{"id":481785,"date":"2019-11-13T07:42:36","date_gmt":"2019-11-13T06:42:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=481785"},"modified":"2019-11-13T07:47:15","modified_gmt":"2019-11-13T06:47:15","slug":"chi-ha-paura-del-leviatano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/chi-ha-paura-del-leviatano\/","title":{"rendered":"Chi ha paura del Leviatano?"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Homo homini lupus&#8221; \u00e8 oramai un modo di dire abbastanza conosciuto che deriva da un testo di Plauto, l&#8217;Asinaria o commedia degli asini, divenuto pi\u00f9 noto attraverso l&#8217;uso che ne ha fatto Tommaso Hobbes nell&#8217;elaborazione del suo pensiero politico, in primis nel De cive e, in maniera pi\u00f9 ampia, nella sua opera pi\u00f9 nota, il Leviatano. Non ci interessa in questa sede contestualizzare e storicizzare il pensiero hobbesiano nell&#8217;Inghilterra del XVII secolo, quanto verificarne la fondatezza e la pretesa attualit\u00e0. L&#8217;espressione latina significa che ogni essere umano \u00e8 un lupo per il proprio simile: senza estendere la riflessione sul fatto, di per s\u00e8 estremamente significativo, dell&#8217;implicita antropomorfizzazione del comportamento del lupo che ricorre allo stereotipo di una crudelt\u00e0 cannibalesca assolutamente assente tra quegli animali, \u00e8 opportuno domandarsi: \u00e8 cos\u00ec fondata l&#8217;analisi del filosofo inglese? Magari in un altro momento potremo anche contrapporla a quella antitetica formulata da Rousseau, ci basti per ora di osservarla attraverso un pensiero &#8220;altro&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di Hobbes \u00e8 che gli uomini in origine vivevano in una condizione di selvaggia ed assoluta libert\u00e0 in quello che il pensatore inglese chiama lo stato di natura. In realt\u00e0 la conoscenza e lo studio di tale condizione \u00e8 inaccessibile anche alla moderna antropologia culturale, ma viene assunta come certa, logicamente e storicamente inevitabile, quale momento precedente a quello dell&#8217;essere umano civilizzato. Insomma, prima di organizzarsi secondo la logica del diritto, del contratto, della legge, ogni uomo era agito solo da un egoistico istinto di sopravvivenza, una sorta di lotta di tutti contro tutti regolata dall&#8217;elementare ed inconsapevole principio di &#8220;mors tua vita mea&#8221;. Secondo quest&#8217;ottica gli esseri umani, naturalmente inadatti ad un reciproco amore, furono indotti all&#8217;associazione solo da un utilitaristico spirito che li indusse a vedere nella collaborazione non un modo per essere generosi ed amorevoli verso i propi simili ma un sistema pi\u00f9 vantaggioso ai fini della sopravvivenza. Cos\u00ec come nello stato di natura l&#8217;unica legge era l&#8217;istinto che generava una perpetua condizione di guerra, bellum omnium contra omnes, nella condizione dello stato di diritto ogni singolo aliena gran parte della sua congenita libert\u00e0 per avere in cambio sicurezza, questo grazie alla creazione di un ente superiore ad ogni singolo componente la societ\u00e0, una sorta di mostro capace di regolare tutto il gruppo e di punire ed anche eliminare chi ne minacciasse la collettiva sopravvivenza. Tale mostro \u00e8 rappresentato da un essere di origine biblica che si chiama Leviatano. \u00c8 chiaro che dopo averlo creato ogni individuo si \u00e8 trovato nella condizione di dover sottostare alla volont\u00e0 del mostro stesso, accettandola per i vantaggi compensativi che questa condizione avrebbe dovuto offrire, nella speranza che tale volont\u00e0 si autodirezionasse nel senso auspicato dall&#8217;interesse collettivo. Ultima notazione didascalica: l&#8217;atto di abdicazione da parte di ogni singolo in favore di una generale utilit\u00e0, insomma, il contratto che decreta l&#8217;alienazione del potere di ognuno nei confronti del mostro-stato-leviatano, \u00e8, in Hobbes, irreversibile, ma in questo la storia lo ha smentito, o almeno ci ha provato, in numerose circostanze.<\/p>\n<p>Ora: davvero ogni essere umano \u00e8 un animale feroce e istintivamente proteso a togliere a ogni suo simile per celebrare il proprio egoismo? Forse, al contrario, \u00e8 pi\u00f9 corretto, come sostiene una diversa scuola di pensiero, riconoscere l&#8217;egoistica aggressivit\u00e0 nell&#8217;uomo di oggi, cio\u00e8 il frutto dello stato e non la sua genesi. Oppure finalmente il percorso verso la civilt\u00e0, la solidariet\u00e0 nei confronti dei meno fortunati generata dalla cultura e l&#8217;abitudine al rispetto del diritto hanno prodotto esseri umani che sanno vivere in armonia, pi\u00f9 o meno positiva, regolata da uno stato non pi\u00f9 mostro leviatano ma solo garante della serenit\u00e0 e della pace? Mi sembra interessante osservare quanto spesso i genitori, non nello stato di natura, che per certo anche allora qualcuno si sar\u00e0 amato generando una vita, quante volte oggi i genitori si rivolgono al proprio figlio pi\u00f9 o meno in questo modo: &#8220;Figlio mio, stai attento, la vita l\u00e0 fuori non \u00e8 come quella in famiglia, il pap\u00e0 e la mamma ti vogliono bene, ti proteggono e non ti faranno mai del male, ma l\u00e0 fuori devi stare attento, tutti vorranno prevaricarti, ingannarti, sfruttarti. La vita \u00e8 terribile, ma noi ci saremo sempre, quando piangerai, quando ti sentirai sopraffatto e umiliato come \u00e8 occorso un poco a chiunque, certo, anche a noi, purtroppo, figlio mio, questa \u00e8 la vita, per cui, quando esci, sguaina le unghie e impara a difenderti&#8221;<\/p>\n<p>Qualche sommessa osservazione in un&#8217;ottica altra. La prima: intanto sarebbe interessante poter proseguire ad osservare il dialogo tra gli amorevoli genitori ed il giovane oramai presumibilmente terrorizzato, non credete che sarebbe plausibile ipotizzare un interrogativo spontaneo da parte del giovane che per certo domanderebbe &#8220;Ma benedetti genitori, dite di amarmi e vi credo, per\u00f2 non riesco bene a comprendere: se sapevate che la vita \u00e8 una tale sofferenza, con quale logica amorosa avete deciso di mettermici in mezzo?&#8221;  La seconda: ma se ogni giovane uscendo da casa si attrezzasse con espressione feroce e unghie sguainate, non credete che, una volta &#8220;l\u00e0 fuori&#8221; si troverebbe circondato da suoi simili con espressioni feroci e artigli sguainati tanto da dover riconoscere come fondate le allarmante raccomandazioni genitoriali? Non sarebbe rinata e inverata quella giungla selvaggia nella quale impera la lotta di tutti contro tutti e, contemporaneamente, ribadita la necessit\u00e0 di un mostro supervisore che limiti la ferocia istintiva dell&#8217;uomo? Terza e conclusiva: non sarebbe ipotizzabile e perseguibile una via diversa, magari capace di rimettere al centro un essere umano educato alla fiducia ed alla solidariet\u00e0?<\/p>\n<p>Lo so, \u00e8 da quasi mezzo secolo, da quando ero ragazzo che mi sento ripetere dai saggi adulti che la mia idea \u00e8 quella di cambiare il mondo e questa \u00e8 un&#8217;utopia, ma il mio amico Ernst Bloch afferma che solo chi crede nell&#8217;utopia pu\u00f2 avere la speranza di farlo.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-481785","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481785","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=481785"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481785\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=481785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=481785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=481785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}