{"id":484450,"date":"2019-12-09T18:02:19","date_gmt":"2019-12-09T17:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=484450"},"modified":"2019-12-09T18:04:48","modified_gmt":"2019-12-09T17:04:48","slug":"teardo-il-destino-capovolto-tra-pochi-giorni-in-libreria-il-nuovo-libro-di-bruno-lugaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/12\/teardo-il-destino-capovolto-tra-pochi-giorni-in-libreria-il-nuovo-libro-di-bruno-lugaro\/","title":{"rendered":"&#8220;Teardo, il destino capovolto&#8221;: tra pochi giorni in libreria il nuovo libro di Bruno Lugaro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Uscir\u00e0 la prossima settimana nelle librerie savonesi il libro <strong>\u201cTeardo, il destino capovolto\u201d<\/strong> del giornalista <strong>Bruno Lugaro<\/strong>. Il volume ripercorrer\u00e0 le vicende dell\u2019ex presidente della Regione che nei primi anni \u201980 fin\u00ec al centro delle cronache nazionali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_545\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_545\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 il 14 giugno del 1983 quando, all\u2019alba, i carabinieri si presentano nella residenza albisolese di <strong>Alberto Teardo<\/strong>, da pochi giorni ex presidente della Regione Liguria e leader carismatico del partito socialista. Hanno in mano un mandato d\u2019arresto per <strong>associazione a delinquere di stampo mafioso<\/strong>, una vicenda legata a un grande giro di tangenti, dieci anni prima del ciclone di Mani Pulite. Teardo finisce in carcere a Vercelli, una settimana prima delle elezioni politiche che lo avrebbero portato ad occupare una poltrona a Montecitorio e forse a ricoprire un incarico di viceministro del governo Craxi. Invece rest\u00f2 due anni e due mesi in custodia cautelare preventiva.<\/p>\n<p>La condanna in primo grado arriv\u00f2 l\u2019<strong>8 agosto 1985<\/strong>: 12 anni e 9 mesi, oltre all\u2019interdizione perpetua dai pubblici uffici. <strong>Diciassette i capi d\u2019imputazione a suo carico<\/strong>, tra i quali concussione, estorsione, peculato. Il 416 bis, l\u2019associazione mafiosa, non venne per\u00f2 riconosciuto dai giudici, altrimenti il verdetto sarebbe stato ancora pi\u00f9 pesante. Nel 1988, <strong>in Appello, la pena fu ridotta a 7 anni e 10 mesi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong>, che l\u2019autore definisce \u201cspiazzante\u201d (<strong>\u201cNon mi interessava unirmi al plotone d\u2019esecuzione\u201d<\/strong> spiega sui social) e che ha richiesto diversi anni di lavoro, <strong>contiene anche un\u2019intervista inedita proprio con Teardo, oggi 82enne, che si \u00e8 sempre proclamato innocente<\/strong> e \u201cvittima di un agguato\u201d che aveva per protagonisti alti ranghi istituzionali, magistrati, giornali, il Pci e logge \u201cspurie\u201d della massoneria.<\/p>\n<p>Di seguito, in esclusiva per IVG, un\u2019anteprima tratta dal libro \u201cTeardo, il destino capovolto\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>A Genova, il Teardo non ancora trentenne, ha nel frattempo conosciuto un politico importante, suo vicino di casa a Castelletto: l\u2019avvocato Giuseppe \u201cPippo\u201d Macchiavelli, esponente della borghesia laica e risorgimentale, ex capo partigiano \u201cStella\u201d, leader del Psi ligure. I due diventano amici. \u00c8 Macchiavelli il suo maestro. L\u2019avvocato vede in quel giovanotto veneziano, grande lavoratore e mente fertile, la stoffa del politico. Ha bisogno di uno come lui.\u00a0 Lo introduce nei circoli socialisti della sua area, quella autonomista che fa capo a Pietro Nenni. Non impiega molto Teardo a mettersi in mostra, seppure penalizzato dall\u2019essere un forestiero in una citt\u00e0, Genova, avara di opportunit\u00e0 per i giovani.<\/p>\n<p>\u201c<em>Erano i primi anni Sessanta, divenni vice segretario locale del Psi, con delega ai temi sindacali. Ma il partito aveva soprattutto bisogno di un uomo alla Cgil di Savona. Macchiavelli me lo propose. Non ci pensai su due volte. Quelli erano gli anni della scissione tra Psi e Psiup. C\u2019era da lavorare sodo ed io mi sentivo pronto. Dovevamo arginare l\u2019emorragia di iscritti e risorse, conseguenza di quello strappo\u201d. <\/em>In altre parole \u00e8 in atto una migrazione all\u2019interno della Fiom Cgil di dirigenti socialisti verso gli scissionisti dello Psiup. Ci\u00f2 determina un indebolimento della componente socialista all\u2019interno della Camera del Lavoro, a tutto vantaggio del Pci. Teardo deve colmare il vuoto lasciato da altri e fermare l\u2019esodo<em>. \u201cIl Psi aveva l\u2019esigenza di essere rappresentato alla Fiom. Accettai subito la sfida. La vidi come servizio al partito. Lasciai il mio lavoro a Genova, di pubbliche relazioni con mio cognato e l\u2019import-export con la mia societ\u00e0 \u201cLa Serenissima\u201d. Non conoscevo Savona, ma non mi ci volle molto a capire che il Pci la faceva da padrone. Il sindacato, poi, era completamente nelle mani dei comunisti con i quali ero in netto contrasto. Segretario della Camera del Lavoro era Armando Magliotto\u00bb.<\/em> Originario di Villefranche, leader nascente del Pci ligure, circondato da un\u2019aurea di gloria per essere stato un giovanissimo e coraggioso partigiano. Nel tempo nacque una competizione tra i due. Teardo, segretario della Fiom, riesce a rompere il blocco comunista nella Cgil e a respingere l\u2019offensiva del Psiup.<\/p>\n<p>Il \u201cveneziano\u201d comincia a fare drizzare le antenne a tutti. Magliotto ne riconosce l\u2019abilit\u00e0 e da politico consumato capisce che \u00e8 meglio evitare lo scontro e piuttosto tentare la via del dialogo. Che fra i due, per\u00f2, sar\u00e0 sempre complicato.<\/p>\n<p>Il simbolo della battaglia sindacale \u00e8 lo stabilimento Balbontin di corso Ricci. Oltre trecento operai rischiano il posto di lavoro. La fabbrica, una fonderia, \u00e8 occupata a oltranza per iniziativa della componente socialista della Fiom-Cgil. Per Teardo, a quell\u2019epoca con una folta barba, \u00e8 la prima \u201cuscita\u201d pubblica di un certo rilievo a Savona. Ha subito un ruolo da protagonista. Se lo conquista trascorrendo ore, giorni, accanto ai lavoratori disperati. Come uno di loro. Dorme su una sdraio. Organizza il soccorso rosso che significa mandare alcune lavoratrici, con i carretti al mercato, per chiedere gratuitamente prodotti da cucinare alla mensa dei dipendenti. \u201c<em>Sentivamo il dovere di difendere i lavoratori, ma anche di vigilare sulla tutela dei delicati e costosi macchinari\u201d.<\/em> Teardo sa toccare le corde giuste per tenere uniti i lavoratori\u2026\u2026\u2026.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il volume ripercorrer\u00e0 le vicende dell&#8217;ex presidente della Regione e conterr\u00e0 un&#8217;intervista inedita. 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