{"id":485342,"date":"2019-12-18T10:16:51","date_gmt":"2019-12-18T09:16:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=485342"},"modified":"2019-12-18T10:18:25","modified_gmt":"2019-12-18T09:18:25","slug":"orche-a-genova-la-ricercatirce-islandese-mrusczok-ecco-come-ne-abbiamo-scoperto-la-provenienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/12\/orche-a-genova-la-ricercatirce-islandese-mrusczok-ecco-come-ne-abbiamo-scoperto-la-provenienza\/","title":{"rendered":"Orche a Genova, la ricercatirce islandese Mrusczok: &#8220;Ecco come ne abbiamo scoperto la provenienza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Genova.<\/strong> Arriva dalla collaborazione del team composto dai ricercatori di Menkab, i documentaristi di Artescienza e il dipartimento Distav con l\u2019Ngo\u00a0Orca Guardians Iceland guidato da Marie Therese Mrusczok\u00a0il primo confronto che ha permesso l\u2019identificazione del pod di orche che ormai da quasi 20 giorni staziona nell\u2019area del porto di Pr\u00e0, a Genova.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLa ricercatrice islandese ci ha raccontato di come dopo aver letto della segnalazione di un gruppo di orche in zona italiana, abbia iniziato a cercare informazioni per realizzare un possibile confronto, nonostante le sembrasse improbabile che un gruppo di orche potesse arrivare cos\u00ec a Sud e in area mediterranea\u201d, racconta Biagio Violi (PhD Universit\u00e0 di Genova-Menkab).<\/p>\n<p>\u201cNon avevo ancora visto delle buone foto identificative, nessun primo piano. La maggior parte delle persone stava pubblicando video dai cellulari e mi ero quasi arresa. Poi un follower di Orca Guardians mi ha contattato dicendomi che c\u2019erano foto migliori, quindi ho ricontrollato e ho trovato le vostre foto (Menkab, il respiro del mare e Artescienza ndr) di alta qualit\u00e0 con cui fare un confronto. Quando ho visto la forma della pinna non c\u2019erano tanto orche che potevano essere un match e quando ho visto la saddle patch il confronto era ovvio\u201d, spiega Marie in collegamento video dall\u2019Islanda con i documentaristi di Artescienza.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601714.jpg\" alt=\"Orche Genova Islanda \"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Le immagini sono state raccolte durante le prime uscite a bordo dell\u2019imbarcazione da ricerca Menkab prima dell\u2019ordinanza, emessa dal Ministero a tutela delle orche, vista la quantit\u00e0 di curiosi che questi animali stavano attirando.<\/p>\n<p>Le successive foto, che hanno permesso di catturare i dettagli utili alla foto-identificazione (pinna dorsale e saddle patch di ogni individuo), sono state realizzate grazie al contributo operativo e logistico della Capitaneria di Porto di Genova, che da due settimane monitora il pod di orche e accompagna a bordo i team di ricerca coinvolti (Acquario di Genova, Universit\u00e0 di Genova \u2013 DISTAV e DIFI, Tethys Reasearch Institute \u00a0e WhaleWatch Genova).<\/p>\n<p>Identificare gli esemplari e la loro provenienza era fondamentale per capire meglio le loro abitudini alimentari e per giustificare l\u2019ampiezza di queste migrazioni. Per raggiungere Genova questo pod avrebbe percorso 5.200 km, la rotta migratoria pi\u00f9 lunga mai registrata.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/12\/orche-genova-islanda-601713.jpg\" alt=\"Orche Genova Islanda \"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Il team Menkab\/Artescienza ha voluto approfondire soprattutto l\u2019alimentazione del gruppo di orche, chiedendo qual \u00e8 la preda preferita delle orche da loro identificate: \u201cE\u2019 una domanda un po\u2019 difficile \u2013 risponde Marie Therese \u2013 \u00a0perch\u00e9 le orche in Islanda possono cambiare prede, dipende sempre da quale gruppo stiamo considerando. Le orche islandesi sono considerate mangiatrici di aringhe, utilizzano una tecnica chiamata carousel feeding con cui cacciano le aringhe costringendole in una bolla e le colpiscono con la coda, uccidendole. Questo \u00e8 quello che osserviamo d\u2019inverno. In estate abbiamo altri gruppi che si nutrono anche di altre prede. Abbiamo gi\u00e0 visto il gruppo che avete in Italia cibarsi di aringhe. Quindi possiamo dire con certezza che si cibano di pesce, ma non escludiamo che possano cacciare anche mammiferi marini come focene e foche\u201d.<\/p>\n<p>Il confronto finale si \u00e8 concentrato su possibili azioni future, chiedendo consigli in base alla loro esperienza: \u201cLe orche devono continuare ad essere tutelate il pi\u00f9 possibile dalla presenza di imbarcazioni di curiosi \u2013 continua Marie \u2013 l\u2019osservazione da terra, in punti strategici da parte di esperti del settore, rimane un ottimo sistema per monitorare il pod e il loro comportamento\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe motivazioni per cui questo gruppo abbia deciso di stazionare per cos\u00ec tanto tempo nell\u2019area genovese restano incerte e su queste si pu\u00f2 continuare a fare solo supposizioni, sperando che possano riprendere la strada per il mare aperto\u201d.<\/p>\n<p><em>Le foto sono state fornite dai\u00a0documentaristi di Artescienza<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Forma della pinna inconfondibile: sono mangiatrici di aringhe&#8221;. Mistero sulla presenza in Italia<\/p>\n","protected":false},"author":18599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[111226,111267],"class_list":["post-485342","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-orche","tag-orche-a-genova","post_cat_citta-genova"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/485342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=485342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/485342\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=485342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=485342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=485342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}