{"id":488480,"date":"2020-01-28T08:46:08","date_gmt":"2020-01-28T07:46:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=488480"},"modified":"2020-01-28T08:46:08","modified_gmt":"2020-01-28T07:46:08","slug":"insalata-di-ricci-di-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/01\/insalata-di-ricci-di-mare\/","title":{"rendered":"Insalata di ricci di mare"},"content":{"rendered":"<p>Un uomo che ti porta i ricci di mare ti ama.<br>\nSenza ombra di dubbio. Ti ama di un amore devoto, sacrificale, quasi religioso.<br>\nUn amore che lo porta ancestralmente a immergersi per ore e ore, tra gli scogli e le spine, per avere poi poche leccate di volutt\u00e0.<br>\nE\u2019 una faccenda da maschi di una volta, da eroi della maschera e del boccaglio, da cavernicoli scesi al mare per trovare gioielli preziosi da donare alla propria amata.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Mio padre al mare non veniva quasi mai.<br>\nAl mare, a spiaggia, come si dice da noi, ci accompagnava la mamma.<br>\nAnche alla domenica pap\u00e0 preferiva cedere alla sonnolenza che lo schiantava a bocca aperta sul divano, che seguire la famiglia vociante sulla sabbia affollata.<\/p>\n<p>Ma a volte no.<br>\nA volte compariva verso sera, con la faccia deformata dal sonno e dal bracciolo del divano, e scendeva le scale del lido con quelle ridicole gambette bianche storte e secche attaccate al grosso petto abbronzato e villoso. Non portava n\u00e9 borse n\u00e9 asciugamano, provvedere alla comodit\u00e0 al mare era sicuramente compito della moglie, il suo unico bagaglio era la rete da sub con all\u2019interno la mascherina.<br>\nSfilava il pantaloncino e toglieva la canottiera da mare, e rimaneva con un costumino micro, residuato degli anni settanta, che mi ha sempre causato non poco imbarazzo.<br>\nE poi iniziava a sputare. Con dovizia e estrema cura, sputazzava dentro alla maschera e poi spalmava lo sputo schiumoso sopra tutto il vetro con aria impegnata e soddisfatta.<\/p>\n<p>L\u2019immersione, armato di coltello nello slippino e rete per la raccolta, nel suo immaginario, avrebbe probabilmente dovuto avere la dignit\u00e0 epica livello Poseidone che si inabissa tra i flutti, ma nessuno di noi in realt\u00e0 ha avuto mai il coraggio di rivelargli che risultava perlopi\u00f9 una sbuffante e sgraziata nuotata da cavalletta terrorizzata di affogare in una pozzanghera.<\/p>\n<p>Riemergeva dopo un\u2019oretta, grondante e affannato peggio di Maiorca dopo il record mondiale, coi baffi fradici e il segno della maschera intorno agli occhi, e si fermava a riva a soffiarsi rumorosamente il naso, sistemarsi i gioielli di famiglia dentro allo slippino, pettinarsi il ciuffo diritto sulla testa, mentre mia madre accorreva premurosa con la salvietta, gli asciugava la schiena e ritirava la rete con il prezioso brulicante carico.<\/p>\n<p>Da quando sono a Patmos completamente sola ho realizzato dell\u2019inutilit\u00e0 di tantissime cose.<br>\nLa marea di vestiti che ho portato in quella maledettamente pesante valigia sono inutili, quando non desideri altro che la tua pelle sia pi\u00f9 nuda possibile. Le scarpe sono inutili, quando calpesti con orgoglio e volutt\u00e0 la terra di questa adorata isola. Il costume da bagno \u00e8 inutile, quando la culla ghiacciata di acqua blu ti brama e ti chiama senza veli e senza filtri.<br>\nUtile invece mi \u00e8 il coltello, la maschera, la mia rete.<\/p>\n<p>E\u2019 una faccenda da maschi di una volta, da uomini, da cavernicoli scesi al mare.<br>\nSo che vanno catturate solo le femmine, so che hanno una colorazione diversa, violacee o marroncine. So che vanno prese con delicatezza, senza forzarle, senza ferirle. Sar\u00e0 gi\u00e0 poi orribile la loro morte perch\u00e9 torturarle ulteriormente?<br>\nNon sputo nella maschera, non per rompere la tradizione, ma ho un uomo accanto che mi piace e che sta osservando a bocca aperta questa ventenne italiana e burrosetta che pretende di andare a pesca di ricci senza averlo fatto mai, e non voglio rompere la poesia del momento, mettendomi a scracchiare come un lama con la cicless.<\/p>\n<p>Con la maestosit\u00e0 di una Nereide in procinto di dedicarsi alla mattanza di fauna marina, mi ergo su uno scoglio, il grosso seno al vento, il coltello infilato nel passante dello slip come Ursula Andress, e mi tuffo, convinta di aver quantomeno stupito il povero greco rimasto sullo scoglio.<br>\nLa rete balugina di violacee spine guizzanti e nervose. Le femmine di riccio si agitano in un convulso e sussultante movimento continuo che non le porta in nessun luogo. Sono immobili eppur si muovono. La luce del sole le offende e le irrita e rivela sfumature affascinanti. Il dente vibra con sdegno e rabbia impotente.<\/p>\n<p>Delicatamente ne prendo una su un palmo e la offendo con il coltello in un punto. Il suono croccante mi spinge a guardare nel buco che ho appena creato: muco marroncino, acqua, un\u2019occhiata di corallo.<br>\nInsisto con la lama e apro il riccio praticando un foro circolare, ho alla fine in mano una piccola scodella spinosa pulsante e odorosa.<br>\nI coralli di uova fanno capolino, protetti da una fanghiglia sabbiosa e lattiginosa. Le spine si agitano ancora, e mi solleticano il palmo mentre sale un afrore ferroso, dolciastro, salino. Inebriante e irresistibile.<br>\nCon la punta del coltello elimino la sabbia e i filamenti di protezione e velocemente sciacquo il riccio nell\u2019acqua di mare. Vittima della illusione del mare e della libert\u00e0 inaspettata, sebbene agonizzante, si agita tra le mie mani. I coralli brillano finalmente liberi, gonfi e eccitati dall\u2019acqua di mare, sembrano pulsare sopra il loro contenitore di calcare grigiastro.<\/p>\n<p>La lingua ne cerca uno, due tre. Sulle labbra si sciolgono e diventano una crema setosa, dolce, aromatica, pungente. Il mio naso affonda nel corpo del riccio mentre la lingua cerca ogni granello di godimento. Le spine si agitano ancora, ma con abbandono.<br>\nSocchiudo gli occhi e un p\u00f2 di succo cola tra le labbra, sul mento, sul collo. Tra le mani interiora di riccio, spine, gonadi rossastre e sangue. Non so se mio o suo.<br>\nApro gli occhi e mormoro: \u201dOuzo?\u201d<br>\nIl greco \u00e8 immobile, la bocca spalancata, e mi sembra di vedere, ma forse sbaglio, un piccolo rivolo di saliva.<\/p>\n<p><em>\u201cRosso Pistacchio\u201d \u00e8 la rubrica di Marzia Pistacchio, che ama definirsi \u201cuna truccatrice struccata\u201d. Ogni marted\u00ec uno spazio al femminile dal taglio volutamente \u201cleggero\u201d in cui parlare a 360 gradi di tutto ci\u00f2 che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente. <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/rosso-pistacchio\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Rosso Pistacchio&#8221; \u00e8 la rubrica al femminile di IVG: ogni marted\u00ec si parla di donne con Marzia Pistacchio<\/p>\n","protected":false},"author":18169,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[92071],"class_list":["post-488480","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-rosso-pistacchio"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/488480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18169"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=488480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/488480\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=488480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=488480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=488480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}