{"id":481033,"date":"2019-11-04T16:14:48","date_gmt":"2019-11-04T15:14:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=481033"},"modified":"2019-11-04T18:36:02","modified_gmt":"2019-11-04T17:36:02","slug":"ex-ilva-arcelor-mittal-sbatte-la-porta-e-si-ritira-indotto-verso-il-baratro-per-la-sanac-sempre-piu-vicina-la-cassa-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/ex-ilva-arcelor-mittal-sbatte-la-porta-e-si-ritira-indotto-verso-il-baratro-per-la-sanac-sempre-piu-vicina-la-cassa-integrazione\/","title":{"rendered":"Ex Ilva, Arcelor Mittal sbatte la porta e si ritira: indotto verso il baratro, per la Sanac sempre pi\u00f9 vicina la cassa integrazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado Ligure.<\/strong> Mazzata per la filiera dell\u2019acciaio, la siderurgia e l\u2019indotto, che riguarda direttamente anche lo stabilimento Sanac di Vado Ligure i suoi 80 dipendenti. La societ\u00e0 Arcelor Mittal ha comunicato ai commissari Ilva di voler recedere con il contratto in essere per la gestione degli impianti. La motivazione presa dal Gruppo \u00e8 nel decreto \u201cSalva imprese\u201d, con diretto riferimento alla scudo penale necessario per l\u2019esecuzione del piano ambientale relativo a Taranto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_410\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_410\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cTali protezioni legali sono state definitivamente rimosse ieri con la mancata conversione in legge del relativo decreto. Non \u00e8 possibile gestire lo stabilimento senza queste protezioni, e non \u00e8 possibile esporre dipendenti e collaboratori a potenziali azioni penali, pertanto AM InvestCo e le societ\u00e0 controllate hanno inviato una comunicazione richiedendo ai commissari di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria di riassumersi entro 30 giorni la responsabilit\u00e0 della gestione delle attivit\u00e0 del Gruppo Ilva attualmente cedute in affitto\u201d afferma Lucia Morselli, amministratore delegato di Arcelor Mittal.<\/p>\n<p>\u201cConseguentemente \u00e8 stato richiesto ai commissari di riassumere entro 30 giorni tutti i dipendenti. Questo processo sar\u00e0 eseguito in conformit\u00e0 con le procedure richieste dalla normativa giuslavoristica, con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. Nel frattempo, sar\u00e0 necessario attuare un piano di ordinata sospensione di tutte le attivit\u00e0 produttive a cominciare dall\u2019area a caldo dello stabilimento di Taranto, che \u00e8 la pi\u00f9 esposta ai rischi derivanti dall\u2019assenza di protezioni legali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnche le attivit\u00e0 di tutti gli altri reparti e aree operative saranno progressivamente sospese, tenendo presente che l\u2019obiettivo di queste azioni \u00e8 di mantenere tutti gli impianti in efficienza e pronti per un loro riavvio produttivo. \u00c8 fondamentale che questo piano sia eseguito in modo sicuro e strutturato cos\u00ec che gli impianti non siano danneggiati e possano tornare a essere operativi in tempi rapidi sotto la responsabilit\u00e0 dei commissari\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 una notizia difficile per tutti i dipendenti. L\u2019essenziale ora \u00e8 di agire nell\u2019interesse dell\u2019azienda e dei colleghi cooperando nei prossimi giorni per supportare in ogni modo le attivit\u00e0 volte a preservare il valore e l\u2019integrit\u00e0 degli insediamenti produttivi. Un piano d\u2019azione dettagliato sar\u00e0 coordinato da Wim Van Gerven, AMI Chief Operation Officer\u201d conclude.<\/p>\n<p>La comunicazione aziendale ha subito scatenato reazioni, in primis dai sindacati: \u201cL\u2019atteggiamento del governo su ArcelorMittal \u00e8 totalmente irresponsabile. Il Governo si divide sulla tassazione sulle bottigliette di plastica e si dimentica di 15 mila lavoratori tra diretti e indotto. Il lavoro non \u00e8 considerato centrale nell\u2019agenda politica del Governo che ha giocato su un contratto \u2013 e il conseguente accordo sindacale \u2013 firmato solo un anno fa, smontandolo subito dopo a scapito dei lavoratori. A questo punto non si pu\u00f2 pi\u00f9 giocare e deve essere il Governo a risolvere la questione garantendo posti di lavoro e stesso reddito a tutti i lavoratori coinvolti. E\u2019 giunto il momento in cui il Governo si assuma le proprie responsabilit\u00e0 e decida una volta per tutte se considera la siderurgia strategica per il Paese\u201d afferma Bruno Manganaro della Fiom Cgil Genova, che da tempo segue la vertenza sullo stabilimento di Cornigliano coinvolto nella vicenda ex Ilva.<\/p>\n<p>Sul fronte savonese, quello della Sanac, cresce ancora di pi\u00f9 la preoccupazione sul futuro del sito produttivo: \u201cUna brutta notizia, francamente la gestione della vertenza e la mancanza delle garanzie per l\u2019azienda \u00e8 un fatto davvero preoccupante che mette a rischio tantissimi posti di lavoro. Lo stabilimento di Vado Ligure, da sempre legato al gruppo Ilva, attendeva da tempo una soluzione positiva, invece\u2026 Ora la produzione andr\u00e0 progressivamente a fermarsi, con lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori che diventer\u00e0 a breve realt\u00e0. I carichi di lavoro sono al sicuro solo fine a fine mese, poi non si sa\u2026\u201d aggiunge Tino Amatiello della Cgil savonese.<\/p>\n<p>\u201cTrovo incredibile il fatto che questa maggioranza si diletti a inventarsi qualsiasi tassa nei confronti dei cittadini italiani e non tuteli la vera essenza dell\u2019apparato industriale di questo paese. L\u2019ordine del giorno, (oltre all\u2019atteggiamento ostile nei confronti di Mittal) approvato a suo tempo dalla Commissione Industria e Lavoro del Senato, con la soppressione dello scudo penale per i presunti danni ambientali provocati dalle precedenti gestioni, ha messo nelle condizioni Mittal di notificare ai commissari straordinari dell\u2019Ilva la volont\u00e0 di rescindere dall\u2019accordo di affitto per l\u2019acquisizione delle attivit\u00e0 ilva Spa. Una vera bomba che provocher\u00e0 danni durissimi all\u2019economia italiana, al Pil, a tutti i lavoratori dell\u2019Ilva. Ci si lascia scappare un grande imprenditore dell\u2019acciaio che voleva investire circa 4,5 miliardi, sia sul piano ambientale che sul lato tecnologico, per vendette trasversali in seno alle forze politiche che compongono l\u2019attuale maggioranza. Tutto ci\u00f2 nonostante il Ministro Patuanelli avesse rassicurato i tre segretari di Fim, Fiom e Uilm\u00a0 sulla validit\u00e0 strategica della siderurgia\u201d rincara Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019era il tema dello scudo penale, quello dello spegnimento dell\u2019altoforno due e il concomitante calo del mercato: il Governo ha dato l\u2019alibi all\u2019azienda per fare marcia indietro. E\u2019 una scelta scellerata. Qui si sta lavorando solo per il consenso del giorno dopo, ma serve una prospettiva per l\u2019industria, per l\u2019Italia, per il mondo del lavoro\u201d commenta il segretario Fim Cisl Liguria Alessandro Vella. \u201cIl Governo deve decidere al di l\u00e0 di possibili soluzioni come la cassa integrazione quale sia la strategicit\u00e0 dell\u2019acciaio nel nostro paese \u2013 aggiunge -. Qualcuno sta mandando in rovina l\u2019acciaio. E\u2019 pazzesco per un paese come l\u2019Italia che ha un\u2019economia che si regge ancora sull\u2019industria e dove quindi l\u2019acciaio \u00e8 fondamentale\u201d. <\/p>\n<p>\u201cComplimenti al governo! Grazie alle trovate grilline e alla incapacit\u00e0 del PD Arcelor Mittal fugge dall\u2019Italia \u2013 sottolinea il presidente della Regione Giovanni Toti -. Ilva rischia la chiusura, 20mila persone per strada, i contribuenti italiani costretti a pagare quel che avrebbe pagato Mittal. Ma vi rendete conto? Abbiamo affidato il paese a chi sosteneva di voler fare dell\u2019Ilva di Taranto un parco giochi! Si s\u00ec\u2026 in realt\u00e0 ne sta facendo un deserto. La decrescita avanza, altro che felice. Lacrime e sangue. Siamo pronti a batterci in ogni modo con i lavoratori e ho gi\u00e0 chiesto ai sindacati di vederci subito in Regione per fare il punto sulla situazione genovese e concordare ogni forma di mobilitazione in difesa dell\u2019acciaio italiano. Ecco a voi l\u2019incapacit\u00e0 e la malafede del governo giallo-rosso che nessuno ha scelto, e questi risultati ci fanno capire il perch\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl ritiro di Arcelor Mittal \u00e8 il risultato della colpevole incapacit\u00e0 del governo, un crimine contro il lavoro e un grande favore alla concorrenza franco-tedesca\u201d dichiara l\u2019assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti all\u2019annuncio del ritiro dall\u2019acquisto dell\u2019Ilva da parte di Arcelor Mittal. \u201cSiamo davanti a un vero disastro industriale, sociale ed ambientale \u2013 continua l\u2019assessore regionale Benveduti -. E a pagare il conto salato delle azioni, delle omissioni e dell\u2019incompetenza giallofucsia saranno gli italiani. L\u2019ennesima sconfitta industriale di questo Paese: chi \u00e8 politicamente responsabile di questo risultato rassegni le dimissioni immediatamente, perch\u00e8 incapace\u00a0di gestire questa vicenda. \u00c8 da irresponsabili costringere al ritiro un investitore da oltre 4 miliardi di euro,\u00a0volevano abolire la povert\u00e0 e hanno creato miseria. La vicenda Ilva \u00e8 solo l\u2019ultimo passo, dopo molti casi industriali\u00a0abbandonati, punto di non ritorno di un governo che aumenta tasse e mette sulla strada decine di migliaia di lavoratori. Mercoled\u00ec incontreremo i sindacati per concordare ogni forma di mobilitazione a difesa dell\u2019industria italiana\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 con estrema preoccupazione che assistiamo agli sviluppi della questione dell\u2019ex Ilva. Le scellerate politiche portate avanti dal Movimento 5 Stelle contro l\u2019acciaio italiano mettono a rischio un comparto intero. \u00c8 una follia che il Governo, per una norma che fa passare come se fosse a tutela dell\u2019ambiente, mandi a monte un accordo fondamentale per la siderurgia italiana mettendo a repentaglio il futuro di circa 20 mila lavoratori di cui 1500 solo a Genova. La produzione di acciaio, inoltre, \u00e8 strategica per tutta la politica industriale italiana. L\u2019Italia era leader in Europa mentre ora, a causa di queste insensate prese di posizione, non saremo pi\u00f9 autosufficienti. Le nostre industrie di trasformazione, da Fincantieri alle tante piccole e medie industrie manifatturiere italiane, diverranno interamente dipendenti da forniture estere rischiando pesantemente di perdere quote di mercato per l\u2019aggravio di costi e la difficolt\u00e0 ad operare\u201d. L\u2019assessore regionale al Lavoro e alle politiche attive dell\u2019occupazione Gianni Berrino commenta cos\u00ec la notizia del ritiro di Arcelor Mittal dall\u2019acquisto dell\u2019ex Ilva di Taranto a causa del provvedimento del Governo, che da ieri ha eliminato la protezione legale necessaria alla societ\u00e0 per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilit\u00e0 penale. \u201cRibadisco come sia follia aver tolto lo scudo penale agli attuali amministratori, che non possono pagare per quello che \u00e8 successo in passato, anche a fronte del piano di investimenti che Arcelor Mittal ha approntato per risanare in primis Taranto ma anche Genova e Novi Ligure. Come Regione Liguria ci impegneremo affinch\u00e9 il Governo riveda questa norma che mette a rischio i posti di lavoro e la vita di troppi operai dell\u2019Ilva e il futuro industriale italiano\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019uscita di Arcelor Mittal il governo completa il disegno folle di dare un comodo alibi a una multinazionale straniera per smantellare il ciclo dell\u2019acciaio in Italia, mettere a rischio diecimila posti di lavoro, stoppando la bonifica del sito di Taranto e creando un effetto a catena negli stabilimenti di Genova e Novi Ligure \u2013 dichiara il responsabile nazionale infrastrutture della Lega e gi\u00e0 viceministro Edoardo Rixi -. Se la propriet\u00e0 dell\u2019industria siderurgica tornasse ai commissari, l\u2019ex Ilva porter\u00e0 oneri allo stato per un miliardo di euro all\u2019anno per i prossimi tre anni, una voce pesante che ci dovranno spiegare come coprire nella prossima finanziaria. Qualora invece costringessero l\u2019attuale propriet\u00e0 a restare in Italia, assisteremmo a un\u2019autentica macelleria sociale, visto che sono stati annunciati gi\u00e0 cinquemila esuberi. Questo governo ancora una volta dimostra di non essere in grado di fare interessi del Paese\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVogliamo capire i reali contorni delle conseguenze dell\u2019annuncio della propriet\u00e0 Arcelor Mittal sul futuro degli stabilimenti ex Ilva in Italia, a Taranto, a Genova Cornigliano e Novi Ligure \u2013 evidenzia il senatore della Lega e vicepresidente della Commissione Industria Paolo Ripamonti -. Le decisioni comunicate oggi dall\u2019attuale propriet\u00e0 confermano i nostri sospetti: questo governo, nato dall\u2019inciucio di palazzo, dimostra il pi\u00f9 totale appiattimento verso le politiche pi\u00f9 estremiste dei Cinque Stelle, delle tasse e della povert\u00e0, con Pd e Renziani pronti a immolare migliaia di posti di lavoro, indotto per le imprese, la bonifica ambientale di migliaia di metri quadri di aree e lo sviluppo del nostro Paese sull\u2019altare della poltrona. In commissione Industria in Senato chieder\u00f2 l\u2019audizione del ministro Patuanelli per affrontare al pi\u00f9 presto questa emergenza industriale che rischia di fare crollare il nostro Paese nel baratro della decrescita infelice\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl governo convochi subito un tavolo con ArcelorMittal, a seguito della decisione dell\u2019azienda di rescindere il contratto per l\u2019ex Ilva. La situazione \u00e8 grave, non possiamo accettare che la filiera dell\u2019acciaio venga messa in discussione e con essa pi\u00f9 di 10 mila posti di lavoro. \u00c8 stato un errore offrire ad ArcelorMittal il pretesto per rescindere il contratto attraverso la rimozione dello scudo penale, quando il vero problema \u00e8 la tenuta del piano industriale dell\u2019azienda, complici il calo della produzione e la congiuntura internazionale negativa. Sollecitiamo il Governo a fare uno sforzo straordinario per garantire la continuit\u00e0 dei siti produttivi e dei livelli occupazionali. L\u2019Italia non pu\u00f2 uscire dalla filiera dell\u2019acciaio\u201d sottolinea il Pd ligure e i consiglieri regionali del partito Democratico.<\/p>\n<p>Il deputato di \u00e8Viva, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Liberi e Uguali, dichiara: \u201cLa decisione di ArcelorMittal \u00e8 gravissima e inaccettabile. L\u2019azienda aveva avviato un confronto con il governo, lasciando intendere di voler portare avanti il piano industriale per l\u2019ex Ilva. Invece ora, alle prime difficolt\u00e0, getta la spugna. La questione dello scudo penale \u00e8 sembrato ormai un pretesto, perch\u00e9 il problema nasce dalla crisi del settore siderurgico. Sono certo che il governo trover\u00e0 una soluzione, mettendo in campo tutte le azioni per salvaguardare il livello occupazionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBisogna valutare \u2013 aggiunge Pastorino \u2013 tutte le opzioni per garantire allo stabilimento una continuit\u00e0, pensando anche a quella decarbonizzazione gi\u00e0 immaginata per i prossimi anni. Perch\u00e9 la tutela della salute non pu\u00f2 essere subordinata al mantenimento dei posti di lavoro. La citt\u00e0 di Taranto, in ogni caso, non sar\u00e0 abbandonata. Da questa situazione difficile, bisogna uscirne con soluzioni innovative ed efficaci\u201d.<\/p>\n<p>Sull\u2019annuncio del ritiro dall\u2019acquisto dell\u2019Ilva da parte di Arcelor Mittal, dopodomani, mercoled\u00ec 6 novembre, alle ore 11.00, presso la Sala Riunioni della Regione Liguria, si terr\u00e0 un incontro con i sindacati dedicato alla situazione ex Ilva e all\u2019indotto che interessa il tessuto industriale ligure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scudo penale per la riqualificazione ambientale di Taranto salta e la filiera dell&#8217;acciaio \u00e8 a rischio<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,35,31],"tags":[109758,36844,108287],"class_list":["post-481033","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-economia","category-politica","tag-arcelormittal","tag-ilva","tag-sanac-vado-ligure","post_cat_citta-vado-ligure","post_tag_personaggi-bruno-manganaro","post_tag_personaggi-edoardo-rixi","post_tag_personaggi-giovanni-toti","post_tag_personaggi-luca-pastorino","post_tag_personaggi-tino-amatiello-2"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481033","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=481033"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/481033\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=481033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=481033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=481033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}