{"id":490895,"date":"2020-02-26T08:00:49","date_gmt":"2020-02-26T07:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=490895"},"modified":"2020-02-26T08:23:50","modified_gmt":"2020-02-26T07:23:50","slug":"manipolinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/02\/manipolinformazione\/","title":{"rendered":"Manipolinformazione"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Giornalismo \u00e8 diffondere qualcosa che qualcuno non vuole che si sappia, il resto \u00e8 propaganda&#8221; Una sentenza severa per chi pratica il giornalismo salottiero al quale siamo assuefatti, un impegno etico e coraggioso per chi crede che l&#8217;informazione sia alla base della democrazia. L&#8217;affermazione \u00e8 di Horacio Verbitsky, giornalista argentino noto soprattutto per due scritti di inchiesta e denuncia contro la dittatura militare argentina grazie ai quali \u00e8 divenuta nota a tutti la realt\u00e0 della repressione delle forze armate e l&#8217;esistenza di campi di concentramento realizzati dall&#8217;ESMA (Escuela de Mec\u00e0nica de la Armada) che negli anni della dittatura argentina (1976-1983) divenne luogo di detenzione e tortura di migliaia di oppositori del regime. Il suo scritto pi\u00f9 famoso del 1995 si intitola &#8220;Il Volo \u2013 Le rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos&#8221; nel quale si racconta la tragedia del lancio dei prigionieri da aerei in volo sopra l&#8217;oceano.<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 di denuncia e di militanza contro la dittatura lo costrinse all&#8217;esilio in Per\u00f9 ma prosegu\u00ec la sua opera giornalistica addirittura denunciando (L&#8217;sola del silenzio del 2005) la complicit\u00e0 delle alte sfere ecclesiastiche con il regime del dittatore coinvolgendo anche figure di primo piano come il futuro papa Francesco. Non \u00e8 di tale accusa che mi voglio occupare non avendo strumenti per esprimere opinioni fondate nella convinzione che di chiacchiere sia gi\u00e0 fin troppo invaso il nostro quotidiano depauperato, nella prospettiva dell&#8217;etica giornalistica, a livello di opinionismo da operetta in troppe trasmissioni televisive. Mi interessa riflettere intorno al ruolo dell&#8217;informazione e del diritto dovere alla stessa da parte di chi vuole e\/o deve essere un buon cittadino.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di due secoli or sono W. F. Hegel affermava che la lettura del giornale \u00e8 la preghiera mattutina dell\u2019uomo moderno e la sua convinzione era fondata anche sul ruolo che la stampa andava rivestendo nella formazione sempre pi\u00f9 consapevole del cittadino come perfetto ed integrato attore dello Stato, il protagonista della storia contemporanea. Ma siamo sicuri che il quotidiano e, ancor pi\u00f9, tutti gli strumenti di informazione massmediale siano occasioni di reale opportunit\u00e0 per la conoscenza della realt\u00e0? La lettura del quotidiano o l&#8217;attenzione al dibattito massmediale possono ancora essere degni del ruolo centrale nel percorso verso la consapevolezza e la libert\u00e0 dell&#8217;uomo sociale? Certo, Hegel era afflitto da un pregiudizio teologico e teleologico piuttosto evidente, spero e credo che nessuno oggi possa rintracciare alcunch\u00e9 di ierofanico in un servizio scritto o televisivo, ma resta ancor vero che l&#8217;uomo moderno sia convinto che solo l&#8217;informazione pu\u00f2 renderlo protagonista attivo della vita sociale. Sono poi assolutamente certo che non possa esistere nemmeno la poca sopravvivenza di libert\u00e0 che \u00e8 consentita al cittadino del sistema se questi non ha la possibilit\u00e0 di godere di un onesto servizio di informazione. Per dirla con le parole di Gaber, libert\u00e0 non \u00e8 star sopra un albero [&#8230;] libert\u00e0 \u00e8 partecipazione, vero, ma come posso partecipare ad un gioco che si gioca altrove se nemmeno mi rendo conto del fatto di non essere un giocatore ma il gioco stesso?<\/p>\n<p>Nessuno pretende dai nostri giornalisti il sacrificio e l&#8217;etica di un Verbitsky, ma almeno che provino a &#8220;diffondere qualcosa che qualcuno non vuole che si sappia&#8221; con la consapevolezza che troppo spesso quello che scrivono, cio\u00e8 &#8220;il resto&#8221; \u00e8 solo &#8220;propaganda&#8221;. \u00c8 noto a tutti che il giornalista scrive di un uomo che morde un cane perch\u00e8 \u00e8 ci\u00f2 che fa notizia mentre non appare di alcun interesse il fatto che un cane abbia morso un uomo, eppure, se un cane morde ed uccide un bambino ecco che per alcune settimane sembra che non accada altro, numerose notizie compaiono sulla stampa ed alla televisione che riportano di casi analoghi, ed ecco montare l&#8217;indignazione collettiva&#8230; e certi animali andrebbero soppressi&#8230; e si sa come sono i padroni di certe bestie&#8230; certo, \u00e8 noto che i cani somiglino ai padroni&#8230; e non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni&#8230; e l&#8217;assenza della ragione forse non genera mostri ma di certo malinconiche banalit\u00e0. Chiss\u00e0 poi com&#8217;\u00e8 che improvvisamente la notizia diviene decotta e, da quel momento, pare che nessun cane nutra pi\u00f9 alcun interesse per qualsivoglia essere umano come oggetto di masticazione.<\/p>\n<p>Ma torniamo all&#8217;oggi: per alcune settimane tutti gli organi di informazione si sono contesi la palma del pi\u00f9 accorto mitigatore della preoccupazione relativamente al coronavirus, tutti a rassicurare ed a celebrare l&#8217;accortezza delle nostre &#8220;precauzioni di stato&#8221; ma d&#8217;un tratto ecco che la notizia da cavalcare \u00e8 divenuta il tale caso di contagio e quello immediatamente successivo. Subito la funambolica macchina dell&#8217;investigazione giornalistica si \u00e8 attivata, ogni cittadino italiano conosce il nome del medico curante e del paziente infetto, ha avuto modo di ascoltare la zia del vicino che ha visto un giorno passare un cinese con un cane pechinese che abbaiava in modo strano. Proprio mentre scrivo (domenica 22 febbraio) si stanno prendendo decisioni gravi come la chiusura delle scuole e di tutti i pi\u00f9 probabili centri di potenziale contagio, nulla di pi\u00f9 serio n\u00e8 ho intenzione di scherzare, anzi, ma pongo un interrogativo&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;mentre i nostri giornalisti rincorrono la suddetta zia, chi si occupa di verificare le vere origini del virus? Possibile che non si abbia notizia certa di chi come e dove lo ha generato? Quali sono i coinvolgimenti di enti governativi e di quali nazioni oppure nulla del genere si \u00e8 verificato e l&#8217;origine \u00e8 assolutamente naturale? Possibile che l&#8217;intero sistema medico mondiale non abbia avuto sentore di nulla per tempo? Ma se ha ragione, come credo, Horacio Verbitsky, a che servono i nostri strapagati chiacchieratori televisivi se non a tentare di pilotare opinioni e stati d&#8217;animo abituando il cittadino ad osservare il dito che non indica nulla piuttosto che il cielo che \u00e8 l&#8217;unico oggetto di interesse reale? Oppure il dito \u00e8 rivolto solo allo stesso giornalista che si sta autocelebrando inutilmente? Ed ora basta, preoccupiamoci di superare anche questa ennesima difficile prova, &#8220;ha da pass\u00e0 a nuttata&#8221; ma, al risveglio, ricordiamoci di gettare a mare l&#8217;incubo di troppa cattiva informazione.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-490895","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/490895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=490895"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/490895\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=490895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=490895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=490895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}