{"id":480878,"date":"2019-11-02T09:21:35","date_gmt":"2019-11-02T08:21:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=480878"},"modified":"2019-11-02T09:21:35","modified_gmt":"2019-11-02T08:21:35","slug":"fashion-victims-vestiti-che-uccidono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/11\/fashion-victims-vestiti-che-uccidono\/","title":{"rendered":"Fashion victims: vestiti che uccidono"},"content":{"rendered":"<p>I secoli passati, ormai lo sappiamo, sono stati teatro dei modi pi\u00f9 impensabili e svariati per uccidere, specialmente quando a farlo erano le donne, pi\u00f9 facilmente e probabilmente perseguibili e condannabili, visto e considerato che all\u2019epoca erano il sesso debole, basti pensare al delitto d\u2019onore.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_385\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_385\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E cos\u00ec, molte di loro, per liberarsi del marito, magari perch\u00e9\u00a0 le maltrattava o semplicemente perch\u00e9 avevano interesse nel farlo, si rivolgevano alle famigerate streghe, che creavano per loro apposite pozioni per far s\u00ec che il malvagio congiunto si addormentasse misteriosamente per sempre. Essendo fino al 1900 impossibile risalire ai metodi di avvelenamento in caso di morte, questo modus operandi era praticamente perfetto per uccidere senza destare alcun dubbio.<br>\nC\u2019erano per\u00f2 altri modi per assassinare le persone in modo subdolo e spettacolarizzante, usati, \u00e8 giusto dirlo, da entrambi i sessi.<br>\nCosa poteva esserci di meglio per una persona desiderosa di vendetta che \u201cgodersi lo spettacolo\u201d del vedere cadere a terra un proprio nemico durante un ballo o una cerimonia di centinaia di persone, davanti a tutti, senza destare alcun sospetto?<br>\nQuesto accadeva attraverso qualcosa che non ha tempo n\u00e9 et\u00e0 :la moda.<\/p>\n<p>Andiamo a vedere i bizzarri modi che nei secoli questa ha trovato per mietere vittime.<\/p>\n<p><strong>Vesti avvelenate.<\/strong> A partire dal Medioevo, l\u2019idea del veleno come di un qualcosa da estrarre da piante o animali per poi venire somministrato oralmente venne superata e la gente cominci\u00f2 a sbizzarrirsi.<\/p>\n<p>Sostanze tossiche come arsenico e cicuta venivano versate sui vestiti colorati, che erano utilizzati per lo pi\u00f9 dai ricchi, prima di fargliene dono e, soprattutto nell\u2019alta societ\u00e0 e nelle dispute di corte, accadeva che un\u2019apparente cerimonia di \u201crasserenamento\u201d, in cui due o pi\u00f9 litiganti facevano pace davanti a diversi testimoni, si trasformasse in uno scenario di morte con un individuo che cadeva a terra tra gli spasmi. Ovviamente in questo caso il decesso dello sventurato era attribuito ad un malessere, alla cattiva sorte. La storia riporta tantissimi casi del genere in cui ad essere colpite erano le dame di corte, che aspiravano ad un marito ambito, ma sono noti anche eventi in cui \u201cil dono\u201d era destinato agli alti prelati, ai sovrani, ai castellani, ai politici del tempo e ai mercanti \u201ctroppo potenti\u201d.<\/p>\n<p>Un esempio fu Caterina de\u2019 Medici, descritta da molti studiosi (forse anche esagerando) come \u201cuna donna irritabile divorata dalla gelosia\u201d. Si narra che fu lei, nel 1500, a diffondere l\u2019uso delle mutande presso le dame della corte francese perch\u00e9 per cavalcare, attivit\u00e0 da lei molto amata, erano un indumento essenziale. Ma sembrerebbe anche che fu la stessa Caterina ad assassinare almeno venti delle sue dame regalando loro indumenti intimi intrisi di veleno, e che utilizzasse l\u2019espediente di una passeggiata a cavallo nei boschi solo per attendere che sudassero al contatto con la sella e morissero tra atroci sofferenze.<br>\nUn altro esempio \u00e8 quello della regina Elisabetta I, nel cui film del 1998 \u201cElizabeth\u201d viene riportato l\u2019aneddoto in cui una damigella indossa il vestito della regina e muore avvelenata tra atroci patimenti: si crede che quel fatto sia realmente accaduto poich\u00e8 \u00e8 riportato nei documenti storici del tempo.<\/p>\n<p><strong>Fiori e vestiti all\u2019arsenico.<\/strong> Diversa questa faccenda da quella descritta sopra poich\u00e8 in questo caso l\u2019avvelenamento non era (probabilmente) volontario: nel 1830 uscirono sul mercato europeo i primi vestiti all\u2019arsenico, che uccidevano chi li indossava nella sua totale inconsapevolezza, ma anche in quella di chi li creava. L\u2019obiettivo del mercato europeo e americano era quello di ridurre i prezzi delle stoffe limitando gli acquisti delle pregiate sete indiane e creandone di pi\u00f9 basso prezzo con altre tinture. Un colore che, in particolare, spopol\u00f2, fu il \u201cverde di Parigi\u201d, il cui pigmento era ottenuto dall\u2019arsenato di piombo: questo colore veniva usato sia per le stoffe che per colorare i gli steli dei fiori meni freschi. In questo caso era noto l\u2019effetto che il composto aveva sui fabbricanti, soprattutto sulle loro mani, che venivano letteralmente corrose dal composto, ma il colore risultante , essendo diluito, aveva effetti ritardati e per questo veniva ritenuto sicuro. In questo caso l\u2019innocenza di chi fabbricava questo bel colore verde non \u00e8 poi cos\u00ec scontata: negli affari, all\u2019epoca, spesso non si andava molto per il sottile.<\/p>\n<p><\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588274.jpg\" alt=\"nera-mente \"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n<br>\n<em>Una cromolitografia mostra l\u2019effetto dell\u2019arsenico utilizzato nella fabbricazione dei fiori artificiali sulle mani dei lavoratori, 1859. (Foto: Wellcome Library, Londra)<\/em>\n<p>Cappelli e fermagli al mercurio. In questo caso sarti e gioiellieri erano degli assassini inconsapevoli. Dal 1650 circa, e per pi\u00f9 o meno due secoli, l\u2019uso del mercurio nella produzione dei cappelli e come rifinitura di gioielli e occhiali non era ritenuto pericoloso per le persone che li avrebbero indossati. In realt\u00e0, nella loro lavorazione, di danni il mercurio ne causava eccome, ma si riteneva che esso fosse tossico solo per i lavoratori che confezionavano questi prodotti. Le morti da intossicazione da mercurio sono note anche in tempi recentissimi, ma nei secoli passati l\u2019avvelenamento per traspirazione era molto lento e la morte veniva sempre attribuita ad altri fattori.<\/p>\n<p>Abiti incendiabili. Agli inizi del \u2018700 iniziarono ad andare di moda le gonne con la \u201ccrinolina\u201d, una struttura rigida a \u201cgabbia\u201d che le sosteneva e rendeva gonfie .<\/p>\n<p>Queste divennero molto popolari e cominciarono ad essere fabbricate anche per la gente meno abbiente: il tessuto era per lo pi\u00f9 costituito da crine di cavallo ed aveva un prezzo esiguo. I vestiti di crinolina davano una forma pomposa agli abiti femminili dell\u2019Ottocento, ma costituivano anche un terribile pericolo per coloro che le indossavano, a causa della loro elevatissima infiammabilit\u00e0. Bastava un ambiente secco ed un camino affinch\u00e8 una sola scintilla trasformasse la povera sventurata in una torcia umana.<\/p>\n<p>Accessori mortali. Oltre ai vestiti, nel nostro passato hanno mietuto vittime anche cosmetici e accessori avvelenati o contaminati. Esiste,infatti, una casistica immensa di invenzioni mortali che abbiamo creduto alla moda e che sono state, per questo, sfruttate :dalla cipria contenente polvere di piombo cos\u00ec come i profumi, dai saponi alla polvere di bario alle ciglia finte a base di mercurio, per terminare con la moda pi\u00f9 raccapricciante, quella degli smalti con colori radioattivi che si diffuse negli anni venti.<\/p>\n<p>Questi e altri sono i contenuti del nuovo libro\u00a0<a href=\"http:\/\/amzn.to\/2i2H1bd\">\u201cFashion Victims: The Dangers of Dress Past and Present\u201d scritto da\u00a0Alison Matthews David<\/a>, che mostra immagini e dettagli della moda durante i secoli passati, concentrandosi in particolar modo sul periodo che va dal 1700 al 1930. Il libro \u00e8 un racconto sorprendente e a tratti drammaticamente cruento, dei sistemi in cui l\u2019abbigliamento ha ucciso in modo casuale o attraverso le fasi della sua produzione le persone che lo hanno indossato o quelle che lo hanno prodotto.<\/p>\n<p>Tutto questo potrebbe sembrare quasi inverosimile.<br>\nMa del resto, se ci pensiamo, ancora oggi c\u2019\u00e8 chi, per essere alla moda, farebbe di tutto: anche morire.<\/p>\n<p><\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/11\/nera-mente-588273.jpg\" alt=\"nera-mente \"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n<br>\n<em>\u201cSwan Down\u201d, la cipria contenente polvere di piombo, anni 1875-1880 circa.<\/em>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":18599,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-480878","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/480878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18599"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=480878"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/480878\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=480878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=480878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=480878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}