{"id":487801,"date":"2020-01-20T14:33:18","date_gmt":"2020-01-20T13:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=487801"},"modified":"2020-01-20T14:33:18","modified_gmt":"2020-01-20T13:33:18","slug":"il-soggiorno-del-regista-fellini-a-finalborgo-il-ricordo-di-gabriello-castellazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/01\/il-soggiorno-del-regista-fellini-a-finalborgo-il-ricordo-di-gabriello-castellazzi\/","title":{"rendered":"Il soggiorno del regista Fellini a Finalborgo: il ricordo di Gabriello Castellazzi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale Ligure<\/strong>.\u00a0Il nostro lettore Gabriello Castellazzi dedica un\u00a0testo tratto dal suo libro \u201cRitorno a Finalborgo\u201d, in occasione del centenario dalla nascita del<strong>\u00a0grande regista<\/strong> <strong>Federico Fellini.\u00a0<\/strong>Di seguito l\u2019intero pensiero.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cEravamo agli inizi degli <strong>anni settanta alla vigilia della corsa ciclistica Milano-Sanremo<\/strong>: il rito di primavera che in quegli anni appassionava i finalesi molto pi\u00f9 di oggi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTanti si preparavano a raggiungere i luoghi pi\u00f9 strani e suggestivi per poter vedere bene la carovana multicolore degli atleti in bicicletta. Alcuni volevano raggiungere le curve del Malpasso, altri si organizzavano per salire in cima alla Torre Colombara, sulla punta della Caprazoppa; da quel punto panoramico, con il binocolo, <strong>si potevano seguire i campioni del pedale da Finale fin quasi a Pietra Ligure<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>\u201cNell\u2019Albergo Florenz, di Finalborgo, i primi ospiti di una primavera particolarmente mite si dedicavano a brevi passeggiate all\u2019interno delle mura; i pi\u00f9 sportivi affrontavano la via Berretta per visitare Castel Gavone. Verso l\u2019ora del t\u00e8, nel viale alberato di fronte all\u2019albergo si fermava una grossa auto: <strong>una lussuosa 1300 Fiat<\/strong>. Ne scendevano un signore di mezza et\u00e0 ed un\u2019elegante signorina. Il proprietario, il signor Rinaldo, dal suo ufficio vedeva l\u2019arrivo dei nuovi clienti e preparava l\u2019accoglienza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAperta la porta a vetrata dell\u2019ingresso salutava in primo luogo la <strong>signorina elegante e di bell\u2019aspetto c<\/strong>he, con accento francese, chiedeva se era possibile avere ospitalit\u00e0 per una sola notte. \u2018Certamente!\u2019 \u2013 era la risposta \u2013 \u2018Non siamo ancora in piena stagione e una delle stanze pi\u00f9 belle \u00e8 senz\u2019altro a vostra disposizione\u2019. \u2018Veramente, gradiremmo due camere\u2019 \u2013 diceva la signorina. \u2018Non c\u2019\u00e8 problema. Adesso vi accompagno ai piani superiori e potrete scegliere con comodo\u2019. Dicendo questo, il signor Rinaldo, lanciava qualche occhiata all\u2019accompagnatore e pensava: \u2018Sar\u00e0 il marito o un amico occasionale?'\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn po\u2019 perplesso per la <strong>differenza di et\u00e0 tra la ragazza ed il maturo ospite<\/strong>, cercava di capirne la provenienza. Era <strong>incuriosito<\/strong> in modo particolare <strong>dal distinto signore con quei capelli brizzolati ed il viso nascosto<\/strong> dietro un gran paio di occhiali da sole: si accorgeva di una <strong>fisionomia quasi familiare<\/strong>, ma per quanto si sforzasse di ricordare non gli veniva in mente niente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSaliti ai piani superiori visitavano le due stanze pi\u00f9 accoglienti, quelle arredate con mobili antichi. \u2018Ma questo \u00e8 un mobilio Luigi Filippo!\u2019, esclamava il signore, togliendosi gli occhiali per osservare meglio il letto, l\u2019armadio e le sedie, proprio con l\u2019attenzione di una persona che sapeva apprezzare le cose belle. A questo punto il signor Rinaldo rimaneva, come si dice, di sale. <strong>Il viso del suo nuovo ospite assomigliava incredibilmente a quello di un notissimo regista<\/strong>. Possibile? Forse sar\u00e0 un sosia. Mantenendo un atteggiamento professionale Rinaldo non diceva nulla\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl sosia del grande regista si avvicinava al letto, si sdraiava e, dopo averne valutato con delicatezza la consistenza diceva: \u2018Qui si sta proprio bene. Complimenti. Era da un pezzo che non entravo in una stanza d\u2019albergo arredata con mobili di antiquariato e cos\u00ec accogliente\u2019. Rinaldo aveva un tuffo al cuore: anche la voce era proprio quella del regista visto e sentito tante volte in televisione e al cinema. <strong>Che sia proprio lui?<\/strong> E la signorina chi \u00e8? Non assomiglia nemmeno lontanamente alla moglie\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPoco dopo scendevano in silenzio verso la reception. Rinaldo premuroso presentava il libro per la registrazione degli ospiti. La signorina scriveva il suo nome, Colette B.; passava quindi la penna al misterioso personaggio. La firma era abbastanza chiara: <strong>Federico Fellini<\/strong>, proprio quel nome era scritto sulla pagina del librone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA questo punto Rinaldo abbandonava un po\u2019 la sua distaccata professionalit\u00e0 e non riuscendo a trattenere l\u2019entusiasmo diceva: \u2018Quale onore avere nel mio albergo un artista come lei! La ringrazio per aver scelto di fermarsi a <strong>Finalborgo<\/strong>\u2018. Con voce quasi un po\u2019 timida il regista rispondeva: \u2018Veramente non ero mai stato da queste parti, andavamo a Cannes per ritirare un premio e cercavo un posto tranquillo per riposare un po\u2019 fuori dal traffico. Mi dica un po\u2019 cos\u2019\u00e8 quella strana torre che si vede in cima alla collina?'\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019orgoglio finalese di Rinaldo saltava fuori immediatamente: \u2018Quella \u00e8 la Torre dei Diamanti di Castel Gavone. Nel medioevo il maniero, distrutto poi dai genovesi, era la dimora dei Marchesi del Carretto. Subito sotto c\u2019\u00e8 Castel San Giovanni costruito in epoca pi\u00f9 recente e meno mal ridotto: i lavori di restauro dovrebbero iniziare proprio tra pochi mesi. Dal Castel San Giovanni, come vede, iniziano le mura medievali che scendono e circondano tutto il Borgo, con le sue case e il campanile del Convento di Santa Caterina. Tutto \u00e8 veramente pittoresco , molti turisti vengono in visita e fanno anche tante fotografie'\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019illustre ospite un po\u2019 sovrappensiero ascoltava e guardava, poi diceva: \u2018Mi ha fatto venire un\u2019idea; sono stato troppo seduto in auto, quasi quasi prendo la macchina fotografica che ho nella valigia . Se \u00e8 cos\u00ec gentile da accompagnarmi, una bella passeggiata mi far\u00e0 bene e magari possiamo trovare qualche angolo da fotografare. C\u2019\u00e8 ancora un\u2019ottima luce, se non la disturbo ed \u00e8 disponibile a farmi da guida, tra cinque minuti sar\u00f2 da lei\u2019. \u2018Ma ci mancherebbe! Per me sar\u00e0 un vero piacere accompagnarla. L\u2019aspetter\u00f2 qui all\u2019ingresso'\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRinaldo non stava pi\u00f9 nella pelle. Scendeva subito al piano terra, dove il personale preparava la cena. Entrando nelle cucine annunciava con voce squillante: \u2018Ragazzi, questa sera abbiamo un ospite illustre: Federico Fellini, il regista\u2019.<strong> Tutti si voltarono a guardarlo<\/strong> ed uno di loro gli diceva: \u2018Signor Rinaldo, lei ha sempre voglia di scherzare, cosa ci fa Fellini da queste parti? Con tutto il rispetto per il suo albergo, i registi di quel livello se non trovano almeno un \u201ccinque stelle\u2019, non si fermano nemmeno\u2019. \u2018Lo sapevo che non mi credevate. E allora venite a vedere il registro con nome e cognome; ma presto, perch\u00e9 devo uscire a fargli da guida e non voglio che vi veda all\u2019ingresso come un gruppo di curiosi e ci facciamo anche una brutta figura\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSorridendo per il probabile scherzo, Nicola e Sandro accettavano la sfida, salivano nell\u2019ufficio dove era aperto il registro degli arrivi. Non si trattava per niente di uno scherzo, la firma si leggeva bene: Federico Fellini. Rientravano velocemente al piano terra a confermare, tra la sorpresa dei colleghi, la presenza dell\u2019inatteso e illustre personaggio. Intanto Rinaldo aspettava gli ospiti per una passeggiata tra i vicoli del vecchio borgo. Nella hall scendeva per\u00f2 solo il regista; la signorina aveva deciso di rimanere in camera a riposare fino all\u2019ora di cena\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Rinaldo<\/strong> non era male come guida, <strong>cercava di illustrare come meglio poteva tutti gli aspetti pi\u00f9 caratteristici del suo paese<\/strong>: le mura, il campanile, la chiesa, ecc. <strong>Fellini ascoltava distrattamente<\/strong> come se stesse seguendo dei pensieri lontani: osservava i carruggi, gli archi, le facciate dei palazzi pi\u00f9 antichi. Camminando lentamente, ogni tanto si fermava ad osservare con attenzione, quasi scoprendo in ogni nuova inquadratura un\u2019ipotetica scenografia. Sollevava la sua Rolley professionale e scattava foto su foto. Chiss\u00e0 che cosa aveva in mente: forse stava valutando gli ambienti adatti a un nuovo film\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuando la luce si stava ormai attenuando, decisero di avviarsi verso l\u2019albergo. Attraversando il borgo, le poche persone distratte non facevano caso a uno dei tanti turisti che giravano curiosi per via Nicotera, piazza Santa Caterina e Piazza del Tribunale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl mattino seguente i due ospiti facevano colazione in sala, tra le occhiate curiose degli altri clienti. Sistemate le valige e sbrigate le solita formalit\u00e0 Fellini si avvicin\u00f2 a Rinaldo : stringendogli la mano gli disse con la sua voce inconfondibile: \u2018Un bel arrivederci!\u2019. Saliva sull\u2019elegante 1300 Fiat e si allontanava\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Purtroppo Federico Fellini non ritorn\u00f2 pi\u00f9<\/strong> all\u2019Albergo Florenz e il sogno di un possibile set cinematografico nel Bbrgo medievale di Finale occup\u00f2 la mente di un grande regista solo per un pomeriggio di primavera\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre il centenario dalla nascita del famoso regista<\/p>\n","protected":false},"author":18838,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,120],"tags":[86109],"class_list":["post-487801","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-lettere","tag-finalborgo","post_cat_citta-finale-ligure","post_tag_personaggi-federico-fellini"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/487801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18838"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=487801"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/487801\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=487801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=487801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=487801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}