{"id":482692,"date":"2019-11-22T09:04:14","date_gmt":"2019-11-22T08:04:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=482692"},"modified":"2019-11-22T09:04:14","modified_gmt":"2019-11-22T08:04:14","slug":"varazze-nel-convento-dei-domenicani-un-convegno-su-santa-caterina-da-siena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/varazze-nel-convento-dei-domenicani-un-convegno-su-santa-caterina-da-siena\/","title":{"rendered":"Varazze, nel convento dei Domenicani un convegno su Santa Caterina da Siena"},"content":{"rendered":"<p><strong>Varazze.\u00a0<\/strong>Sabato 16 novembre 2019 a Varazze, nella Sala Capitolare del convento dei Domenicani, con il titolo <i>Dalle lettere di Caterina da Siena all\u2019Epistolario di santa Caterina da Siena<\/i> \u00e8 stata presentata, a cura di <i>Antonella Dejure<\/i>, dell\u2019Istituto Storico Italiano per il Medio Evo di Roma, l\u2019edizione dell\u2019Epistolario di santa Caterina da Siena che l\u2019Istituto stesso sta approntando.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_834\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_834\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dopo una breve introduzione storica sulla figura di Caterina, compreso il suo particolare rapporto con Varazze, la relatrice ha illustrato in primo luogo il passaggio dalle singole lettere all\u2019epistolario: le lettere dettate da Caterina nell\u2019ultimo decennio della sua vita (1370-1380) erano redatte per essere inviate a destinatari reali, ma nello stesso tempo, in considerazione della fama di \u201csanta viva\u201d di cui godeva la Senese, venivano trascritte per essere conservate. Si formarono cos\u00ec diverse raccolte, alcune gi\u00e0 durante la vita di Caterina, la maggior parte di esse dopo la sua morte: gli studi preliminari hanno permesso di raggrupparle in tre grandi ambiti che ruotano intorno a tre figure dell\u2019<i>entourage<\/i> della futura Santa, Neri di Landoccio Pagliaresi, Stefano Maconi e Tommaso Caffarini.<\/p>\n<p>Ad oggi sono note 386 lettere di Caterina, delle quali sono conservati soltanto otto \u201coriginali\u201d effettivamente spediti ai destinatari, di cui uno presso i domenicani di Catania e sei a Siena; le altre lettere sono contenute nelle raccolte cui si accennava.<\/p>\n<p>Ad oggi sono noti 67 manoscritti contenenti lettere di Caterina, la maggior parte dei quali conservati in Italia, mentre quello considerato pi\u00f9 importante \u00e8 a Vienna; nessuno di essi, per\u00f2, contiene lo stesso numero di lettere nello stesso ordine e questa situazione rende pi\u00f9 complesso il lavoro degli editori, che si sono orientati a prendere in esame lettera per lettera e non raccolta per raccolta.<\/p>\n<p>Nella sua edizione del 1860 Nicol\u00f2 Tommaseo aveva cercato di ordinare le lettere secondo un criterio cronologico, ma la quasi totalit\u00e0 di esse cos\u00ec come ci sono giunte non sono datate e moltissime non sono neppure databili, non contenendo elementi che permettano di stabilirne l\u2019epoca e le circostanze di composizione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli aspetti linguistici, il problema fondamentale \u00e8 il senese di Caterina. La santa quasi certamente sapeva leggere (il sistema scolastico della Toscana del secondo Trecento era molto avanzato), e forse anche scrivere, ma conformemente alla sua condizione preferiva affidarsi a segretari: \u00e8 attestato per\u00f2 che le lettere esprimevano il pi\u00f9 fedelmente possibile il suo pensiero ed appare quindi molto probabile che Caterina esercitasse un controllo diretto su di esse prima che venissero spedite. Cos\u00ec come oggi le conosciamo, per\u00f2, le lettere risultano sottoposte ad un pesante processo di fiorentinizzazione, probabilmente ad opera di chi le ha raccolte o addirittura degli editori successivi, Tommaseo compreso. Si pone quindi il problema di quale sia stato il rapporto tra l\u2019autrice, i suoi collaboratori e quanti hanno trascritto le lettere organizzando le raccolte, sia per quanto riguarda la composizione delle lettere sia per quanto riguarda le fonti utilizzate pi\u00f9 o meno direttamente nelle lettere stesse, che l\u2019edizione segnaler\u00e0 in uno specifico apparato.<\/p>\n<p>Un altro problema che gli editori devono affrontare \u00e8 costituito dalle varianti: confrontando i vari manoscritti, molto spesso si riscontrano diversit\u00e0 nel testo che non sono classificabili come veri e propri errori, ma che ne modificano pi\u00f9 o meno lievemente il significato. L\u2019apparato critico di cui l\u2019edizione sar\u00e0 corredata render\u00e0 conto di tutte le <i>lezioni<\/i>, cio\u00e8 parole o frasi, non messe a testo e quindi \u201c<i>scartate<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019edizione \u00e8 promossa dall\u2019Istituto Storico Italiano per il Medio Evo di Roma con la collaborazione della Provincia Romana di santa Caterina da Siena dell\u2019Ordine dei Predicatori e con il coinvolgimento delle Universit\u00e0 di Napoli, di Siena e di Torino: attualmente del gruppo di lavoro fanno parte una quindicina di persone, coordinate da <i>Antonella Dejure<\/i>.<\/p>\n<p>I curatori hanno scelto di non proseguire l\u2019edizione iniziata nel 1940 da Eugenio Dupr\u00e9 Theseider, di cui fu pubblicato soltanto il primo volume contenente 88 lettere, anche in considerazione del fatto che i manoscritti oggi noti sono pi\u00f9 numerosi di quelli a suo tempo utilizzati in questa edizione.<\/p>\n<p>L\u2019uscita del primo volume, contenente la descrizione dei 67 codici e pi\u00f9 in generale l\u2019introduzione all\u2019intero lavoro, \u00e8 prevista prima dell\u2019estate 2020; ad essa dovrebbe seguire nel 2021 il primo volume, contenente 70 lettere.<\/p>\n<p>La dottoressa <i>Dejure<\/i> ha concluso ringraziando anche a nome dell\u2019Istituto per l\u2019interesse dimostrato nei confronti di questa impresa editoriale e proponendo nuovi incontri a Varazze per presentare i volumi pubblicati, prevedendo anche la possibile partecipazione del professor Massimo Miglio, direttore dell\u2019edizione, presidente dell\u2019Istituto stesso e accademico dei Lincei.<\/p>\n<p>La risposta da parte della relatrice alle domande poste da alcuni presenti ha concluso la manifestazione.<\/p>\n<p>Un particolare ringraziamento a TeleVarazze, la cui presenza ha assicurato anche a chi non era presente la possibilit\u00e0 di ascoltare la conferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad oggi sono noti 67 manoscritti contenenti lettere di Caterina, la maggior parte dei quali conservati in Italia<\/p>\n","protected":false},"author":17962,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[107247],"class_list":["post-482692","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-festa-santa-caterina","post_cat_citta-varazze"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/482692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17962"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=482692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/482692\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=482692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=482692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=482692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}