{"id":476258,"date":"2019-09-04T08:50:56","date_gmt":"2019-09-04T06:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=476258"},"modified":"2019-09-04T08:50:56","modified_gmt":"2019-09-04T06:50:56","slug":"la-vera-intelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/09\/la-vera-intelligenza\/","title":{"rendered":"La vera intelligenza"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSei cos\u00ec stupido da riuscire a prendere in giro te stesso fino a considerarti cos\u00ec in gamba da saper ingannare la persona che pi\u00f9 stimi al mondo, ancora te stesso. S\u00ec \u00e8 mai visto un esempio di patologia egotistica pi\u00f9 assoluto? Non hai speranze, mentre c\u2019\u00e8 chi gioca da solo per avere la certezza di vincere, tu sei abbastanza intelligente da aver compreso che, ovviamente, giocando da solo si deve per forza essere anche il perdente [\u2026]\u201d. Si tratta di una battuta contenuta in un testo teatrale dal titolo \u201cCosa leggi? Osborne\u201d che andr\u00e0 in scena presso il teatro Sacco di Savona nella serata di sabato 9 novembre a cura della Compagnia di Proteo. Il personaggio oggetto di una considerazione tanto graffiante, nel testo si chiama Gianni, credo possa essere  valido campione di una vasta categoria di persone, una specie di \u201cgenere specifico\u201d dei nostri tempi, anzi, oggi addirittura \u00e8 identificabile in una nuova professione che, a mio avviso, \u00e8 simbolo dell\u2019attuale orientamento del sistema economico-sociale, sto riferendomi ai cosiddetti influencers.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_725\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u00c8 certamente superflua la precisazione ma chiarisco comunque: gli influencer sono persone che trascorrono la propria esistenza nella cura dell\u2019immagine pubblica di s\u00e8 fino a sovrapporre la stessa all\u2019io che la coltiva. Operazione apparentemente paranoica e forse  presentata come tale in qualche manuale di psicologia, sicuramente riconoscibile come patologia egotistica, cos\u00ec come si afferma nella battuta di apertura, ma molto ben remunerata, sempre che riscuota numerosa visibilit\u00e0 sui social, tanto da divenire una sorta di professione e rientrare orgogliosamente nell\u2019ambito non solo della \u201cnormalit\u00e0\u201d, ma addirittura assurgere a oggetto di invidia ed emulazione. Insomma: quella che nel testo viene denunciata come limite e difetto del personaggio, condizione che lo condanna all\u2019incomunicabilit\u00e0, alla solitudine tra i tanti che sembrano ammirarlo, all\u2019impossibilit\u00e0 di vivere la realt\u00e0 poich\u00e8 perennemente impegnato a rappresentarsi su di un fittizio palcoscenico del tuttigiiorni, ebbene, tutto questo nella realt\u00e0 virtuale, quella nella quale sopravvive oramai gran parte dell\u2019umanit\u00e0 che abita \u201cl\u2019occidente civile\u201d, si trasforma in una qualit\u00e0 efficacissima per avere successo. <\/p>\n<p>Come direbbe il mio amico Gershom il suc-cesso si trova in fondo a sinistra, ma il successo dei social non \u00e8 collocabile nemmeno l\u00ec, si consuma all\u2019interno degli stessi strumenti che lo generano. Come tutti i \u201csistemi\u201d anche quello dei social, e forse in maniera ancor pi\u00f9 sofisticata ed efficace nella sua ovviet\u00e0, \u00e8 un simulacro. Intendo per simulacro ci\u00f2 che, pur non rappresentando assolutamente nulla, diviene esiziale per chiunque lo riconosca come valore tanto da divenire paradigma di realt\u00e0 nel momento in cui un numero considerevole di \u201cesseri umani\u201d lo reputa tale. Va per\u00f2 precisato che il fenomeno non pu\u00f2 dirsi assolutamente originale, anzi, di esempi in tal senso ne abbiamo in grande quantit\u00e0 da secoli e secoli: il denaro, lo stato, la chiesa, per citare i pi\u00f9 noti. Forme diverse per un unico mostro: il potere.<\/p>\n<p>Eppure oggi chi potrebbe immaginare un mondo liberato da quei mostri? E ancor di pi\u00f9: chi riesce ancora a coglierne la mostruosit\u00e0? Ovviamente la domanda \u00e8 palesemente retorica, sappiamo bene noi saggi e adulti che quei mostri sono necessari\u2026 utili\u2026 benigni! Eppure sono gli stessi saggi e adulti che non comprendono come possa mai essere possibile che la loro intelligente figlioletta sogni di divenire un \u201cnulla esistenziale\u201d ma particolarmente gettonato dal pubblico dei social. Addirittura i genitori pi\u00f9 vicini alle sensibilit\u00e0 giovanili si informano sul numero di follower del tale personaggio per deciderne la rilevanza. Naturalmente si ricorre ad un termine amglosassone, follower \u00e8 esotico e moderno, in italiano suonerebbe come: seguage, adepto, discepolo\u2026 sarebbe interessante una analisi semiotica \u2026 magari un\u2019altra volta, per ora limitiamoci a segnalare che recenti statistiche quantificano nell\u2019ordine del 70% i giovani che ambiscono a divenire un influencer, ragazzi disposti ad ore e giorni di accanita applicazione e ad una lotta feroce con i numerosissimi competitori. Ed ecco che una patologia si trasforma in una vera e propria professione a tempo pieno per rendere il proprio nome e la propria immagine un brand, come dire che se la tua malattia \u00e8 di moda e porta lucro allora sei sano. E c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi distingue i veri influencer dai dilettanti, i milioni di futuri falliti che si dovranno accontentare di essere riusciti ad ottenere, nella \u201cmemorabile occasione\u201d, un selfing con la signorina \u201ctaldeitali\u201d o il belloccio rapper \u201cpincopallo\u201d, un evento che ne ha segnato la vita, eternato nella galleria fotografica del cellulare, sempre pronto per essere esibito con orgoglio a qualche altro sfigato. <\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero cos\u00ec assurdo tutto questo? Non \u00e8 forse vero che se al posto dei follower mettiamo il denaro, o il potere, spesso sinonimi, non facciamo altro che rappresentare, mutatis mutandis, il sistema culturale che abbiamo proposto alle nuove generazioni? Si tratta, in fondo, solo di evoluzione. Una sorta di perfezionamento dell\u2019imbecillit\u00e0 che \u00e8 alla base di qualsiasi sistema di potere. Se per sapere chi sono lo devo chiedere a migliaia di follower che non mi conoscono ma mi visualizzano, come potr\u00f2 mai divenire me stesso? Possiamo infine tornare al povero Gianni di \u201cCosa leggi? Osborne\u201d che si vede cos\u00ec spietatamente descritto dalle parole di Consuelo, e porci la domanda:\u201dSei davvero cos\u00ec in gamba se vinci in una competizione che per garantirti il successo ti chiede di annullarti, di divenire un elemento di sistema e rinunciare cos\u00ec alla tua dignit\u00e0 di essere umano?\u201d Lo so, pu\u00f2 sembrare una rappresentazione un poco catastrofistica della realt\u00e0 dei nostri ragazzi, \u00e8 bene per\u00f2 osservare che sono sempre dei giovani che sono stati capaci di denunciare il problema ambientale verso il quale i loro genitori li hanno proiettati, ancora dei giovani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro le discriminazioni religiose o razziali o culturali, ancora dei giovani che hanno saputo usare i social, non esserne usati, per promuovere occasioni di cultura e bellezza.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-476258","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/476258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=476258"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/476258\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=476258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=476258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=476258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}