenzionalit\u00e0 e conformismo comportamentale, sono la delega della responsabilit\u00e0 con l\u2019avallo del \u201ccos\u00ec fan tutti\u201d, sono \u201cHai avvertito l\u2019assurdo ed il vuoto del sistema intorno a te? Hai scoperto matrix nel tuo quotidiano?\u2026 stai sereno (citazione non so quanto involontaria), parliamone!\u201d. Certo, parliamone, ma con parole \u201caltre\u201d, non con quelle utili ad imprigionare ingannevolmente la realt\u00e0, non quelle che funzionano ma solo per impedirci di rovesciare le bancarelle fuori dal tempio, non quelle che costruiscono un \u201cvelo di Maya\u201d per paura di osservare l\u2019abisso: proviamo ad inventare parole nuove, che sappiano scardinare la prigione della grammatica, che diano voce alla meravigliosa infinita incontrollabile realt\u00e0 che abita specularmente l\u2019abisso in noi e l\u2019abisso fuori di noi. Non bisogna avere paura del nulla se il nulla si scopre essere ben altro da quello che la parola vigliacca pretende di descrivere.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-491522","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/491522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=491522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/491522\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=491522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=491522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=491522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}