{"id":488549,"date":"2020-01-29T08:00:05","date_gmt":"2020-01-29T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=488549"},"modified":"2020-01-29T09:03:52","modified_gmt":"2020-01-29T08:03:52","slug":"ma-e-unopera-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/01\/ma-e-unopera-darte\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 un&#8217;opera d&#8217;arte?"},"content":{"rendered":"<p>\u201c[\u2026] \u00e8 ancora possibile e necessario applicare in campo artistico la distinzione tra ci\u00f2 che \u00e8 serio e ci\u00f2 che \u00e8 insulso [\u2026] perch\u00e8 da varie parti non certo disinteressate si negano queste distinzioni, in base all\u2019assunto che la sola misura di merito sono le cifre delle vendite o che queste distinzioni sono elitarie o che [\u2026] nessuna distinzione obiettiva \u00e8 in generale possibile\u201d. Il passo \u00e8 tratto dal capitolo intitolato \u201cMorte dell\u2019avanguardia: l\u2019arte dopo il 1950\u201d che Eric J. Hobsbawm ha dedicato ad una illuminante analisi del fenomeno artistico nel suo magistrale saggio \u201cIl secolo breve\u201d. Suggerisco ai miei lettori l\u2019incontro con lo straordinario lavoro al quale mi riferisco, per il suo immenso valore storiografico e perch\u00e8 \u00e8 utilissimo per acuminare lo sguardo dell\u2019uomo di oggi verso le nebbie del XX secolo al fine di prepararsi alle ben pi\u00f9 oscure profondit\u00e0 del secolo attuale. Ed ora dedichiamoci a provocazioni meno accademiche ma non meno stimolanti\u2026<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_504\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_504\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ricordo un tempo, ahim\u00e8 lontanissimo, in cui mi recai in vacanza nell\u2019incantata isola di Creta, allora era ancora un paradiso incontaminato ed io un giovane assetato di vacanza, incontri e cultura. Nell\u2019occasione non potei fare a meno di visitare il museo di Iraklion, ero in compagnia di una fanciulla tanto splendida quanto curiosa d\u2019arte che avevo eletto a guida. Mi soffermai, ricordo, ad osservare un gruppo di turisti tedeschi che, sufficientemente ustionati dal sole mediterraneo al quale non erano certo usi, si erano concessi una mezza giornata di tregua per visitare il meno pericoloso museo cos\u00ec da avere qualcosa da poter raccontare, al loro ritorno, a celebrazione dell\u2019aspetto culturale delle proprie vacanze nel paese degli dei. Se ne stavano l\u00ec, immobili, a fissare una teca trasparente che conteneva reperti degli insediamenti cretesi risalenti all\u2019epoca gloriosa di Festo e Cnosso. Annuivano coinvolti osservando tazze e suppellettili danneggiate dal tempo commentando tra loro e manifestando il proprio compiacimento di fronte a tanta bellezza. Il mio tedesco si limitava ai termini fondamentali dell\u2019idealismo tedesco il cui studio andavo approfondendo in quegli anni universitari ed alle frasi necessarie ad abbordare le fanciulle teutoniche alla ricerca dell\u2019avventura latina, ma, grazie alla mia guida che parlava il tedesco come l\u2019italiano, potei cogliere la compresa partecipazione germanica a tanta sublime arte antica! Ma che arte? Quelli erano oggetti d\u2019uso quotidiano che facevano mostra di loro in qualit\u00e0 di documenti della vita dell\u2019epoca senza alcuna pretesa artistica. Potremmo mai immaginare una bottiglietta di plastica di oggi in una teca di cristallo attorno alla quale, fra 2000 anni, si raduner\u00e0 una famiglia giapponese affascinata dalla sublime manifestazione artistica prodotta dal popolo di Raffaello?<\/p>\n<p>Che possibilit\u00e0 avrei mai avuto, aldil\u00e0 dei limiti del mio povero tedesco, di chiarire agli incolti germanici il fatto che non \u00e8 sufficiente collocare un oggetto in una teca all\u2019interno di un museo per renderlo un\u2019opera d\u2019arte? Oggi la cosa mi risulterebbe ancor pi\u00f9 difficile visto che le cosiddette installazioni o performance assurgono al ruolo di opera d\u2019arte! Lo confesso, l\u2019dea di un uomo tutto nudo colorato di rosso che corre incontro alla propria compagna colorata di giallo lungo la camminata della muraglia cinese non riesco a percepirla come un\u2019opera d\u2019arte nonostante l\u2019impegno di diversi amici critici di professione che hanno tentato di spezzare per me il pane sacro dell\u2019essenza estetica. Mi occupo di critica d\u2019arte da trent\u2019anni ed ancora fatico a definire con questo termine numerose icone sacre e costosissime del mercato dell\u2019arte contemporana. Ma allora che fare? Partiamo da un punto certo, di solito \u00e8 utile a mettere ordine: chi potrebbe mai contestare alla Gioconda leonardesca l\u2019attributo di opera d\u2019arte? Milioni di pellegrini hanno consumato ore di attesa per accodarsi al pellegrinaggio al Louvre e consentirsi la breve visone del sorriso di Monna Lisa \u2026 certo, una volta di fronte al miracolo pittorico del 500 italiano, magari studiato anche con coinvolgimento nei libri di scuola, qualcuno, come \u00e8 accaduto a me la mia prima volta al Louvre, \u00e8 rimasto deluso: il dipinto non \u00e8 molto grande, lo si pu\u00f2 ammirare solo da una certa distanza, protetto da una lastra di vetro e con l\u2019angoscia del solito giapponese che spinge e vuole fotografarlo fingendo di non sapere del divieto in tal senso. Ricordo bene la scena, la lenta fila che sosta a singhiozzo di fronte all\u2019opera, l\u2019epressione compresa davanti a tanta bellezza, le considerazioni profonde del genere \u201cLeonardo \u00e8 sempre Leonardo\u201d\u2026 ora, trascurando il fatto che anche Carlo \u00e8 sempre Carlo come Angela \u00e8 sempre Angela, sarebbe pi\u00f9 interessante informare l\u2019osservatore che nove volte su dieci il dipinto esposto \u00e8 una copia, di certo perfetta, ma una copia. Non \u00e8 un dispetto dei francesi ma una necessaria prevenzione e difesa nei confronti del dipinto. Ma tornando all\u2019originale: perch\u00e9 la Gioconda \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte? E se la caustica provocatoria affermazione del caro amico Hobsbawm denunciasse la reale impossibilit\u00e0 ad una chiara definizione di arte? E se fosse concettualmente contraddittoria l\u2019idea di poter sclerotizzare il magico fluire dell\u2019atto creativo in una definizione?<\/p>\n<p>Quando un giorno \u2026 ascoltando la voce antica del silenzio echeggiare nella solitudine di una spiaggia deserta, osservando lontano lo spolverio splendido dell\u2019alba sbocciare dall\u2019orizzonte del mare; quando un giorno \u2026 riuscirai in quell\u2019istante a ri-conoscere il profumo del sorgere del sole \u2026 allora non avrai bisogno che nessuno definisca per te il significato di opera d\u2019arte. Ti consentirai di farti intridere da tanta bellezza, allungherai il braccio cos\u00ec che la tua mano possa accarezzare il velluto del luminio disteso sopra l\u2019azzurro e se, in quel momento, l\u2019altra tua mano potr\u00e0 stringere un\u2019altra mano, quella di chi condivide tanta bellezza \u2026 come non comprendere che amore ed arte sono i nomi che gli uomini assegnano all\u2019assoluto quando scoprono di esserne visitati?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-488549","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/488549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=488549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/488549\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=488549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=488549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=488549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}