{"id":479969,"date":"2019-10-22T13:37:07","date_gmt":"2019-10-22T11:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=479969"},"modified":"2019-10-22T13:43:21","modified_gmt":"2019-10-22T11:43:21","slug":"rapina-al-portavalori-a-pietra-intercettazione-in-auto-decisiva-per-incastrare-i-simulatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/10\/rapina-al-portavalori-a-pietra-intercettazione-in-auto-decisiva-per-incastrare-i-simulatori\/","title":{"rendered":"Rapina al portavalori a Pietra, intercettazione in auto decisiva per incastrare i \u201csimulatori\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pietra Ligure-Loano.<\/strong> Commenti espliciti ad un articolo di giornale relativo alla rapina fatti alla convivente, registrati da una cimice nella sua auto. Questa intercettazione \u00e8 stata l\u2019autentico grimaldello che ha smascherato i tre autori della \u201crapina simulata\u201d al portavalori a Pietra Ligure, avvenuta lo scorso 12 agosto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_68\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_68\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La cimice era stata installata proprio dai militari sulla macchina di uno dei protagonisti delle vicenda, finiti in manette, Franco Montorsi, 63enne di Savona, che \u00e8 stato interrogato ieri dal giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi, davanti al quale non ha potuto negare l\u2019evidenza.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019accaduto, con la sparizione di circa 400mila euro, diversi erano stati gli articoli apparsi sui principali organi di informazione locale. Proprio la registrazione di una conversazione tra Montorsi e la compagna, con tanto di commento ad una delle notizie in questione, \u00e8 stata decisiva.<\/p>\n<p>Questa mattina, invece, \u00e8 stato il turno di Michele Ciocca, 38enne guardia giurata di Ceva, e di Pietro Di Sarno, barista savonese di 27 anni: entrambi si sono avvalsi della facolt\u00e0 di non rispondere.<\/p>\n<p>Al momento, dunque, tutti e 3 restano detenuti in carcere, mentre proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia di Albenga per risalire al bottino (del quale nemmeno Montorsi ha parlato nel corso dell\u2019interrogatorio).<\/p>\n<p><strong>LA VICENDA.<\/strong> <em>La \u201crapina simulata\u201d \u00e8 andata in scena lo scorso 12 agosto. Verso le 15.30, il dipendente dell\u2019istituto aveva chiamato il 112 segnalando di essere stato rapinato poco prima da due soggetti, di cui uno armato di pistola, che si erano impossessati della somma di 400 mila euro per poi narcotizzarlo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Le indagini dei carabinieri della Sezione Operativa ingauna, coordinate dal sostituto procuratore Elisa Milocco, erano iniziate proprio con la ricezione della querela da pare del vigilante che ricostruiva i fatti: l\u2019uomo aveva riferito di essersi recato al Cup del Santa Corona per prelevare il denaro e di essere stato avvicinato da un uomo armato di pistola mentre si trovava in bagno. Il malvivente aveva disarmato la guardia e lo aveva minacciato facendolo salire con lui sull\u2019autovettura di servizio; da l\u00ec si erano diretti verso un parcheggio della Conad di Loano.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u00ec ad attenderli c\u2019era un secondo complice: i due, secondo il racconto, avevano intimato alla guardia di aprire i cassetti di sicurezza, costringendolo con la forza (uno dei due gli avrebbe stretto la mano dietro il collo). Terminato il prelievo di denaro (400 mila euro circa) lo avevano obbligato a salire sul veicolo e lo avevano narcotizzato; infine gli avevano restituito la pistola, riponendola in un cassetto porta oggetti. Verso le 15, quando aveva ripreso i sensi, aveva attivato l\u2019allarme contattando la centrale e il 112.<\/em><\/p>\n<p><em>Il racconto dell\u2019uomo, per\u00f2, ai militari era sembrato da subito poco convincente per alcune ragioni: tra queste il fatto che non sapeva identificare con decisione i due rapinatori e la coincidenza, appunto, potendo aprire solo alcuni cassetti, di aver scelto proprio quelli contenenti pi\u00f9 denaro.<\/em><\/p>\n<p><em>I militari hanno comunque passato al setaccio tutte le telecamere poste sul tragitto indicato, trovando riscontri sulla presenza di una macchina che aveva seguito il portavalori lungo il tragitto; dalla stessa auto notata al momento della rapina era sceso un uomo che si era diretto verso il Cup pochi secondo prima dell\u2019arrivo della guardia giurata.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Tramite l\u2019intestatario del veicolo si \u00e8 giunti all\u2019identit\u00e0 del conducente dell\u2019auto, che quel giorno non si era recato a lavorare. L\u2019esame dei tabulati telefonici ha poi confermato la presenza di entrambi gli uomini (il proprietario dell\u2019auto e quello immortalato dalle telecamere) nei minuti e nei luoghi indicati, ed anche i contatti tra i due.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A convincere i militari del coinvolgimento della guardia \u00e8 stata invece la coincidenza dei tempi, con i \u201crapinatori\u201d che hanno raggiungo l\u2019ospedale pochi secondi prima di lui, come se fossero al corrente dei suoi movimenti (il prelievo di denaro, da procedura, non avviene mai a un\u2019ora precisa). Ulteriori indagini e pedinamenti alla fine hanno confermato la tesi degli investigatori: secondo loro i tre si sono messi d\u2019accordo per rubare il denaro l\u2019istituto di vigilanza.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cimice installata sull\u2019auto di Montorsi, che non ha potuto negare. 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