{"id":486032,"date":"2019-12-27T09:02:34","date_gmt":"2019-12-27T08:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=486032"},"modified":"2019-12-27T09:02:34","modified_gmt":"2019-12-27T08:02:34","slug":"a-vendone-i-dolci-tipici-di-natale-sono-i-cachi-essiccati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/12\/a-vendone-i-dolci-tipici-di-natale-sono-i-cachi-essiccati\/","title":{"rendered":"A Vendone i dolci tipici di Natale sono i cachi essiccati"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 una delle tipicit\u00e0 di Vendone, e ormai, come altre eccellenze del piccolo comune della Valle Arroscia savonese, ha ottenuto la De.Co., non solo un marchio di tradizione e tipicit\u00e0, ma anche un modo per valorizzare e promuovere una produzione di nicchia, ma di grande bont\u00e0: sono i cachi essiccati, antica tecnica che trasforma un frutto, povero e buonissimo, in pratica selvatico, in una vera specialit\u00e0. Quella che fino a un anno fa era una pratica, quasi esoterica, in uso in poche famiglie, grazie alla De.Co. \u00e8 diventato un prodotto che da quest\u2019anno si trova in vendita, anche se in quantit\u00e0 limitata. A intuire le potenzialit\u00e0 dei cachi essiccati, dolcetto tipico del Natale, quando la vita era di certo \u201cpi\u00f9 grama\u201d di oggi, l\u2019azienda agricola U Tumeo di Vendone, gestita con passione dai giovani fratelli Ciocca, che da quest\u2019anno hanno messo in vendita i prelibati frutti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_838\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_838\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Marina Siboni, la donna delle antiche ricette dalla Valle Arroscia, racconta la tecnica: \u201cSi raccolgono i cachi ancora verdi, si creano delle lunghe collane con del filo, si sistemano nei seccatoi e si lasciano per alcune settimane, sino a quando i frutti si rimpiccioliscono, quasi dei canditi. Erano, in pratica, dei dolcetti che venivano mangiati sotto Natale, altri tempi, non c\u2019era certo l\u2019abbondanza di oggi\u201d. I cachi essiccati sono stati messi in mano ad alcuni chef creativi, come Lorenza Giudice, che li hanno abbinati alla bottarega di muggine ottenendo sapori di grande interesse. La produzione, al momento, \u00e8 limitata, ma l\u2019interesse suscitato negli ultimi tempi dalle produzioni di nicchia dell\u2019entroterra sta facendo aumentare i produttori.<\/p>\n<p>E, durante i lavori per concedere la De.Co., \u00e8 emerso un particolare inatteso, un legame di gusto con il Giappone e la California. Capita, infatti, che i  cachi secchi massaggiati siano anche un prodotto tradizionale in Giappone, e sono ancora prodotti da alcuni americani di origini giapponesi. Del resto i cachi arrivano dall\u2019Oriente, anche se \u00e8 difficile, se non impossibile, stabilire un nesso tra cachi essiccati di Vendone e quelli giapponesi. A sorprendere \u00e8 il procedimento di essiccazione, identico. I frutti utilizzati nel Sol Levante e in California vengono raccolti verdi. Dopo essere stati pelati vanno appesi per il picciuolo con un pezzo di resistente spago da cucina lungo 8-10 pollici ed appesi sopra delle assicelle di legno, facendo attenzione che i frutti non siano a contatto uno con l\u2019altro. Passata una settimana i cachi si sono ammorbiditi ed iniziano ad essere massaggiati tutti i giorni per 3-4 settimane. Questo processo porta lo zucchero contenuto in superficie ed il frutto si ricopre cos\u00ec di una dolce fioritura. Come a Vendone.<\/p>\n<p><em>\u201cLiguria del gusto e quant\u2019altro\u201d \u00e8 il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa (alla scrittura) e Stefano (alle ricerche), per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potr\u00e0 obiettare. Vero, ma diversa perch\u00e9 cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarit\u00e0, le curiosit\u00e0, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/liguria-del-gusto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Liguria del gusto e quant&#8217;altro&#8221; \u00e8 la rubrica gastronomica di IVG, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":18168,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[91746],"class_list":["post-486032","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-liguria-del-gusto","post_cat_citta-vendone"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/486032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18168"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=486032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/486032\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=486032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=486032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=486032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}