{"id":491503,"date":"2020-03-03T17:08:27","date_gmt":"2020-03-03T16:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=491503"},"modified":"2020-03-03T17:11:16","modified_gmt":"2020-03-03T16:11:16","slug":"intervista-a-bruno-zupo-presidente-onorario-della-polisportiva-del-finale-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/03\/intervista-a-bruno-zupo-presidente-onorario-della-polisportiva-del-finale-parte-1\/","title":{"rendered":"Intervista a Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale &#8211; parte 1"},"content":{"rendered":"<p>Per la nostra rubrica Personaggi, non potevamo non intervistare Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale e pietra miliare del mondo sportivo finalese, che ha fatto davvero la storia della nostra Polisportiva. 50 anni di sport finalese sono davvero tanti. Oggi scopriremo chi \u00e8 Bruno Zupo e quali sono le Associazioni Sportive nate con lui e sotto di lui nel tempo, fino alla costituzione della nostra Polisportiva del Finale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_15\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_15\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nato il 17 settembre 1942 a Taranto, Bruno Zupo, \u00e8 giunto a Finale Ligure il 4 luglio 1962, per ragioni di lavoro, come Assistente Tecnico Costruzioni, per conto dell\u2019Aereonautica Militare. Per prima cosa gli chiediamo:<\/p>\n<p>Come ti sei sentito quando arrivasti a Finale?<\/p>\n<p>Risponde Bruno: \u201cA Finale mi sono sentito come a casa, perch\u00e9 i finalesi mi hanno accolto bene. E forse \u00e8 proprio questa accoglienza affettuosa il motivo per cui ho sentito di dover qualcosa in cambio ai finalesi e mi sono applicato negli anni per favorire lo sport come fattore socializzante. Venendo dall\u2019ambiente militare, gi\u00e0 a Taranto vivevo e lavoravo con persone provenienti da ogni dove e pertanto, rispetto ai miei compaesani di allora, avevo gi\u00e0 pi\u00f9 apertura nei confronti delle persone. Inoltre giunto qui ero abituato a parlare italiano e non il dialetto della mia regione. I Finalesi che incontravo allo stesso modo, per cortesia nei miei confronti, non parlavano il loro dialetto con me ed io, quindi, mi sono sentito subito integrato e davvero bene accolto\u201d.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 stato il tuo primo approccio al mondo dello Sport?<\/p>\n<p>\u201cDa ragazzino, a Taranto, come tutti i miei amici giocavo a calcio e a circa 12 anni entrai nell\u2019Arsenal Taranto, la squadra cittadina dei ragazzi della Taranto di allora, ma presto mancarono i fondi per sostenere le squadre giovanili. Furono tagliate delle squadre e mi ritrovai senza la possibilit\u00e0 di fare questo sport.<\/p>\n<p>Allora, dato che a Taranto venivano organizzati Campionati Studenteschi di Pallavolo nelle scuole, tra cui quella che al tempo frequentavo io, decisi di dedicarmi a questo sport e iniziai a giocare a Pallavolo. Successivamente intrapresi il mio percorso nell\u2019Aereonautica Militare, che mi port\u00f2 per un anno a Caserta per frequentare la Scuola Sottoufficiali. Qui divenni Capitano della Squadra di Pallavolo della Scuola. Poi giunsi a Finale.<\/p>\n<p>Anche a Finale hai iniziato subito ad occuparti del mondo dello sport?<\/p>\n<p>\u201cA Finale al tempo per i ragazzi c\u2019era il Calcio. Alcuni finalesi seppero presto della mia passione per la pallavolo. La pallavolo nacque quindi a Finale poco dopo il mio arrivo, negli anni 63-65 per volere dell\u2019Oratorio Domus e della Parrocchia di San Giovanni di Finalmarina. Il nome dell\u2019Associazione di allora era Virtus Finale. I ragazzi erano tanti e l\u2019idea che perseguivamo fu quella di permettere di praticare un\u2019attivit\u00e0 sportiva alternativa a coloro che non erano in grado di divenire titolari delle squadre del calcio\u201d.<\/p>\n<p>Che ruolo avevi nella \u201cVirtus Finale\u201d?<\/p>\n<p>\u201cLa Virtus ebbe da subito sia un settore maschile che un settore femminile a partire dal minivolley, (per bambini dai 6 anni), fino ai ragazzi di circa 18 anni. Al tempo, non essendoci molti giocatori, io, che ero Capitano della Squadra Maschile svolgevo anche l\u2019incarico di Allenatore, non avevamo palestre e la pallavolo si giocava all\u2019aperto. Io ho sempre giocato col numero 10; in questa foto (io sono quello in piedi, al centro), vedete la formazione della Virtus Finale, per il settore maschile\u201d.<\/p>\n<p>Che risultati avete ottenuto con la Virtus e cosa \u00e8 successo dopo?<\/p>\n<p>\u201cCon la Virtus Finale siamo arrivati fino alla Promozione che risulta essere la serie D di adesso. Fino al 1970 giocammo all\u2019aperto, poi a partire dal Campionato 1970-1971, cominciammo ad utilizzare la palestra dell\u2019Istituto Alberghiero. Questo \u00e8 quanto \u00e8 accaduto fino al 1976. Al termine di quel periodo, all\u2019incirca nel \u201973-\u201874, Pietro Fiaschi, (a cui attualmente \u00e8 dedicata la Palestra dell\u2019Istituto Alberghiero di Finale, dove ancora oggi si svolgono alcune delle attivit\u00e0 promosse dalla Polisportiva del Finale), divenne Presidente dell\u2019Associazione, e dopo circa 2 anni, mosso dall\u2019altra mia grande passione, quella per il mare, lasciai la Pallavolo ed iniziai appunto a dedicarmi al settore mare: acquistai una barca e mi diedi alla Pesca Sportiva, rimanendo quindi sempre, anche se in altro modo, legato al mondo dello Sport.<\/p>\n<p>Cosa successe nel frattempo nella Pallavolo?<\/p>\n<p>\u201cNel 1982, purtroppo, i diritti della Virtus Finale vennero ceduti al Loano. Questo avvenne a causa dell\u2019assenza di Impianti Sportivi idonei al gioco, dopo che Fiaschi ebbe lasciato l\u2019Associazione, una volta giunti in Serie C. Il Loano prese molti dei nostri giocatori, ma altri rimasero senza squadra, quindi poco tempo dopo, nel 1985 mi fu chiesto di far ripartire la pallavolo a Finale.<\/p>\n<p>Come ripart\u00ec la pallavolo a Finale?<\/p>\n<p>Ci risponde Bruno Zupo: \u201cTrovando un accordo con Carlo Molina e Raffaella Zat, (cui \u00e8 attualmente dedicata un\u2019altra delle palestre della Polisportiva, quella delle Scuole Medie Aycardi-Ghiglieri dove tuttora si allenano alcune delle squadre giovanili della pallavolo), decidemmo di ridare vita alla pallavolo sul territorio finalese. La Prima Convocazione della \u201cFinalborghese Volley\u201d, avvenne quindi nel 1985. L\u2019accordo prevedeva che Raffaella Zat si sarebbe occupata dei bambini, Carlo Molina ed io degli adulti e nello specifico Carlo del settore femminile, io di quello maschile\u201d. Prosegue Bruno:<\/p>\n<p>\u201cAlla Prima Convocazione si presentarono quasi tutti gli ex giocatori della Virtus, sia maschile che femminile, che non erano andati a Loano. A quel punto abbiamo ritenuto necessario richiedere alla Federazione di organizzare un corso allenatori all\u2019interno della nostra sede. Il corso fu frequentato da 12 Ex Giocatori Virtus, che divennero gli allenatori delle varie squadre di pallavolo. A ciascuno di loro vennero affidate una o pi\u00f9 squadre\u201d .<\/p>\n<p>Che ruolo assunsi nella Finalborghese Volley?<\/p>\n<p>A quel punto, ci dice Bruno, \u201cio smisi di allenare. Nella \u201cFinalborghese Volley\u201d decidemmo di fondare un piccolo gruppo che faceva la parte sociale, ovvero organizzava tornei e la partecipazione ai campionati del Centro Sportivo, per poter far giocare anche le riserve e in generale gli atleti meno capaci che non sarebbero riusciti a giocare nei campionati della Federazione. Gi\u00e0 allora, infatti, ritenevo che si dovesse promuovere Uno Sport per Tutti, come recita ancor oggi il motto della Polisportiva del Finale, cio\u00e8 Uno Sport a cui tutti possano prendere parte perch\u00e9 lo sport \u00e8 di tutti e tutti devono poter fare sport. Nacque cos\u00ec il \u201cVolley Team Finale\u201d, per occuparsi della parte sociale della Finalborgese Volley.<\/p>\n<p>Da quel momento, la Pallavolo a Finale ha sempre avuto due parti, quella relativa alla federazione e quella sociale. Un altro mio desiderio, in quest\u2019ottica di integrazione, era quello di poter rendere accessibile lo sport anche ai ragazzi disabili del finalese, a partire dall\u2019abbattimento delle barriere architettoniche.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ottica di svolgere una funzione integrante per coloro che vivono nel territorio finalese e non solo, ci tengo inoltre a ricordare le convenzioni che la Polisportiva del Finale ha in essere con il Centro di Igiene Mentale e lo Sprar, grazie alle quali ragazzi provenienti da queste realt\u00e0 possono collaborare con la Polisportiva, e inserirsi ancora di pi\u00f9 nel nostro territorio.<\/p>\n<p>Dal Volley Team Finale, come si giunse all\u2019idea di costituire una polisportiva finalese?<\/p>\n<p>Nel 1993 in Comune a Finale, \u00e8 nata la proposta di utilizzare il magazzino di ricovero dei mezzi che trasportavano i rifiuti come Palestra Polivalente (opera che prevedeva per la trasformazione un costo di 700 milioni di lire), in grado di ospitare sia la \u201cFinalborghese Volley\u201d che il \u201cFinale Basket\u201d di cui era Presidente Claudio Casanova, attualmente Assessore allo Sport del Comune di Finale Ligure. A quel tempo, infatti, il Finale Basket per gli allenamenti utilizzava la Palestra Rivetti. Dall\u2019idea di rendere questo palazzetto fruibile sia dalla pallavolo, che dal basket, ma anche dalla scuola, una volta eseguiti i lavori e consegnata la struttura, il 10 gennaio 1996 nacque la \u201cPolisportiva del Finale\u201d.<\/p>\n<p>Per oggi ci fermiamo qui; la prossima volta riprenderemo con lo scoprire che ruoli ha avuto Bruno Zupo dalla nascita della Polisportiva del Finale, fino ad oggi all\u2019interno di essa. Quindi restate sintonizzati e a presto la seconda parte del nostro racconto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la nostra rubrica Personaggi, non potevamo non intervistare Bruno Zupo, Presidente Onorario della Polisportiva del Finale e pietra miliare del mondo sportivo finalese, che ha fatto davvero la storia della nostra Polisportiva. 50 anni di sport finalese sono davvero tanti. 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