{"id":490676,"date":"2020-02-22T09:49:50","date_gmt":"2020-02-22T08:49:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=490676"},"modified":"2020-02-22T09:49:50","modified_gmt":"2020-02-22T08:49:50","slug":"storia-di-unefferata-vendetta-il-canaro-della-magliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/02\/storia-di-unefferata-vendetta-il-canaro-della-magliana\/","title":{"rendered":"Storia di un\u2019efferata vendetta: il Canaro della Magliana"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una storia che i pi\u00f9 sensibili dovrebbero evitare di leggere. Una storia tutta italiana, che ha come sfondo la nostra capitale. Un racconto che sarebbe raccapricciante persino per i manuali di criminologia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_132\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_132\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ci troviamo, appunto, a Roma, nel 1988. Pi\u00f9 precisamente in via della Magliana (zona gi\u00e0 famosa per via dell\u2019omonima banda), nel quartiere Portuense, al civico 253 L. Nel luogo in cui oggi le serrande sono tirate gi\u00f9, avvolte da un silenzio tombale, negli anni ottanta vi era un negozio di toelettatura per cani. Apparteneva a Pietro De Negri, un uomo piccolo, magro e, a detta di tutti, dai modi gentili e per bene, anche se avvezzo alla criminalit\u00e0 per rapine e droga. Un uomo che prese il soprannome di \u201cCanaro\u201d, per via del mestiere che svolgeva.<\/p>\n<p>De Negri da un po\u2019 di tempo era entrato \u201cin affari\u201d con un ex pugile dilettante, Giancarlo Ricci, con il quale aveva instaurato un particolare rapporto di amore e odio. I due erano stati complici in una rapina a seguito della quale il primo fu arrestato, mentre il secondo ne dilapidava il bottino, che avrebbero dovuto spartirsi . Ma la nota dolente che caratterizz\u00f2 la loro frequentazione furono le vessazioni che il Canaro sub\u00ec da parte di Ricci per anni. Quest\u2019ultimo, infatti, gli forniva la droga imponendogli forti tangenti, oltre a renderlo vittima di continue angherie, ingiurie e minacce. Il Canaro aveva subito le violenze di Ricci fin da quando quest\u2019ultimo gli aveva rubato uno stereo, pretendendo poi duecentomila lire per restituirglielo.<\/p>\n<p>Il 18 febbraio del 1988 De Negri attir\u00f2 Ricci nel suo negozio, con la scusa di rapinare uno spacciatore di cocaina che li stava aspettando. Lo convinse poi a nascondersi in una gabbia per cani, facendogli in qualche modo intendere che questo faceva parte del piano. Ma l\u2019uomo, grande e grosso almeno il doppio del Canaro, in questa gabbia fu rinchiuso. E dalle ore 15 di quel giorno, per sette ore di fila, venne torturato con modalit\u00e0 atroci.<\/p>\n<p>Dapprima il Canaro gli incendi\u00f2 il volto con la benzina, poi lo stord\u00ec con una bastonata.<\/p>\n<p>Stando alla versione di De Negri, dopo aver alzato il volume dello stereo al massimo per coprire le grida, forte del fatto che lo faceva abitualmente per ascoltare la musica, estrasse il Ricci dalla gabbia e lo leg\u00f2 ad un tavolo, amputandogli pollici ed indici di entrambe le mani con delle tronchesine. Cauterizzate le ferite bruciandole con la benzina, di modo che la vittima non morisse troppo in fretta per dissanguamento, De Negri inizi\u00f2 a schernire Ricci, nel frattempo rinvenuto, e intorno alle 16 si concesse anche il tempo di andare a riprendere la figlia a scuola per condurla a casa, da sua madre. <\/p>\n<p>All\u2019apice della tortura, sempre secondo la versione dell\u2019omicida, mutil\u00f2 l\u2019ex pugile di naso, orecchie e, infine, della lingua e dei genitali. Poi introdusse le parti amputate nella bocca di Ricci aiutandosi con una tenaglia e provocandone la morte per asfissia. Si accan\u00ec poi sul cadavere, rompendogli i denti a martellate, infilandogli le dita recise nell\u2019ano e negli occhi, aprendogli infine la scatola cranica per \u201clavargli il cervello con lo shampoo per cani\u201d.<\/p>\n<p>Intorno alle 22, De Negri decise di sbarazzarsi del corpo: dopo averlo avvolto in un sacco di plastica, lo trasport\u00f2 in auto fino ad una discarica in zona, dove lo cosparse di benzina e lo incendi\u00f2, assicurandosi di lasciarne intatti i polpastrelli per garantirne l\u2019identificazione.<\/p>\n<p>Cosa che avvenne ben presto: ci\u00f2 che restava del corpo di Ricci fu rinvenuto la mattina seguente. E non fu difficile, per gli inquirenti, arrivare al Canaro. In un primo momento, le indagini si indirizzarono verso un regolamento di conti nell\u2019ambito della malavita. Poi per\u00f2 subentr\u00f2 la testimonianza di un amico di Ricci, che il giorno dell\u2019omicidio lo aveva accompagnato in via della Magliana 253L ed era stato allontanato da De Negri con un pretesto. Questo port\u00f2 all\u2019arresto dell\u2019uomo il 21 febbraio.<\/p>\n<p>In poco tempo il Canaro confess\u00f2 il tutto, entrando nei dettagli delle sue torture, ed in carcere scrisse anche un memoriale, con l\u2019obiettivo di dimostrare come questo cruento omicidio fosse il frutto ed il culmine di tutte le vessazioni subite negli anni da Ricci.<\/p>\n<p>[goto id=618677]<\/p>\n<p>Queste forti dichiarazioni furono poi completamente smentite dall\u2019autopsia: tutte le mutilazioni sul corpo di Ricci risultarono infatti avvenute post-mortem. Il decesso dell\u2019uomo risultava infatti l\u2019epilogo di una decina di martellate sul cranio, avvenuto nel giro di quaranta minuti.<\/p>\n<p>La perizia medico-legale stabil\u00ec che la maggior parte delle violenze furono solo ideate, nel delirio della droga e nel desiderio di vendetta di De Negri, ma mai realizzate. Tutto fin\u00ec in poco pi\u00f9 di mezz\u2019ora e Ricci mor\u00ec per le ferite alla testa. Nessuna tortura gli fu inflitta da vivo, nessuna cauterizzazione, nessuno shampoo fu mai usato e mai Ricci entr\u00f2 in nessuna gabbia, della quale non fu trovata traccia. L\u2019assassino inoltre non si assent\u00f2 per andare a prendere la figlia: mand\u00f2 invece sua cognata.<br>\nOltretutto subentr\u00f2 l\u2019ipotesi che De Negri non avesse agito da solo, ma che furono coinvolte pi\u00f9 persone.<\/p>\n<p>Dalle parti di via della Magliana 253L, ancora oggi, in molti vociferano che il Canaro non uccise proprio nessuno: Ricci sarebbe in realt\u00e0 stato ucciso per un regolamento di conti e De Negri costretto a prendersi la responsabilit\u00e0 dell\u2019omicidio: in caso avesse parlato avrebbe fatto la stessa fine del muscoloso \u201crivale\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/02\/generica-618678.jpg\" alt=\"Generica\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Dopo il delitto apparvero sui muri del quartiere scritte di ferocia popolana, come \u201cCanaro sei tutti noi\u201d. De Negri, dopo l\u2019arresto, fu sottoposto a perizia psichiatrica, dalla quale risult\u00f2 affetto da un disturbo paranoide con incapacit\u00e0 di intendere e di volere causato dall\u2019intossicazione da cocaina, che ne escluse la pericolosit\u00e0 sociale. In seguito ad una successiva perizia, l\u2019incapacit\u00e0 di De Negri fu stabilita come parziale.<\/p>\n<p>Inizialmente fu condannato a ventiquattro anni di reclusione, ma fu rilasciato dopo sedici, nel 2005, anche e soprattutto per via della buona condotta che tenne in carcere, dove mostr\u00f2 molta disponibilit\u00e0 nell\u2019occuparsi degli extra-comunitari e dei malati di AIDS.<br>\nUna volta uscito di prigione, il Canaro torn\u00f2 a vivere con la sua famiglia ed ottenne un lavoretto come fattorino, anche se sempre seguito dai servizi sociali. Alla stampa, che ovviamente desiderava intervistarlo, fece una sola ed unica dichiarazione: \u201cVorrei essere dimenticato\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-490676","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/490676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=490676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/490676\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=490676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=490676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=490676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}