{"id":483353,"date":"2019-11-28T13:54:53","date_gmt":"2019-11-28T12:54:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=483353"},"modified":"2019-11-28T13:54:53","modified_gmt":"2019-11-28T12:54:53","slug":"nascite-il-san-paolo-di-savona-tra-le-prime-cinque-strutture-in-liguria-come-numero-di-parti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/nascite-il-san-paolo-di-savona-tra-le-prime-cinque-strutture-in-liguria-come-numero-di-parti\/","title":{"rendered":"Nascite, il San Paolo di Savona tra le prime cinque strutture in Liguria come numero di parti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona. <\/strong>Il portale\u00a0di public reporting delle strutture sanitarie italiane<a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>, ha realizzato un\u2019<b>indagine sugli ospedali italiani pi\u00f9 performanti per numero di parti<\/b> (fonte: PNE 2018 relativo all\u2019anno 2017). L\u2019alto volume di attivit\u00e0, infatti, si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_119\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_119\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><b>In Liguria,<\/b> le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano parti sono 11. Il 27,3% rispetta il valore di riferimento fissato a 1000 parti. Tutte rispettano il valore minimo di 500 nascite l\u2019anno.<\/p>\n<p>Il portale riporta la classifica regionale dei punti nascita pi\u00f9 performanti per volume di parti (fonte dati: PNE 2018). A conquistare le prime posizioni sono l\u2019Ospedale San Martino di Genova, l\u2019Istituto Gianna Gaslini di Genova, l\u2019Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, l\u2019Ospedale Sant\u2019Andrea di La Spezia e l\u2019<strong>Ospedale San Paolo di Savona.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza conta anche nei reparti di maternit\u00e0. Un alto numero di parti eseguiti in un anno, infatti, si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini. \u00c8 bene tenerne conto al momento di scegliere l\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Su <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>, portale di public reporting in ambito sanitario, che dal 2013 rappresenta un punto di riferimento per individuare la struttura in cui curarsi, \u00e8 disponibile la classifica dei punti nascita per volume annuale di parti (fonte dei dati \u00e8 il PNE 2018 di Agenas, riferito all\u2019anno 2017). Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che ne eseguono almeno 10 all\u2019anno sono <b>445<\/b>.<\/p>\n<p><b>In aumento, ma ancora bassa, la percentuale dei centri sopra i 1.000 parti:\u00a0<\/b>\u201cLe evidenze scientifiche dimostrano che il volume di attivit\u00e0 pu\u00f2 avere un impatto significativo sull\u2019efficacia degli interventi e sull\u2019esito dell\u2019assistenza per madre e neonato\u201d, spiega <b>Elena Azzolini<\/b>, medico specialista in Sanit\u00e0 Pubblica e membro del comitato scientifico di <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>. Perci\u00f2 le autorit\u00e0 ministeriali hanno stabilito \u2013 con l\u2019Accordo Stato Regioni del 2010 \u2013 la soglia minima di 1.000 parti annui tra i punti fermi per valutare la bont\u00e0 di una struttura. In quanti la rispettano?\u201d.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Dei <b>445<\/b> ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 10 parti all\u2019anno, solo <b>172 (il 38,7% del totale)<\/b> superano i 1.000 parti annui: il 43% si trova al nord, il 20,3% al centro e il 36,6% al sud. Nell\u2019edizione precedente (riferita all\u2019anno 2016), le strutture totali \u2013 che eseguivano almeno 10 parti annui \u2013 erano 461, di queste il 38% raggiungeva la soglia ministeriale di 1.000 parti. <b>\u201cL\u2019aumento delle strutture che rispettano lo standard e il relativo calo del numero totale degli ospedali indicano che stiamo andando nella giusta direzione per assicurare ai cittadini le maggiori garanzie di sicurezza\u201d<\/b>, spiega Elena Azzolini.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Le strutture pubbliche o private accreditate che, invece, eseguono tra i 500 e i 1.000 parti all\u2019anno sono<b> 184 (il 41,3% del totale)<\/b>: il 41,3% \u00e8 situato al nord, il 15,2% al centro e il 43,5% al sud.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><b>In calo gli ospedali sotto i 500 parti (ma ancora ben un quinto del totale)<\/b><\/p>\n<p>Diminuiscono, di anno in anno, anche gli ospedali che effettuano meno di 500 parti annui che, in base all\u2019accordo Stato Regioni del 2010, dovrebbero essere gi\u00e0 chiusi. Secondo l\u2019ultima valutazione del PNE relativa al 2017, sono <b>89 (il 20% del totale)<\/b> contro i 97 (il 21%) dell\u2019anno prima: il 40,4% \u00e8 situato al nord, il 23,6% al centro e il 36% al sud.<\/p>\n<p>Queste strutture nel 2017 hanno effettuato appena 26.461 parti, pari al <b>5,76%<\/b> dei parti totali (459.399 parti): un volume di attivit\u00e0 piuttosto basso rispetto ai 297.211 (<b>64,7%<\/b>) parti dei punti nascita che ne eseguono pi\u00f9 di 1000 e ai 135.727 (<b>29,54%<\/b>) parti degli ospedali che ne effettuano tra 500 e 1000. La buona notizia \u00e8 che la percentuale di parti eseguiti in questi centri poco performanti sta calando progressivamente: nel 2012 era pari al 7,1% (37.523 parti) mentre nel 2017 \u00e8 scesa al 5,76% (25.951 parti). In 5 anni si \u00e8 registrata quindi una diminuzione del <b>30,8%<\/b>.<\/p>\n<p>Quanto alla percentuale di parti effettuati nelle strutture in linea con le direttive ministeriali (quelle che eseguono pi\u00f9 di 1000 parti annui) sta lievemente aumentando: nel 2012 si attestava al 64,2% mentre nel 2017 \u00e8 passata al 64,7%.<\/p>\n<p>Tra i limiti dei centri che eseguono meno di 500 parti annui c\u2019\u00e8 anche un elevato ricorso al parto chirurgico: delle 65 strutture di cui \u00e8 possibile calcolare la percentuale di tagli cesarei (quelli cio\u00e8 con volumi superiori a 220 parti), ben <b>59 (il 90,8%)<\/b> superano il limite indicato dal ministero e solo <b>6 (9,2%)<\/b> si mantengono sotto il valore di riferimento fissato al 15% (per le maternit\u00e0 che eseguono meno di 1.000 parti).<\/p>\n<p>\u201cPer garantire una maggiore sicurezza, questi centri andrebbero accorpati o riconvertiti, ad esempio in ambulatori. Un discorso a parte va fatto per gli ospedali situati nelle valli o in montagna, localit\u00e0 difficili da raggiungere, in cui dei punti nascita devono necessariamente esserci anche se i loro volumi di attivit\u00e0 non sono in linea con gli standard\u201d, spiega <b>Grace Rabacchi<\/b>, Direttore Sanitario dell\u2019Ospedale Sant\u2019Anna \u2013 A.O.U Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino.<\/p>\n<p><b>Giusta proporzione di tagli cesarei: indice di adeguatezza delle cure<\/b><\/p>\n<p>La <b>giusta proporzione di tagli cesarei<\/b>, insieme ai volumi, \u00e8 tra i fattori pi\u00f9 importanti a cui guardare al momento di scegliere l\u2019ospedale, perch\u00e9 \u00e8 indicativo dell\u2019adeguatezza dell\u2019assistenza prestata. In Italia, il regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell\u2019assistenza ospedaliera (DM 70) fissa i valori massimi relativi ai cesarei primari al 25% per le maternit\u00e0 che effettuano pi\u00f9 di 1.000 parti annui e \u2013 come detto precedentemente \u2013 al 15% per quelle che ne eseguono meno di 1.000.<\/p>\n<p>L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, invece, afferma fin dal 1985, che una proporzione di cesarei superiore al 15% non \u00e8 giustificata. \u201cRispetto al parto vaginale, il parto con taglio cesareo comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino, motivo per cui dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni materne o fetali specifiche\u201d, spiega Elena Azzolini.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><b>In crescita la percentuale di punti nascita che rispettano anche lo standard sui cesarei<\/b><\/p>\n<p>Dei <b>172<\/b> ospedali pubblici o privati accreditati che effettuano pi\u00f9 di 1.000 parti all\u2019anno, <b>107<\/b> <b>(il 62,2%)<\/b> vantano anche una percentuale di tagli cesarei inferiore al 25%, come indicato dalle autorit\u00e0 ministeriali: il 63,5% \u00e8 situato al nord, il 20,6% al centro e il 15,9% al sud. <b>\u201cAnche in questo caso, la percentuale di strutture in linea con i parametri fissati dal ministero \u00e8 salita dal 58% del 2016 al 62,2% del 2017, il che significa che, seppur lentamente, siamo sulla buona strada\u201d<\/b>, spiega Elena Azzolini.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Delle <b>184<\/b> strutture pubbliche o private accreditate che eseguono tra i 500 e i 1.000 parti, invece, solo <b>26 (il 14,2%) hanno un tasso di tagli cesarei inferiore al 15%<\/b>: l\u201984,6% si trova al nord, il 7,7% al centro e il 7,7% al sud.<\/p>\n<p><b>Parto chirurgico: in progressivo calo nel nostro Paese<\/b><\/p>\n<p>Sebbene l\u2019Italia sia tra i Paesi che effettuano pi\u00f9 cesarei in Europa, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a un costante miglioramento della situazione: dal dato medio nazionale del 29% del 2010 si \u00e8 passati, infatti, al 23,3% del 2017 (anno in cui si stima che a oltre 17mila donne \u00e8 stato risparmiato un taglio cesareo primario). Nell\u2019ultimo anno di valutazione la percentuale \u00e8 scesa ulteriormente: nel 2016, infatti, la media nazionale si attestava al 24,5%. Rimangono, per\u00f2, importanti differenze all\u2019interno di ogni singola regione e tra le regioni su cui occorre lavorare.<\/p>\n<p><b>Come scegliere il punto nascita?<\/b><\/p>\n<p>Volumi e giusta proporzione di parti cesarei sono due fattori importanti da guardare perch\u00e9 indicativi dell\u2019esperienza e dell\u2019adeguatezza delle cure prestate, ma ci sono anche altri aspetti da non sottovalutare. Le donne, in genere, hanno aspettative precise riguardo al momento della nascita del loro bambino: c\u2019\u00e8 chi ci tiene a partorire nel modo pi\u00f9 naturale possibile, chi vuole assolutamente contenere il dolore, chi desidera il neonato con s\u00e9 24 ore su 24 e chi chiede di conservare il sangue del cordone ombelicale. Non si pu\u00f2 prescindere, poi, dall\u2019andamento della gravidanza: se insorgono patologie a carico della donna o del nascituro durante l\u2019attesa bisogna necessariamente puntare su un centro hub di II livello che disponga di strumentazione adeguata e di una Terapia Intensiva Neonatale. \u201cInvece, se la gravidanza \u00e8 fisiologica, la futura mamma pu\u00f2 scegliere di farsi seguire presso i consultori e di partorire negli ospedali spoke di 1\u00b0 livello \u2013 ben collegati ai centri hub di 2\u00b0 \u2013 purch\u00e9 vantino adeguati volumi di attivit\u00e0\u201d, spiega Grace Rabacchi.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale, quindi, informarsi per tempo per capire se la struttura prescelta risponde alle proprie esigenze: se dispone cio\u00e8 di un servizio di <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2060&c=prestazione&q=Analgesia%20epidurale%20gratuita%20h24%207%20giorni\/7\"><b>analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni su 7<\/b><\/a>, di una vasca per il <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2063&c=prestazione&q=Parto%20in%20acqua\"><b>parto in acqua<\/b><\/a> e di un servizio di <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=240&c=parola-chiave&q=Rooming-in\"><b>rooming-in 24 ore su 24<\/b><\/a>. E ancora: se \u00e8 un <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2066&c=prestazione&q=Centro%20raccolta%20sangue%20del%20cordone%20ombelicale\"><b>centro di raccolta del sangue del cordone ombelicale<\/b><\/a> o se \u00e8 presente una <a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=59&c=area-specialistica&q=Terapia%20Intensiva%20Neonatale\"><b>Terapia Intensiva Neonatale<\/b><\/a>.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><b>Un portale in aiuto dei cittadini<\/b><\/p>\n<p>Tutte queste informazioni sono disponibili su <a href=\"http:\/\/www.doveecomemicuro.it\/\">www.doveecomemicuro.it<\/a>, portale che vanta un <b>database di oltre 2.300 strutture<\/b>: tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate, poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.<\/p>\n<p><b>Come eseguire la ricerca?<\/b><\/p>\n<p>Per confrontare le strutture \u00e8 sufficiente inserire nel \u201ccerca\u201d la parola desiderata, ad esempio \u201cparto\u201d e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per volume di attivit\u00e0, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili.<\/p>\n<p>Il semaforo verde indica il rispetto delle soglie ministeriali mentre la barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale.<\/p>\n<p>La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualit\u00e0 come volumi di attivit\u00e0 (dati validati e diffusi dal PNE \u2013 Programma Nazionale Esiti gestito dall\u2019Agenas per conto del Ministero della Salute). \u00c8 possibile inserire nel \u201ccerca\u201d anche un trattamento <b>(<\/b><a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2060&c=prestazione&q=Analgesia%20epidurale%20gratuita%20h24%207%20giorni\/7\"><b>analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni su 7<\/b><\/a><b>, <\/b><a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2063&c=prestazione&q=Parto%20in%20acqua\"><b>parto in acqua<\/b><\/a><b>, <\/b><a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=2066&c=prestazione&q=Centro%20raccolta%20sangue%20del%20cordone%20ombelicale\"><b>centro raccolta sangue del cordone ombelicale<\/b><\/a><b>)<\/b>, o un\u2019area specialistica <b>(<\/b><a href=\"https:\/\/www.doveecomemicuro.it\/strutture?id=59&c=area-specialistica&q=Terapia%20Intensiva%20Neonatale\"><b>Terapia Intensiva Neonatale<\/b><\/a><b>)<\/b>, quindi restringere il campo alla regione o alla citt\u00e0 di appartenenza. Per <b>filtrare ulteriormente <\/b>i risultati, basta spuntare le caselle della colonnina a sinistra relative, ad esempio, ai <b>Bollini Rosa<\/b>, il premio assegnato agli ospedali attenti alle esigenze femminili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al primo posto l&#8217;ospedale San Martino di Genova con 1513 parti, di cui il 35% circa cesarei <\/p>\n","protected":false},"author":17962,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[66176,3223],"class_list":["post-483353","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-ospedale-san-paolo-savona","tag-ospedali","post_cat_citta-provincia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/483353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17962"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=483353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/483353\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=483353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=483353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=483353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}