{"id":473554,"date":"2019-07-31T08:00:28","date_gmt":"2019-07-31T06:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=473554"},"modified":"2019-08-01T11:37:54","modified_gmt":"2019-08-01T09:37:54","slug":"il-treno-di-misia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/07\/il-treno-di-misia\/","title":{"rendered":"Il treno di Misia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDio \u00e8 morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene\u201d. Mi sembra una affermazione, nella sua caustica iconicit\u00e0, che ben fotografa la realt\u00e0 che stiamo vivendo. Resta aperto il dibattito tra chi la attribuisce a Woody Allen, anche se nessuna prova pu\u00f2 portare a sostegno delle proprie affermazioni, e chi la ritiene, forse pi\u00f9 legittimamente, ascrivibile ad una spiazzante replica ad un critico letterario da parte di uno dei maggiori autori del teatro dell\u2019assurdo: Eugene Ionesco. Se l\u2019intento del geniale drammaturgo era, come afferma qualsiasi esperto di teatro, fotografare l\u2019assurdo che si cela e si disvela nei comportamenti pi\u00f9 quotidiani, allora l\u2019aforisma anticipa e presentifica la grande crisi degli ultimi trenta anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_858\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u00c8 evidente che, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, una delle grandi ideologie del XX secolo ha recitato il proprio de profundis, il comunismo sopravvive oramai solo come spauracchio nelle dichiarazioni di qualche anacronistico polituncolo. Si pu\u00f2 affermare lo stesso per quella che spesso, con poco fondamento in verit\u00e0, \u00e8 stata tratteggiata come l\u2019antitesi al sistema socialista, cio\u00e8 il pensiero fascista, sempre che di un vero pensiero si possa parlare. Non mi voglio dilungare al riguardo, basti, in questa sede, una estrapolazione da \u201cIl secolo breve\u201d di Eric J. Hobsbawm: : \u201cI movimenti fascisti attirarono ogni sorta di di teorici reazionari [\u2026] ma questi personaggi e le loro teorie erano pi\u00f9 elementi decorativi che componenti strutturali del fascismo\u201d. Certo \u00e8 importante avere uno sguardo leggero ed ironico sulla storia, specie se si sta leggendo nel caldo dell\u2019estate un esperimento di pensiero altro, nello specifico mi sembra doveroso compensare l\u2019amico Woody Allen dall\u2019avergli sottratto una delle sue frasi pi\u00f9 celebri a lui attribuite ricordandone un\u2019altra riferita ad un diverso evento, mi riferisco al Boston Tea Party che ha innescato la Rivoluzione americana. Descrivendo tale evento nel suo peculiare stile, il regista-filosofo-auto-satirico afferma:\u201d [\u2026] degli americani offesi travestiti da pellerossa buttarono il t\u00e8 inglese nella baia. Poi, dei pellerossa travestiti da americani offesi buttarono veri inglesi nella baia. Quindi gli inglesi travestiti da t\u00e8 si buttarono l\u2019un l\u2019altro nella baia. Alla fine, dei mercenari tedeschi vestiti solo coi costumi delle Troiane si buttarono nella baia senza motivo alcuno\u201d.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019incipit del nostro incontro: che Dio sia morto ce lo aveva anticipato ancora nel XIX secolo il mio caro amico Nietzsche, ma che la verit\u00e0 non sia pi\u00f9 da ricercare nella vita ultraterrena assisa sulle ginocchia dell\u2019Eterno \u00e8 dato per scontato da secoli. Quello che mi appare ancor pi\u00f9 terribile \u00e8 il fatto che nessuno sembri accorgersi che gran parte del dibattito contemporaneo non rappresenti pi\u00f9 il pensiero debole quanto il pensiero del nulla. Quasi ci abitasse la necessit\u00e0 di un funzionale autoinganno: se non mi rendo conto di non dire nulla, se tutti attribuiscono valore a questo nulla, allora diviene qualcosa e posso serenamente continuare a non interrogarmi su ci\u00f2 che magari un contenuto lo ha! Lo so, pu\u00f2 sembrare complesso, ma non lo \u00e8: provo ad esemplificare. Diversi anni orsono in una meravigliosa classe di liceo stavo tentando di chiarire il concetto della fine delle ideologie, del vuoto intellettuale e dell\u2019auto-inganno dell\u2019intellighenzia contemporanea ricorrendo ad una allegoria: l\u2019immagine di un treno sul quale salgono i passeggeri, si distribuiscono casualmente nei vari scompartimenti e cominciano a conversare, come accadeva spesso prima dell\u2019avvento dei cellulari. Ben presto il dibattito si concentra sull\u2019opportunit\u00e0 di aprire i finestrini oppure tenerli chiusi (oramai questione obsoleta in molti treni con i vetri fissi). In breve si costituiranno due fazioni, i chiusisti e gli abbassisti.<\/p>\n<p>Certo le ragioni pi\u00f9 oneste dei due schieramenti vanno rintracciate in motivazioni personali ma, entrambe le fazioni, sosterranno il loro punto di vista con motivazioni di alto valore etico ed interesse collettivo, chess\u00f2, proteggere i pi\u00f9 deboli dall\u2019aria corrente per sostenere la tesi chiusista, oppure tutelare la salute degli stessi consentendo un ricambio d\u2019aria per il movimento abbassista. Non solo, sicuramente andranno imputate allo schieramento contrario ragioni di squallido opportunismo con dietrologie ad hoc, per esempio i finanziamenti di industrie farmaceutiche che faranno guadagni enormi vendendo medicinali o per curare i malati causati dall\u2019insufficiente ricambio d\u2019aria o quelli generati da una improvvida esposizione a corrente d\u2019aria. \u00c8 evidente il riferimento ai finanziamenti occulti ed illegali ai partiti che fanno storia da secoli in ogni fazione degna del ruolo di partito nazionale. Per chi fosse interessato posso suggerire la visione del filmato prodotto dai ragazzi della classe in oggetto e rintracciabile su you tube col titolo di \u201cIn treno\u201d, ma per chi, come me, fosse afflitto da difficolt\u00e0 informatiche, racconto anche la conclusione della parabola.<\/p>\n<p>Nel bel mezzo della violenta contesa che ha coinvolto tutti i partecipanti al viaggio, e approfitto dell\u2019opportunit\u00e0 per ringraziare e fare i complimenti agli attori che hanno improvvisato tutta la vicenda, ecco che si avverte la voce innocente di una bambina, Misia, come esplicito nel titolo, che, magari parafrasando la ben nota domanda-denuncia de \u201cIl re \u00e8 nudo\u201d, chiede \u201cforse\u201d ingenuamente: \u201cScusate, qualcuno sa dove va questo treno?\u201d<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-473554","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/473554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=473554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/473554\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=473554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=473554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=473554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}