{"id":487957,"date":"2020-01-22T08:49:33","date_gmt":"2020-01-22T07:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=487957"},"modified":"2020-01-22T08:49:33","modified_gmt":"2020-01-22T07:49:33","slug":"lo-stato-e-il-suddito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/01\/lo-stato-e-il-suddito\/","title":{"rendered":"Lo Stato e il suddito"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe animale misterioso il suddito: ha bisogno che il potere gli imponga di fare ci\u00f2 che ritiene essere utile e giusto per lui con la precisa consapevolezza che non lo farebbe se non obbligato \u2026 non solo, tenta poi di evitare lo stesso obbligo con la remota coscienza della propria colpa e il malcelato desiderio di essere punito per espiare\u201d. Quando l\u2019amico Gershom Freeman se ne usc\u00ec con questa affermazione, in verit\u00e0 era sera inoltrata, un po\u2019 troppo tardi per le mie abitudini contadine, decisi cos\u00ec di lasciar cadere la provocazione con l\u2019intento di riprendere la questione il giorno successivo ma l\u2019indomani non ebbi pi\u00f9 modo di approfondirla che, come spesso gli accade, all\u2019alba se ne era gi\u00e0 andato. Non mi rimase che la solitudine ed il silenzio mediatativo dei miei boschi a tenermi compagnia nel corso delle mie conseguenti riflessioni al riguardo. In fondo devo ammettere che, ancora una volta, la caustica lucidit\u00e0 del pensiero di Gershom mi trova d\u2019accordo. Pensavo al comportamento dello studente che fa di tutto per non studiare, gi\u00e0 la cosa \u00e8 paradossale visto che l\u2019espressione studente sta ad indicare colui che studia, pur reputando un buon insegnante quello che lo obbliga a tale attivit\u00e0. Certo, magari lo maledice al momento, ma in cuor suo lo apprezza e, nel tempo, finisce per essergli grato. Ne scaturisce l\u2019ovvio e assurdo interrogativo: perch\u00e8 lo studente non fa ci\u00f2 che reputa corretto senza esigere che qualcuno lo obblighi a farlo?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Mi torna alla mente la Critica del programma di Gotha, una lettera scritta da Marx alla fazione Eisenach in riferimento al congresso socialdemocratico che si era tenuto in quella citt\u00e0 nel 1875. In essa \u00e8 evidente l\u2019implicita convinzione del filosofo che il credo comunista fosse una naturale vocazione dell\u2019essere umano. Certo, l\u2019uomo comune cresciuto nella cultura borghese non poteva rendersene conto e reclamava, in verit\u00e0 del tutto inconsapevolmente, la dittatura del proletariato come pedagogo per essere pronto alla fase finale del processo di liberazione. La conclusione del percorso avrebbe dovuto portare, nel tempo, all\u2019eliminazione dello stesso stato comunista poich\u00e8, una volta educato adeguatamente il popolo, una volta depuratolo, per la verit\u00e0 attraverso metodi alquanto discutibili, del peccato capitalistico, questo sarebbe stato consegnato ad un mondo libero ed anarchico pronto per il paradiso in terra. Insomma, l\u2019idea \u00e8 che l\u2019uomo debba generare un feroce potere coercitivo che lo educhi ad essere ci\u00f2 che \u00e8 naturalmente se non corrotto da un diverso potere che lui stesso ha creato con il medesimo intento. Non mi sembra il caso di aprire un complesso contenzioso politico ma non posso che sottolineare i macroscopici rimandi alla fase dello stato etico hegeliano, un mostro che si colloca oltre ogni considerazione morale del soggetto con evidenti ammiccamenti al Leviatano di Hobbes, per poi sublimarsi nella filosofia che consente allo stesso uomo di raggiungere, ancora una volta, il suo paradiso in terra. Non ne ho pi\u00f9 discusso con Gershom ma sono certo che sorridendo avrebbe chiosato: \u201cTi rendi conto che si sostiene che l\u2019uomo sia tanto stupido da non essere felice naturalmente, da costruirsi una prigione con le tendine alle finestre oltre le quali colloca un mostro feroce come il Leviatano, nelle forme hegeliane o marxiane che siano, per insegnargli a divenire ci\u00f2 che era prima di aver messo in atto questa assurda farsa?\u201d Gi\u00e0: e quando mai si \u00e8 sentito di un cappone che si autoinvita a cena? Perch\u00e8 questo dovrebbe essere il ruolo dello stato!<\/p>\n<p>Un secondo aspetto interessante dell\u2019affermazione di apertura sta nel desiderio dell\u2019uomo di essere punito per la colpa commessa, che sia un peccato in senso religioso o una infrazione in senso legale poco cambia. Come non riandare al capolavoro di Dostoevskij, Delitto e castigo, come non riconoscere il fragile e feroce animo di Raskol\u2019nikov, i suoi sensi di colpa, il suo anelito all\u2019espiazione? Sappiamo che Dostoevskij \u00e8 un genio e che come tale ha saputo descrivere l\u2019assurdo del quotidiano, ma questo non ci giustifica nel replicarne la trama nel nostro tuttigiorni. D\u2019altra parte da Adamo a Prometeo l\u2019essere umano ha generato miti tragici fondati sulla colpa e l\u2019espiazione eroica! Possibile mai che la nostra specie non sappia credere di meritarsi qualcosa di meglio?<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore sottolineatura va operata sulla frase di Gershom: a mio avviso, con precisa determinazione, il mio caro e inquietante interlocutore non ha usato il termine uomo ma quello di suddito. Io credo che intendesse affermare, con una sottile vena di ottimismo, che il triste destino descritto nelle righe precedenti sia quello del suddito e non dell\u2019uomo. A questo punto la questione diviene: siamo capaci di pensarci come esseri umani e non come sudditi? Stiamo procedendo lungo il cammino della coscienza della nostra meravigliosa natura libera e creativa o stiamo scivolando lungo il piano inclinato che ci render\u00e0 sudditi obbedienti? Il mio particolare osservatorio non pu\u00f2 che rendermi ottimista: il fatto stesso che questa rubrica sia entrata nella seconda centina, per la precisione questo articolo \u00e8 il numero 102, e che pi\u00f9 persone la seguano, non necessariamente condividendone sempre i contenuti, ma sempre riflettendo liberamente e disinteressatamente, credo sia la prova pi\u00f9 evidente e solare del desiderio di libero pensiero che attraversa l\u2019uomo di oggi, indipendentemente dal suo credo politico e religioso. E che altro sar\u00e0 mai un \u201cpensiero altro\u201d se non quello di un essere umano che si interroga sugli eterni perch\u00e9, sul fine ultimo della nostra esistenza che \u00e8 la ricerca della felicit\u00e0 e della bellezza?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-487957","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/487957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=487957"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/487957\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=487957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=487957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=487957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}