{"id":479318,"date":"2019-10-16T07:51:50","date_gmt":"2019-10-16T05:51:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=479318"},"modified":"2019-10-15T09:53:32","modified_gmt":"2019-10-15T07:53:32","slug":"lei-non-sa-chi-sono-e-io","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/10\/lei-non-sa-chi-sono-e-io\/","title":{"rendered":"Lei non sa chi sono&#8230; e io?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDivieni ci\u00f2 che hai appreso di essere\u201d \u00e8 un aforisma contenuto nelle Pitiche di Pindaro e ripreso liberamente da Nietzsche in \u201cLa gaia scienza\u201d nella forma di: \u201cChe cosa dice la tua coscienza? Devi divenire quello che tu sei\u201d e che altrove, lo stesso filosofo, sintetizza nella formula \u201cDivieni te stesso\u201d. In qualche modo queste affermazioni rientrano in un percorso filosofico che comincia con il socratico \u201cConosci te stesso\u201d per transitare nel concetto fichteano di Tathandlung. Abbiamo messo molta carne al fuoco, vediamo ora di non farla carbonizzare ma di potercela gustare in un gratificante banchetto intellettuale. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_387\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_387\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Cominciamo con una entr\u00e9e socratica: conosci te stesso. L\u2019affermazione \u00e8 stata utilizzata nel corso dei 2500 anni della sua vita da cos\u00ec tanti e in modi cos\u00ec disparati fino a divenire quasi ovvia nel suo contenuto, ma siamo sicuri che sia cos\u00ec scontata? Intanto chi \u00e8 il soggetto che conosce se l\u2019oggetto del suo comprendere sono io? Insomma: come posso conoscere me stesso? O io sono io ed allora mi so, oppure sono altro da me e mi sono accessibile solo come rappresentazione. \u00c8 ovvio che non ci si ponga il problema solo se postuliamo l\u2019io come essenza indipendente da me e che io posso conoscere, una specie di entit\u00e0 aliena che mi possiede e mi rende ci\u00f2 che sono. In questo caso, e solo in questo caso, l\u2019esortazione socratica assume un senso. Niente di cos\u00ec sconvolgente per culture che parlano di anima ed essenza come entit\u00e0 evidenti tanto da non richiedere ulteriori precisazioni. So bene che l\u2019argomento meriterebbe ben altri approfondimenti, ma nel men\u00f9 di oggi \u00e8 solo la  portata di ingresso, passiamo al convenzionale \u201cprimo\u201d: Pindaro.<\/p>\n<p>Se devo divenire ci\u00f2 che ho appreso di essere sar\u00e0 opportuno interrogarmi se tale apprendimento sia dovuto alla realt\u00e0 ontologica dell\u2019oggetto che vado a ri-conoscere come me stesso, oppure se ci\u00f2 \u00e8 dovuto al contesto che mi indirizza ad una specifica definizione a priori di me ed alla successiva azione di identificazione con tale realt\u00e0 presunta o di fatto, e ancora, se sia mai possibile divenire ci\u00f2 che si \u00e8 se non concependo questo criptico procedere come il percorso della coscienza che mi consente di inverare, con un atto di consapevolezza progressiva, un fatto che mi abita da sempre e nei confronti del quale non posso che fare atto di fede direzionando il mio procedere verso una verit\u00e0 che mi attende paziente. Ed \u00e8 il momento di ordinare il secondo: F. W. Nietzsche.<\/p>\n<p>Ancora una volta la coscienza come protagonista, \u00e8 lei che mi incita a divenire me stesso. Anche il geniale pensatore tedesco apre a nuove difficolt\u00e0 piuttosto che risolverle. Se, come afferma il grande Federico, \u00e8 la mia coscienza ad indicarmi il tragitto, intanto io sono il proprietario della stessa ed altro da lei, se poi devo divenire ci\u00f2 che sono e che la mia coscienza conosce ma io non ancora, ecco che il circolo gnoseologico diviene un corto circuito esistenziale. Non pu\u00f2 mancare l\u2019adeguato contorno al secondo piatto e il Tathandlun fichteano \u00e8 perfetto allo scopo. Con tale espressione Fichte definisce l\u2019io come attivit\u00e0 agente e, allo stesso tempo, come prodotto della stessa. Mi ha sempre affascinato la prospettiva fichteana che ritaglia margini di assoluta libert\u00e0 per l\u2019uomo, infatti se sono io il responsabile di ci\u00f2 che sono e divento grazie alle mie deliberazioni ecco che ci\u00f2 che decido di fare diviene l\u2019atto costitutivo di ci\u00f2 che sto divenendo. \u00c8 mai immaginabile una libert\u00e0 creativa di s\u00e9 pi\u00f9 ampia? Per arrivare al dolce mi sia concessa una digressione personalissima\u2026<\/p>\n<p>\u2026ricordo una persona che ho amato e che, non ho mai capito se compiaciuta o disperata, mi disse: \u201cTu vedi in me misteri che io non credo di possedere e che nemmeno sono consapevole mi abitino\u201d. Ancora oggi mi interrogo: vedevo con gli occhi dell\u2019amore, lo so, ma questo significa che vedevo meglio e pi\u00f9 profondamente o in maniera ingannevole? L\u2019oggetto del mio sentimento era davvero i magici misteri che osservavo in lei o tutto era dovuto alla mia proiettivit\u00e0? Mi consola il fatto che non mangio dolci e posso a questo punto passare al conclusivo caff\u00e8. Una delle ultime notti della recente estate me ne stavo davanti a casa in compagnia dell\u2019amico Gershom a chiacchierare, in verit\u00e0 lui era in una di quelle fasi di ascolto che ti obbligano a svelarti, cosa che mi piace fare con un amico cos\u00ec speciale. Ebbene, credo di aver espresso pi\u00f9 o meno il seguente concetto: nel nostro presente si \u00e8 identificati per ci\u00f2 che si fa e spesso non ci si accorge di quanto il nostro agire ci condizioni profondamente, il problema \u00e8 che, nel tempo, assuefatti al nostro agire ed a tutto il conseguente interpretare i ruoli che questo richiede, si finisce per credere di essere ci\u00f2 che si \u00e8 diventati\u2026 il silenzio pesante dei Gershom mi costrinse a concludere con un drastico ammazza-caff\u00e9. Non voglio arrivare a credere di essere ci\u00f2 che divento quando \u00e8 altro a pilotare il mio cambiamento, so di potermi fermare, ascoltare da dentro, osservarmi con i miei occhi e scegliere per diventare ci\u00f2 in cui pi\u00f9 mi riconosco e\u2026 che si fotta chi non sa amare tanto coraggio. Era buio oramai, ma so che il mio amico stava sorridendo, compiaciuto e felice per me.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-479318","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/479318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=479318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/479318\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=479318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=479318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=479318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}