{"id":481149,"date":"2019-11-06T08:00:30","date_gmt":"2019-11-06T07:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=481149"},"modified":"2019-11-05T17:32:18","modified_gmt":"2019-11-05T16:32:18","slug":"un-uomo-con-le-ovaie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/un-uomo-con-le-ovaie\/","title":{"rendered":"Un uomo con le ovaie"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChiamare la donna il sesso debole \u00e8 una calunnia; \u00e8 un\u2019ingiustizia dell\u2019uomo nei confronti della donna\u201d, \u00e8 una affermazione che non rientra nelle canoniche del Mahatma Gandhi, un uomo immenso per quello che ha saputo realizzare ma anche molto particolare per il suo rapporto con l\u2019altro sesso. Ma non \u00e8 di questo che ci occupiamo oggi, vogliamo analizzare una questione che pu\u00f2 apparire solo lessicale ma che riveste una valenza culturale e, pertanto, di interesse filosofico davvero notevole. La citazione del Mahatma ci immette in medias res: ha senso parlare di sesso forte in relazione agli uomini? Se il riferimento \u00e8 alla capacit\u00e0 muscolare direi che l\u2019interrogativo \u00e8 addirittura pleonastico, ma se i parametri si discostano dalla forza fisica per avvicinarsi a quella intellettuale o morale o sessuale la questione si complica. Ma l\u2019affermazione gandhiana sottolinea anche un secondo elemento interessante, cio\u00e8 che il giudizio \u00e8 fondamentalmente costruito da una prospettiva maschile e maschilista. Approfitto dell\u2019argomento per estrapolare un paio di battute, a mio avviso illuminanti, dal testo teatrale che la compagnia di Proteo metter\u00e0 in scena sabato 9 novembre al teatro Sacco di Savona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_391\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_391\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_391').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_391\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La scena si svolge in un interno nel quale tre giovani donne, Consuelo, Alice ed Elena, stanno conversando con un amico, un uomo che si manifesta come lontano dallo stereotipo maschile. \u00c8, infatti, sensibile, attento agli altri e non afflitto da una patologica urgenza di affermazione, insomma, non si pensa come maschio alfa e non \u00e8 avvilito da ansia di prestazione. Una delle ragazze, portavoce di un giudizio condiviso anche dalle amiche, definisce Sandro, questo il nome dell\u2019insolito maschio, \u201cun uomo con le ovaie\u201d. A quel punto il presunto uomo con le ovaie manifesta i propri limiti peculiarmente maschili, infatti reputa il giudizio dell\u2019amica non come un apprezzamento ma come una buona ragione per sentirsi offeso. Inevitabilmente le tre amiche sono costrette a rendere comprensibile anche all\u2019ottica maschile il senso della loro affermazione, con sottile e caustica ironia \u2026 ma forse \u00e8 utile che citi direttamente il testo:<\/p>\n<p><strong>Consuelo<\/strong> Sai quante volte degli uomini per farmi comprendere la loro stima mi hanno attribuito i loro \u2026 attributi?<br>\n<strong>Sandro<\/strong> Non ti seguo<br>\n<strong>Alice<\/strong> [ \u2026 ] Allora: se un uomo vuole dimostrare apprezzamento per una donna la definisce una donna con le palle, non \u00e8 cos\u00ec?<br>\n<strong>Elena<\/strong> E la donna in questione dovrebbe sentirsi gratificata, non \u00e8 vero?<br>\n<strong>Consuelo<\/strong> Ma se una donna ti definisce un uomo con le ovaie tu ti senti quasi offeso.<\/p>\n<p>Credo che il breve confronto non richieda alcun chiarimento, forse, per\u00f2, \u00e8 utile sottolineare come sia quantomeno inusuale che una donna si senta in diritto di esprimere un apprezzamento nei confronti di un uomo attribuendogli le proprie peculiarit\u00e0 genitali, almeno tanto quanto sia reputato lecito e premiante affermare che una donna di temperamento \u00e8 tale perch\u00e8 partecipa degli attributi maschili. Quanti secoli di maschilismo surrettizio hanno potuto generare una sorta di autocensura anche nel pensiero al femminile?<\/p>\n<p>Una delle reazioni pi\u00f9 tipiche a seguito della presa di coscienza della discriminazione culturale alla quale si riferisce quanto appena scritto, \u00e8 quella di affermare che non esistono ragioni per distinguere i due sessi. Ma ne siamo davvero cos\u00ec sicuri? Non parlo ovviamente di differenze salariali, professionali, comportamentali e via di seguito, mi sembrerebbe offensivo nei confronti dell\u2019intelligenza dei miei lettori, \u00e8 ovvio che non esista ragione per simili distinguo. Ma siamo certi che sia opportuno per l\u2019universo femminile pensarsi attraverso i parametri di quello maschile? E viceversa? In un mondo che scivola sul piano inclinato della omogenizzazione globale, un mondo dove le distinzioni si perdono in una \u201ctrippa husserliana\u201d e gli unici distinguo sono di natura economica (distinzioni paradossalmente al contrario omologanti) non sarebbe utile ri-scoprire la bellezza delle diversit\u00e0? Non sarebbe vantaggioso per tutti fare tesoro della ricchezza di chi osserva la magmatica colata dell\u2019esistenza da \u201cun altro punto di vista\u201d?<\/p>\n<p>Forse \u00e8 questo il compito che potrebbe essere svolto soprattutto dal mondo al femminile, insegnare all\u2019altra met\u00e0 quanto sia stupida e perdente la globalizzazione antropologica, l\u2019annichilirsi del \u201cio amo e sono viva\u201d in un \u201cnoi siamo omogenei\u201d, forse solo imparando ad amare le proprie peculirit\u00e0 sar\u00e0 possibile riuscire ad apprezzare quelle altrui. \u00c8 proprio una riflessione profonda sui ruoli del maschile e del femminile nel nostro tempo uno dei temi conduttori del testo teatrale dal quale ho ricavato le battute citate pi\u00f9 sopra, ed anche se l\u2019epilogo potr\u00e0 apparire sorprendente, sar\u00e0 possibile riconoscere nella vicenda numerose sfaccettature del nostro quotidiano che, magari, non abbiamo tempo o coraggio di evidenziare. Non mi resta che dare a tutti appuntamento al Sacco e \u2026 \u201cbuon teatro altro\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-481149","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=481149"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481149\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=481149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=481149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=481149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}