{"id":479533,"date":"2019-10-23T08:00:31","date_gmt":"2019-10-23T06:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=479533"},"modified":"2019-10-17T13:12:01","modified_gmt":"2019-10-17T11:12:01","slug":"il-bruco-e-la-farfalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/10\/il-bruco-e-la-farfalla\/","title":{"rendered":"Il bruco e la farfalla"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa realt\u00e0 \u00e8 un fatto di prospettive; quanto pi\u00f9 te ne allontani, tanto pi\u00f9 il passato ti pare concreto e plausibile, ma come ti avvicini al presente, esso ti sembra inevitabilmente sempre pi\u00f9 incredibile.\u201d \u00e8 quanto afferma lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie divenuto famoso soprattutto per il suo romanzo \u201cI versi satanici\u201d che gli ha meritato la condanna a morte nel 1989 da parte dell\u2019ayatollah Khomeini. Non intendo affrontare il tema della assurda persecuzione alla quale l\u2019intellettuale \u00e8 soggetto da oramai 30 anni, credo si commenti da sola, preferisco occuparmi di come sia possibile che il presente appaia incredibile mentre si consuma transitando verso il passato e si trasformi in plausibile e addirittura inevitabile quanto pi\u00f9 si allontana nel tempo e nella memoria. Intanto, con buona pace dell\u2019amico Dante Alighieri, la memoria pu\u00f2 essere definita lecitamente in tanti modi ma non certo, come ha fatto il grande fiorentino, \u201cla mente che non erra\u201d. Abbandoniamo anche questa questione che pure sarebbe rilevante nel contesto, per dedicarci a come il presente possa sembrare incredibile e perch\u00e9.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_285\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_285\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ogni cosa che appare in-credibile all\u2019uomo riveste i precisi connotati di in- comprensibile in quanto in-determinabile. Anche il presente, infatti, quando si realizza come ovvia conseguenza di azioni consapevoli e deliberate dal soggetto, si sveste di qualsiasi aspetto incredibile, diviene ovvio, consequenziale e positivo. Assume connotazioni destabilizzanti solo quando ci coglie impreparati, quando non ne comprendiamo immediatamente le regole che riconosciamo come intrinseche in ogni avvenimento, quelle di causa-effetto. Mentre l\u2019evento si allontana nel tempo ecco che ogni tassello, dell\u2019incredibile puzzle che si presentava ai nostri occhi stupiti, va a collocarsi ordinatamente nello schema pi\u00f9 accessibile e adeguato al nostro pensiero. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, osservato dal presente, assume la dignit\u00e0 perversa dell\u2019inevitabile e del necessario. Inevitabile \u00e8 anche il riferimento alla filosofia di quell\u2019anima bella di Hegel: nella sua prospettiva razionalistica la storia, individuale o collettiva non ha importanza, \u00e8 determinata da una intrinseca struttura razionale che l\u2019ha resa esattamente ci\u00f2 che \u00e8 stata e non avrebbe potuto nemmeno essere altro, la riprova \u00e8 il fatto che il presente sia esattamente ci\u00f2 che \u00e8. Lasciamo l\u2019ovviet\u00e0 di tale argomentare all\u2019ingenuit\u00e0 pi\u00f9 o meno consapevole del suo autore che non si interroga su quanto sia relativa la prospettiva con la quale osserva il presente e dalla quale analizza il passato, ma non possiamo rinunciare ad affermare che, se \u00e8 ovvio che il passato diventi esattamente ci\u00f2 che \u00e8 stato per consentire al presente di essere ci\u00f2 che \u00e8, nulla mi vieta di costruire il futuro non come inevitabilmente sar\u00e0 visto ci\u00f2 che lo precede ma come positiva conseguenza di ci\u00f2 che \u00e8 stato per la mia volont\u00e0 che cos\u00ec fosse.<\/p>\n<p>Sia chiaro che ci\u00f2 non significa delirio di onnipotenza da parte del soggetto, anzi, proprio una persona che, come nel mio caso, ha vissuto la prossimit\u00e0 di una morte per malattia nei confronti della quale nulla si poteva fare e dalla quale si \u00e8 salvato per un fortunato gioco del caso, sa bene quanti elementi non dipendano dalle nostre deliberazioni, ma so anche quanti, al contrario, non abbiamo il coraggio di riconoscere come nostra possibilit\u00e0, nostro diritto e nostra responsabilit\u00e0 numerose prerogative di scelta. Mi piace ricordare una illuminazione di Lao Tse: \u201cCi\u00f2 che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla\u201d, ma allora non sarebbe opportuno consentire a noi di pensarci farfalla senza l\u2019angoscia di avvertirci come bruchi agonizzanti? Non mi riferisco a nulla che possa rimandare a vite premiali in un ipotetico altrove, penso ad un quotidiano nel quale consentirci davvero allo stupore del nostro coraggio di sceglierci ogni giorno, senza l\u2019angoscia del giudizio sia del bruco che della farfalla.<\/p>\n<p>Ancora una volta ricorro ad un aforisma dell\u2019amico Gershom Freeman: \u201cInventati la realt\u00e0 attimo per attimo cos\u00ec che sia pi\u00f9 vera\u201d. So bene che Gershom non intende esortare all\u2019improvvisazione deresponsabilizzante e depensata, al contrario, vuole essere un invito ad assumersi la responsabilit\u00e0 di divenire gli architetti della propria vita, responsabili ma liberi e creativi. \u00c8 importante avere il coraggio di lasciar morire ci\u00f2 che \u00e8 stato per consentirsi a ci\u00f2 che verr\u00e0, generandolo con amore, con fantasia, con responsabilit\u00e0 e sempre con fiducia invasa di sorrisi.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-479533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/479533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=479533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/479533\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=479533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=479533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=479533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}