{"id":475337,"date":"2019-08-21T08:34:41","date_gmt":"2019-08-21T06:34:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=475337"},"modified":"2019-08-21T09:33:05","modified_gmt":"2019-08-21T07:33:05","slug":"la-voce-dellassoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/08\/la-voce-dellassoluto\/","title":{"rendered":"La voce dell&#8217;assoluto"},"content":{"rendered":"<p>\u201c\u2026 e riporti di qu\u00e0 solo ci\u00f2 che ti \u00e8 rimasto sotto le unghie, che poca cosa la nettatura di unghie rispetto alla luce infinita che hai respirato oltre i confini\u201d. Penso sia la pi\u00f9 illuminante descrizione dell\u2019esperienza estatica dell\u2019artista, ma prima di arrivarci intendo condurre una breve premessa fondativa. Una delle pi\u00f9 antiche e splendide descrizioni di cosa sia l\u2019arte possiamo gi\u00e0 incontrarla 2700 anni fa nel proemio della Teogonia esiodea quando il poeta racconta del suo incontro nei pressi del monte Elicona con nove splendide fanciulle. Niente di particolarmente os\u00e8, il poeta pastore era stato visitato dalle Muse che si aggiravano per quei lidi, non lontani dal monte Parnaso, le quali, in quella particolare occasione, non erano in compagnia del musagete, il divino Apollo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_62\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_62\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non intendo addentrarmi in questo momento nell\u2019analisi dei fondamenti teologici e filosofici del pensireo arcaico greco, ci basti soffermarci sul fatto che le nove splendide fanciulle \u201cmi ordinarono di cantare la stirpe dei beati, sempre viventi: ma esse per prime, e alla fine, sempre\u201d, afferma il poeta pastore. Le fanciulle divine, insomma, ricorsero ad un umano per rendersi comprensibili ai mortali. Ecco come potremmo gi\u00e0 intendere l\u2019arte, la voce del divino che solo un intermediario tra il trascendentale ed il transeunte pu\u00f2 udire e tentare di riportare a chi si consentir\u00e0 tempo e modo per starla ad ascoltare. Si tratta di un\u2019arte elitaria, accessibile solo a chi \u00e8 pi\u00f9 prossimo al cielo e che si reputa degno di poterne comprendere le \u201cconfuses paroles\u201d, come direbbe Baudelaire. \u00c8 evidente che solo chi si concede ad un ascolto profondo pu\u00f2 intenderne il valore e la profondit\u00e0 di veggenza che altrimenti, se il fruitore non si \u201crende valle dell\u2019eco\u201d, ecco che il miracolo non si compie, e a nulla vale la fatica dell\u2019artista.<\/p>\n<p>L\u2019arte \u00e8, cos\u00ec intesa, come l\u2019amore: c\u2019\u00e8 bisogno di chi si fa portavoce dell\u2019assoluto come di chi sa intenderne il suono, l\u2019arte \u00e8 il momento sublime in cui si compie l\u2019unione di entrambe che da esseri umani divisi, con vite, storie, valori ed esistenze diverse, divengono \u201cune t\u00e9n\u00e9breuse et profonde unit\u00e9\u201d, ed ancora ricorro ad un verso baudleriano. In questo modo superano le limitazioni del principium individuationis per sapersi \u201cunit\u00e0 altrove per un istante di eternit\u00e0\u201d. \u00c8 certo pleonastico, per i nostri attenti lettori, precisare che un istante di eternit\u00e0 non pu\u00f2 certo essere circoscritto da limiti temporali. Ma torniamo ai versi di Esiodo: \u00e8 importante sapere che le Muse sono le protettrici delle arti e la fonte dell\u2019ispirazione per il poeta, \u00e8 evidente che per ispirazione va inteso il sussurro divino che coglie le sensibili orecchie di chi crede nell\u2019impossibile che, infatti, invera l\u2019impossibile proprio avvertendo quella voce il cui messaggio, in seguito, non pu\u00f2 che regalare ad alri. Altro aspetto che richiede la nostra attenzione \u00e8 che le nove fanciulle sono figlie di Zeus, padre assoluto degli dei e signore dell\u2019Olimpo, e di Mnemosine, dea della memoria. Cosa volevano dirci gli antichi Greci con il proemio alla loro Teogonia? Evidentemente potremmo sintetizzare affermando che ogni Musa, cio\u00e8 ogni forma d\u2019arte, \u00e8 l\u2019unione indissolubile tra memoria ed assoluto, insomma: l\u2019arte \u00e8 memoria di assoluto. Ma come \u00e8 possibile avere memoria di qualcosa che \u00e8 oltre il tempo e lo spazio? Come e quando \u00e8 occorso all\u2019artista di poter incontrare l\u2019assoluto e come gli \u00e8 lecito ricordarlo e come gli \u00e8 possibile renderlo comunicabile?<\/p>\n<p>Come sempre il nostro appuntamento sintetizza in poche righe un pensiero che si presta a ben pi\u00f9 ampia trattazione, non ce ne vogliano i \u201cfilosofi laureati\u201d, ci limitiamo in questa sede a chiudere il cerchio del nostro argomentare ritornando all\u2019incipit dell\u2019articolo. La definizione \u00e8 del mio amico Gershom che, chi mi legge ben lo sa, \u00e8 fonte inesauribile di riflessione geniale. Il suo modo di intendere l\u2019arte chiarisce anche il meraviglioso dono della \u201cfelice disperazione\u201d che \u00e8 riconoscibile in ogni artista: mi spiego. Gershom afferma che l\u2019artista sia condotto, dalla magia che lo abita, oltre i confini di quelli che lui chiama i \u201cregni esterni\u201d, ed \u00e8 l\u00ec, \u201caldil\u00e0 ed altrove\u201d, che trasumana, non pi\u00f9 essere umano, non figlio di tempo e spazio, di logiche causali e determistiche, l\u00e0 dove ascolta le Muse direbbe Esiodo, ed \u00e8 in quel non luogo che coglie l\u2019assoluto ma abitato dalla precisa consapevolezza che il magnifico attimo gli \u00e8 concesso solo in quell\u2019infinito istante di rapimento. Risucchiato nel qui ed ora il poeta cerca disperatamente di afferrarsi alla luce immensa che sta respirando, graffia l\u2019assoluto con le fragili unghie della passione libera e subito si ritrova mortale tra i mortali, abitato dall\u2019eterno e disperatamente proteso a poter raccontare tanta bellezza agli esseri umani che ama altrettanto disperatamente, ed in quel momento ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ecco allora chiarita l\u2019allegoria gershomiana: \u201d \u2026 e riporti di qu\u00e0 solo ci\u00f2 che ti \u00e8 rimasto sotto le unghie, che poca cosa la nettatura di unghie rispetto alla luce infinita che hai respirato oltre i confini\u201d, eppure che altro pu\u00f2 fare l\u2019artista se non tentare pervicacemente di compiere il miracolo, ben consapevole della pochezza dei propri mezzi, della sua condizione sisifea, dell\u2019inevitabile fallimento a tale impresa, ma eternamente agito dell\u2019impossibilit\u00e0 a rinunciarci.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-475337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/475337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=475337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/475337\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=475337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=475337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=475337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}