{"id":475779,"date":"2019-08-28T08:00:48","date_gmt":"2019-08-28T06:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=475779"},"modified":"2019-08-28T19:54:12","modified_gmt":"2019-08-28T17:54:12","slug":"la-voce-dellassoluto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/08\/la-voce-dellassoluto-2\/","title":{"rendered":"La ragione del caso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe ogni cosa sulla Terra fosse razionale, non accadrebbe nulla\u201d afferma F\u00ebdor Dostoevskij, ed il connazionale Lev Tolstoj rincara: \u201cTu sei quel che tu chiami la tua vita, tu sei un temporaneo, casuale concatenamento di particelle\u201d, insomma il problema \u00e8 certo di natura filosofica ma, come tutti i grandi tempi del pi\u00f9 alto pensiero, si innerva nel nostro quotidiano. Nulla di nuovo per chi segue questa rubrica, abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato, infatti, che ognuno di noi fa filosofia in ogni istante della propria vita \u2026 certo sarebbe opportuno averne consapevolezza!<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_209\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_209\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ma arriviamo all\u2019argomento suggeritoci dai grandi scrittori russi che aprono questa pagina: la realt\u00e0 \u00e8 ordinata, razionale, progettuale oppure \u00e8 frutto del caos, priva di una ragione e di un fine che non sia l\u2019irrazionale istinto insito nella natura che le impone di reiterarsi nel tempo? La domanda ha diviso i pensatori di ogni epoca tanto che possiamo distinguerli in due grandi schieramenti. Il primo \u00e8 composto da chi sostiene che il reale \u00e8 razionale e che, pertanto, grazie alla ragione, possiamo comprenderelo e comprenderlo significa controllarlo. Insomma, il buon Dio ci avrebbe resi partecipi del logos, cio\u00e8 della sua essenza stessa, e con quel poco di cui disponiamo \u00e8 nostro compito celebrare il dono e la grandezza del donatore tentando di comprendere l\u2019immenso disegno del tutto che, essendo frutto del pensiero del Creatore, \u00e8 strutturato nel rispetto delle stesse regole alle quali si attiene il procedimento logico del nostro pensiero. Come confutare una tesi corroborata dalla prova che ogni giorno la scienza, sublime fenomenizzazione della ragione umana, ci conferma nel suo comprendere ed ordinare l\u2019universo riconoscendone le leggi eterne?<\/p>\n<p>In effetti appare impervio il compito degli antagonisti, quelli che costituiscono il secondo schieramento, quelli che potremmo un po\u2019 sommariamente chiamare gli irrazionalisti (irrazionalisti che utilizzano procedimenti logici e razionali sia ben chiaro, con tutte le pi\u00f9 o meno esplicite contraddizioni), quei folli sostenitori del caso, pertanto, in rispetto dell\u2019ottica razionalista progettualista e finalistica, peccatori per antonomasia. Non \u00e8 certo incidentale che l\u2019 antesignano di un simile pensiero, quel Democrico che, per dirla con le parole del Poeta, \u201cil mondo a caso pone\u201d, sia collocato nell\u2019Inferno. \u00c8 pur vero che il grande Dante nel suo Inferno lo fa stare in buona compagnia con Platone ed Aristotele, ma non accusa certo i due fondatori del pensiero occidentale di una simile follia, non hanno accesso al Paradiso perch\u00e9 nati troppo presto, ma il loro pensiero lo avrebbe certamente meritato. Ma non \u00e8 il momento di un argomentare che ci porterebbe assai lontano, quindi torniamo ad oggi ed alle tesi degli irrazionalisti. Per chiarire l\u2019oggetto del contendere ricorrer\u00f2 ad un aneddoto assolutamente inventato ma estremamente plausibile e calzante!<\/p>\n<p>\u201cSi narra che, in una tarda mattinata di Settembre, Hegel, il pensatore de \u201cil reale \u00e8 razionale\u201d, passeggiasse per il parco concedendo un poco del proprio tempo prezioso e del proprio illuminante ingegno al suo pi\u00f9 acerrimo osteggiatore, l\u2019irascibile teorico de \u201cIl mondo come volont\u00e0 e rappresentazione\u201d, insomma, il pi\u00f9 strenuo sostenitore dell\u2019assoluta irrazionalit\u00e0 del tutto, il professor Schopenhauer. Una volta raggiunta una fresca radura erbosa Hegel si sofferm\u00f2 ad osservare un rettangolo di prato nel quale era ben riconoscibile la distinzione tra una parte, circa i due terzi del totale, invasa quasi esclusivamente da trifogli mentre l\u2019altra, il terzo rimanente, vedeva una assoluta preponderanza di dichondra repens. In eccezionale concordanza con i presupposti del nostro \u201cpensiero altro\u201d, il grande razionalista riconobbe una splendida occasione di filosofare all\u2019interno di una osservazione apparentemente di solo valore botanico, cos\u00ec si esib\u00ec in un erudito monologo: \u201cVedi caro Arthur, \u00e8 evidente che esista una ragione ben precisa perch\u00e8 solo un terzo di questo prato \u00e8 abitato dalla dichondra repens, evidentemente l\u2019esposizione al sole, la percentuale di umidit\u00e0 e sali minerali del terreno, la presenza di fronde fitte sul lato ovest hanno determinato come logica conseguenza quella che noi potremmo definire \u201cla realt\u00e0\u201d. Ora, se ben cogli il senso profondo del mio esempio, potrai comprendere come l\u2019intera realt\u00e0 sia la conseguenza di un ordine che la precede e la determina e noi, dotati di ragione, potremo coglierne il fondamento causale risalendo alla ragione assoluta, immutabile e primigenia che l\u2019ha generata\u201d. Il povero Schopenhauer doveva certo sentirsi messo all\u2019angolo, il ragionamento hegeliano sembrerebbe davvero inattaccabile: \u201cCi\u00f2 che \u00e8 non pu\u00f2 che essere esattamente cos\u00ec com\u2019\u00e8 in base ad un pensiero assoluto che lo precede e lo determina.\u201d Ma non era certo Schopenhauer un arrendevole antagonista, cos\u00ec si risolse acutamente a porre al pi\u00f9 famoso interlocutore una domanda solo apparentemente banale. \u201cCaro Georg \u2013 lo interrog\u00f2 \u2013 non credi che se casualmente ci fossimo trovati davanti ad un prato in cui le proporzioni delle componenti erbacee fossero state opposte, o nel quale fosse presente un\u2019erba del tutto diversa o, addirittura, il terreno si fosse presentato privo di vegetazione ed arido come la \u2026 diciamo arido e basta \u2026 non credi che avresti potuto sostenere la tua tesi con la medesima certezza che ti suscita questa radura?\u201d.<\/p>\n<p>So bene che ai pi\u00f9 avveduti lettori l\u2019epilogo dell\u2019aneddoto parr\u00e0 assurdo, eppure \u2026 Hegel prese le parole di Schopenhauer come il riconoscimento della fondatezza inconfutabile del suo argomentare!<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-475779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/475779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=475779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/475779\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=475779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=475779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=475779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}