{"id":483889,"date":"2019-12-04T08:00:23","date_gmt":"2019-12-04T07:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=483889"},"modified":"2019-12-03T18:39:19","modified_gmt":"2019-12-03T17:39:19","slug":"la-consapevolezza-del-somaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/12\/la-consapevolezza-del-somaro\/","title":{"rendered":"La consapevolezza del somaro"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon vi \u00e8 peggior schiavit\u00f9 di quella che s\u2019ignora\u201d afferma Stephen Richard Lyster Clark, filosofo inglese che riprende, mi sembra abbastanza evidente, uno dei miti pi\u00f9 suggestivi del pensiero platonico, quello esposto nel settimo libro della Repubblica: il mito della caverna. Rinvio ad un altro momento una riflessione specifica su quel mito e vorrei occuparmi, in questa sede, del concetto preludiale a quel mito. Nell\u2019introduzione platonica all\u2019analisi della sua stessa allegoria, Socrate si rivolge a Glaucone nell\u2019intento di chiarire la sua idea di paideia, che potremmo tradurre con educazione o, forse ancor pi\u00f9 precisamente nello specifico, come filosofia politica. Come spesso accade nei suoi dialoghi, Platone ricorre ad una allegoria, cito testualmente: \u201cPensa a uomini chiusi in una specie di caverna sotterranea, che abbia l\u2019ingresso aperto alla luce per tutta la lunghezza dell\u2019antro; essi vi stanno fin da bambini incatenati alle gambe e al collo, cos\u00ec da restare immobili e guardare solo in avanti, non potendo ruotare il capo per via della catena.\u201d Mi sembra evidente il nesso fra la citazione di Clark ed il passo platonico, il problema \u00e8 riuscire a comprendere se siamo schiavi e non ce ne rendiamo conto. Ora, non intendo sviluppare l\u2019analisi in relazione al testo platonico, preferisco attualizzarla riconoscendo la caverna e l\u2019impossibilit\u00e0 di avere \u201cun altro punto di vista\u201d nell\u2019attuale societ\u00e0 di mercato che sarebbe ancor pi\u00f9 chiarificante ribattezzare societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non \u00e8 forse opinione comune che il compito principe di ogni essere umano sia quello di raggiungere un sempre pi\u00f9 elevato tenore di vita senza domandarsi quali siano i parametri per definirlo \u201celevato\u201d se non quelli del \u201cmaggiore consumo\u201d? Ma gli uomini d\u2019oggi vivono in un sistema strutturato secondo questa logica e \u201d vi stanno fin da bambini incatenati\u201d non nelle gambe e al collo ma, ancor pi\u00f9 tragicamente, nella testa e nel cuore. Non \u00e8 consequenziale che essi sappiano giudicare come reale solo un mondo strutturato secondo questi principi? Tutti sono disposti a lottare e sacrificarsi per raggiungere l\u2019obiettivo che il sistema ha posto loro davanti agli occhi, certo, non il medesimo per tutti, ognuno pu\u00f2 scegliere cosa rincorrere, ci\u00f2 che conta \u00e8 che lo faccia con ferrea determinazione, orgogliosamente, fino a raggiungere la meta e sentirsi un adulto, maturo, saggio e consapevole \u2026 e se questa fosse la consapevolezza del somaro che intitola queste righe? Non oso paragonarmi a Platone, so bene che non \u00e8 bello, che chi si loda s\u2019imbroda e che devono dirlo gli altri chi sei \u2026 per ulteriori considerazioni al riguardo rimando allo scorso appuntamento dove si parla della gallina e del chicco di grano, per ora mi limito a ricorrere ad una allegoria come faceva spesso il ben pi\u00f9 illustre maestro.<\/p>\n<p>Un mugnaio aveva un asino tanto robusto quanto reticente verso i suoi ordini, gli era indispensabile per far girare la grossa macina del suo mulino. Aveva realizzato una struttura in legno che poteva essere agganciata comodamente alla schiena dell\u2019animale e che, se questo si fosse deciso a camminare, avrebbe perfettamente risposto alle sue esigenze. Il fatto era che il somaro non aveva nessuna intenzione di svolgere un simile lavoro, faticoso e stupido, sempre l\u00ec a girare in tondo e solo per soddisfare le esigenze del mugnaio. Qualcuno sugger\u00ec allo sconfortato fattore di ricorrere alla violenza, ma le percosse producevano corse intermittenti intervallate da soste ostinate e pericolose pedate verso il padrone, il mugnaio non sapeva proprio che fare. Finalmente gli venne in aiuto un vecchio saggio, qualcuno nel paese sosteneva addirittura fosse un filosofo, che gli sugger\u00ec un geniale stratagemma. Seguendo gli illuminati consigli del vecchio, il mugnaio colloc\u00f2 dei paraocchi ai lati del muso del somaro, gli leg\u00f2 un legno dalla criniera a circa cinquanta centimetri davanti al muso, vi appese una corda che aveva legata alla estremit\u00e0 penzolante una succosa carota. Immediatamente il somaro prese a muoversi rincorrendo il gustoso tubero e, molto soddisfatto dalla propria determinazione al conseguimento dell\u2019obiettivo, eccolo che prese a far girare la pesante macina con grande soddisfazione del mugnaio che, riposta la verga che utilizzava per percuoterlo inutilmente, si sedette a godere l\u2019accumularsi progressivo della farina fino a che, giunta la sera, sleg\u00f2 il somaro dal giogo e lo gratific\u00f2 con la carota.<\/p>\n<p>Mi accorgo di aver intrapreso un percorso che mi sar\u00e0 impossibile concludere in queste poche righe, mi affido allora all\u2019acume dei miei lettori, magari rinviando ad un prossimo incontro un ulteriore sviluppo e solo se esplicitamente richiesto, per ora mi limito a suggerire gli interrogativi indispensabili per decriptare l\u2019allegoria: Chi \u00e8 il mugnaio? Cos\u2019\u00e8 la macina? Cos\u2019\u00e8 la carota? Chi \u00e8 il saggio? Chi \u00e8 il somaro? Mi limito, pertanto, a provare a suggerire un\u2019ipotesi di riflessione intorno ad un quesito conclusivo e trasversale: tutto questo \u00e8 inevitabile o si possono avanzare sviluppi meno alienanti?<\/p>\n<p>Le scuole di pensiero pi\u00f9 accreditate hanno sposato, cerco di semplificare, o la tesi che l\u2019unica via di uscita sia di spezzare la macina ed eliminare il mugnaio o, in alternativa, cercare di essere il mugnaio. Nel primo caso il rischio \u00e8 di dover, una volta eliminato mugnaio e macina, realizzare un nuovo mulino che altrimenti risulterebbe complesso produrre farina di cui, in ogni caso, avremmo necessit\u00e0 e il problema si riproporrebbe in altri termini nemmeno cos\u00ec diversi da quelli del nostro esempio. L\u2019altra ipotesi vedrebbe realizzarsi il medesimo schema con la sola variante che il somaro avr\u00e0 assunto il ruolo del mugnaio ma che, inevitabilmente, qualcuno interpreter\u00e0 il suo antico ruolo: difficile considerarla ortodossa a meno di giustificare eticamente il suggerimento del saggio. Io non lo so, non ho mai condiviso le tesi \u201cpi\u00f9 accreditate\u201d, mi sento pi\u00f9 vicino al pensiero dell\u2019amico Carl Gustav Jung che afferma: \u201c[\u2026] solo un cambiamento dell\u2019atteggiamento individuale potr\u00e0 portare con s\u00e9 un rinnovamento dello spirito delle nazioni. Tutto comincia con l\u2019individuo\u201d. Sono passati sessant\u2019anni da quando il maestro svizzero ha espresso il pensiero sopra citato e, purtroppo, la macina continua a girare, per\u00f2 credo che qualcuno abbia compreso che non importa raggiungere la carota, qualsiasi cosa essa sia, se non riusciamo a cercare dentro di noi, anche l\u2019eventuale conquista sar\u00e0 sempre e solo sconfitta.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-483889","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/483889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=483889"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/483889\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=483889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=483889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=483889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}