{"id":489756,"date":"2020-02-12T08:25:00","date_gmt":"2020-02-12T07:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=489756"},"modified":"2020-02-12T08:25:00","modified_gmt":"2020-02-12T07:25:00","slug":"il-rito-di-passaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/02\/il-rito-di-passaggio\/","title":{"rendered":"Il rito di passaggio"},"content":{"rendered":"<p>\u201c\u00c8 necessario che qualcosa muoia affinch\u00e9 altro possa nascere al suo posto \u2026 se non lasci morire un amore passato non avrai modo di concedere spazio ad una nuova emozione \u2026 deve pur morire la bambina affinch\u00e9 possa nascere la donna\u201d \u00e8 la saggia osservazione che esprimeva Gershom Freeman in una conversazione a tre: lui, io ed una amica comune disperata per la conclusione di un recente amore. La frase cos\u00ec estrapolata pu\u00f2 sembrare eccessivamente cinica, ma si collocava all\u2019interno di un pi\u00f9 ampio ragionamento intorno alla questione della scomparsa dei riti di passaggio nella nostra societ\u00e0 ed alla conseguente incapacit\u00e0 di gestire situazioni traumatiche che il rito dovrebbe esorcizzare attraverso un percorso catartico che renda pi\u00f9 forte l\u2019individuo alla luce delle garanzie che il modello culturale in cui cresce gli offre ritualizzando il dolore. Un tema che, nel corso della conversazione, si \u00e8 poi incentrato sul ruolo della morte e della stretta relazione dialettica della capacit\u00e0 di prepararsi alla morte divenendo abili alla vita, ma andiamo per ordine.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_704\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_704\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_704').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_704\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Gi\u00e0 nel 1788 il teologo svizzero A. C. De Chavannes si occupava dei fondamenti dell\u2019antropologia come scienza dell\u2019uomo, significativamente Kant scriveva, nello stesso anno, il saggio \u201cL\u2019antropologia dal punto di vista pragmatico\u201d. \u00c8 utile chiedersi: in che cosa consiste un rito di passaggio? Per comodit\u00e0 possiamo risalire ad un classico della letteratura antropologica del primo 900 di Arnold Van Gennep che lo definisce come una cerimonia finalizzata a determinare la transizione tra due diverse condizioni sociali all\u2019interno di un sistema, definita in base ad una azione ripetitiva carica di valori simbolici autoreferenziali del sistema stesso. Un mezzo, in sintesi, per assicurare la compattezza della struttura socio sistemica e per confermare ogni componente a patto che conservi i riferimenti con l\u2019ente garante. Si possono riconoscere, in quest\u2019ottica antropologica, i fondamenti del pensiero hegeliano nel quale il rapporto di reciprocit\u00e0 tra il componente e la struttura garantiscono tanto il sistema quanto il singolo cos\u00ec che entrambi si confermino l\u2019un l\u2019altro: io singolo e vulnerabile individuo convalido le tue leggi adeguandomi ad esse in cambio della tua rassicurazione circa la mia identit\u00e0 ed il senso del mio stesso agire. Una sorta di tautologia sistemica autoreferenziale. I grandi sistemi di potere protagonisti della storia si sono costantemente organizzati secondo un modello ritualizzato all\u2019interno del quale l\u2019elemento iniziatico e di passaggio ha sempre rivestito un ruolo centrale, basti pensare ai riti religiosi, il battesimo e la cresima, per esempio. \u00c8 illuminante la sintesi suggerita da Malinowski il quale sostiene che il rito di passaggio riveste la funzione di \u201cricostruire l\u2019integrit\u00e0 del gruppo\u201d.<\/p>\n<p>Moderni studi antropologici hanno individuato riti di passaggio ed iniziatici sopravvissuti pressoch\u00e9 invariati all\u2019interno di gruppi etnici che hanno conservato le proprie tradizioni rimanendo particolarmente esclusi dal cosiddetto \u201cprogresso\u201d. Alcuni sono anche piuttosto violenti, \u00e8 il caso della Paraponera clavata tra i Sater\u00e9 Maw\u00e9 dell\u2019Amazzonia. Altri, come il Naghol della trib\u00f9 Sa hanno ispirato, probabilmente, il bungee jumping. In Australia il rito di passaggio dell\u2019adolescente al ruolo di maschio adulto si risolve in una feroce e dolorosa circoncisione pubblica. Diviene abbastanza logico che il concetto di rito di passaggio si connoti, nella fantasia collettiva, come un momento molto doloroso nel quale il giovane deve dimostrare alla comunit\u00e0 il proprio coraggio e la stoica sopportazione del dolore fisico. Ritengo per\u00f2 sia pi\u00f9 interessante riflettere sulla struttura tripartita individuata in ogni rituale dalla ricerca antropologica: una prima fase tesa ad isolare il soggetto dal contesto consueto e noto, una seconda nella quale l\u2019attore del rito viene a trovarsi in uno stato di sospensione, una sorta di terra di nessuno che va attraversata in inevitabile e necessaria solitudine cos\u00ec da maturare il diritto all\u2019accesso alla terza fase, la nuova condizione di iniziato. Nel mondo occidentale tali momenti vanno via via scomparendo o, come nel caso delle tre emme, vengono privati di rilevanza rituale. L\u2019esame di Maturit\u00e0, ora esame di stato, scelta peraltro fondatamente motivata dal fatto che la maturit\u00e0 \u00e8 invalutabile specie per mezzo di verifiche scolastiche. Il Matrimonio, svincolato dalla sua arcaica funzione di sistema maschilista e di controllo, non ha ancora assunto una ragion d\u2019essere molto al di l\u00e0 della abitudine e del piacere formale del rito. Il servizio Militare \u00e8 stato abolito, posso confermare per esperienza diretta che spesso era solo un periodo di noia, masturbazioni e sigarette, in qualche modo, per\u00f2, allontanava il giovane dal nido protettivo ed ingombrante della famiglia inducendolo a fare i conti con se stesso<\/p>\n<p>Ci sono poi riti di passaggio di natura biologica: l\u2019arrivo del ciclo mestruale, la prima polluzione notturna, la comparsa della barba, significativamente celebrati come tappe positive, ma a questi seguono: il diradarsi dei capelli, le rughe sul viso, il logoramento inevitabile del corpo, vissuti come tragedie da nascondere e procrastinare quanto pi\u00f9 possibile. Le civilt\u00e0 del rito riconoscevano all\u2019anziano la sua centralit\u00e0 come memoria, esperienza e, presumibilmente, saggezza, i parametri attuali ne sottolineano l\u2019inadeguatezza performante, l\u2019inefficacia produttiva, il decadimento estetico. Ne consegue il tentativo di un infinito prolungamento della giovinezza e la nascita della \u201cfamiglia allungata\u201d. Con famiglia allungata intendo quella di origine che si dilata a dismisura negli anni fino all\u2019avanzata et\u00e0 adulta dei figli, quella nella quale negoziare gli spazi di autonomia che non potr\u00e0 mai essere reale. \u00c8 cos\u00ec che abbiamo ultra trentenni che si misurano con nuovi falsi riti di passaggio come il train surfing o il bangee jamping e genitori che si gloriano di essere amici e compagne dei figli e delle figlie che, di conseguenza, li trattano come tali.<\/p>\n<p>Mi sembra evidente che i rituali del passato sono, in quanto tali, obsoleti per l\u2019uomo di oggi mentre i rituali di sistema sono funzionali soprattutto al sistema stesso ed all\u2019uomo omologato; non ci resta che imparare a vivere serenamente gli imprescindibili rituali biologici riscoprendo il tempo come categoria naturale dell\u2019esser-ci, per dirla con Heidegger, ma ci\u00f2 che mi preme sottolineare \u00e8 che non \u00e8 possibile abdicare al rito di passaggio tout court. Gi\u00e0 il presente si slega dalla realt\u00e0 trasferendola nel mondo virtuale e le nuove generazioni non riescono n\u00e9 a gestire il quotidiano n\u00e9 a crearne uno gestibile, se non riscopriamo l\u2019atto rituale anche personale, privato, perfino assolutamente individuale per decidere di essere diventati adulti, se ci lasciamo imprigionare in un mondo fittizio di perenne adolescenza non stiamo forse abdicando al diritto di vivere profondamente la nostra vita? Non ci stiamo definitivamente consegnando ad un grande fratello mosso dall\u2019unico intento della propria sopravvivenza? Non ci stiamo precludendo la possibilit\u00e0 di essere protagonisti consapevoli e responsabili della nostra esistenza?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-489756","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/489756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=489756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/489756\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=489756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=489756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=489756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}