{"id":477762,"date":"2019-09-25T08:00:15","date_gmt":"2019-09-25T06:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=477762"},"modified":"2019-09-24T19:34:38","modified_gmt":"2019-09-24T17:34:38","slug":"prospettiva-e-ordine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/09\/prospettiva-e-ordine\/","title":{"rendered":"Prospettiva e ordine"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Non ci sono fatti, solo interpretazioni&#8221; \u00e8 una delle pi\u00f9 note, controverse e, forse, fraintese affermazioni di F. W. Nietzsche. Presente in un frammento trova sviluppo pi\u00f9 ampio in &#8220;Verit\u00e0 e menzogna in senso extramorale&#8221;. Non ci interessa in questa sede sviscerare l&#8217;argomento con precisione e correttezza filologica, lasciamo ai tecnici del settore il compito di argomentare tra loro al riguardo; a noi preme maggiormente di riflettere su quanto ci possa essere utile nel nostro tuttigiorni una simile teoria. Un concetto interessante per fare chiarezza al riguardo, credo e spero, \u00e8 quello di prospettiva. Una condivisibile definizione del termine potrebbe essere: &#8220;Parte della geometria descrittiva che si propone di elaborare le regole grafiche per costruire di un qualunque oggetto reale un\u2019immagine bidimensionale analoga a quella data dalla visione diretta; anche, la tecnica di realizzazione di tale immagine, nonch\u00e9 l\u2019immagine stessa, che \u00e8 tracciata in genere su una superficie piana&#8221;, ma nel nostro contesto il termine assume un significato diverso poich\u00e8, tornando alla definizione dell&#8217;incipit, va messa fra parentesi l&#8217;espressione &#8220;oggetto reale&#8221;. Se accettiamo che l&#8217;oggetto sia esattamente un qualcosa che io mi limito a rappresentare su di una pagina bidimensionale accettiamo, simultaneamente, che esista una realt\u00e0 oggettiva da un lato e la nostra ricerca di rappresentarla da un altro.<\/p>\n<p>Il primo problema \u00e8: se della realt\u00e0 in s\u00e9 conosciamo solo la rappresentazione, diretta o mediata che sia, come possiamo sapere cos&#8217;\u00e8 e addirittura se esiste la realt\u00e0 in s\u00e9? Per non rendere eccessivamente impervio il nostro procedere, come sempre, cerchiamo di semplificarlo, in questo caso riflettendo sul concetto di prospettiva nell&#8217;arte del disegno. Intanto il disegno, inteso convenzionalmente, \u00e8 rappresentazione di qualcosa, anche se tanta parte della ricerca artistica contemporanea tende a reclamarne una validit\u00e0 indipendentemente dalla sua capacit\u00e0 o volont\u00e0 di cogliere il dato rappresentato attraverso un procedimento pi\u00f9 o meno definibile come oggettivo. Il fatto poi che debba o possa sottostare a regole predefinite come quelle della prospettiva complica ulteriormente il problema. Insomma: la prospettiva costruisce un modello di rappresentazione del reale che, divenendo convenzione universale, assurge a strumento oggettivante, ma nel tempo e nello spazio le dimensioni dello stesso non sono universalmente tre, come nella prospettiva che conosciamo ed usiamo comunemenete, anzi, \u00e8 lecito affermare che la prima percezione dello spazio comunicasse al soggetto l&#8217;infinitudine caotica delle direzioni, in un secondo momento l&#8217;uomo organizz\u00f2 il caos individundo sette dimensioni. Non \u00e8 un caso che il sette rivesta una valenza ierofanica in numerose culture, non ultima quella giudaico cristiana, tanto da affermare che il buon dio abbia creato in sette giorni, includendo il giorno di meritato riposo, abbiamo compreso, infatti, che il sette deriva e rappresenta il tentativo di ricondurre lo spazio, disordinato, caotico, espansivo e magmatico, ad una sua pi\u00f9 ordinata e condivisibile struttura interna. Le direzioni dello spazio possono essere ridotte al movimento del soggetto gnoseologico, l&#8217;uomo, all&#8217;interno dell&#8217;infinito per lui destabilizzante, riducendolo alla nostra possibilit\u00e0 di esperienza dello stesso. Ed ecco che lo spazio \u00e8 la dimensione dello stesso all&#8217;interno della nostra percezione e pu\u00f2 essere cos\u00ec organizzato: 1 avanti; 2 indietro; 3 a destra; 4 a sinistra; 5 sopra; 6 sotto; 7 luogo del soggetto. Una rappresentazione dello spazio secondo sette dimensioni risulterebbe profondamente diversa da una rappresentazione tramite gli apriori di: 1 altezza; 2 larghezza; 3 profondit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che due culture fondate sui due diversi punti di vista avrebbero notevoli difficolt\u00e0 a considerarsi reciprocamente come depositarie di certezze condivisibili. Il punto di vista, nel nostro caso la prospettiva di natura grafica, quanto diventerebbe pericolosamente deflagrante se si misurasse in contesti di potere? Ma la canonizzazione e la conseguente omogenizzazione prospettica non \u00e8 forse la pi\u00f9 alta forma di controllo e, quindi, di potere? Forse che non si ha in testa tutti la medesima struttura logica tanto che, oramai, anche il pi\u00f9 sprovveduto disegnatore non riuscirebbe a comunicare al di fuori dei suddetti canoni prospettici? Eppure tutti ben sappiamo che la prospettiva attuale era ben diversa, per esempio, presso i Camuni, cos\u00ec come che deve essere insegnata al bambino in quanto non congenita n\u00e9 naturale. Insomma, \u00e8 palesemente un punto di vista che unifica ed uniforma la realt\u00e0, la quale rimane pertanto inconoscibile, cos\u00ec da costruire un mondo, pi\u00f9 o meno virtuale, ma utilizzabile serenamente da tutti.<\/p>\n<p>Spero sia chiara la provocazione intellettuale: se risulta meno preoccupante una omologazione prospettica in ambito di rappresentazione grafica, quanto pi\u00f9 distruttiva potrebbe essere una unificazione della prospettiva di analisi quando l&#8217;oggetto non \u00e8 &#8220;l&#8217;oggetto reale&#8221; della definizione ma la vita ed i valori che la plasmano in ci\u00f2 che viviamo, gli ideali che ci fanno lottare, gli amori che la rendono degna, i sogni che ci muovono all&#8217;agire. Ecco allora che l&#8217;affermazione nietzscheana diventa motivo di riflessione ben pi\u00f9 quotidiana che accademica: siamo sicuri che la prospettiva, con la quale tutti organizziamo il nostro tuttigiorni, sia figlia di un atto libero e coraggioso del soggetto e non piuttosto un vigliacco prostrarsi a chi o cosa ha confezionato la prospettiva del nostro osservare cos\u00ec da controllare, manipolare e omogenizzare l&#8217;intera umanit\u00e0? Ed allora &#8220;pi\u00f9 su, solleviamoci ancora un poco e vedremo i mandorli fiorire&#8221; &#8230; forse!<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-477762","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/477762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=477762"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/477762\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=477762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=477762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=477762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}