{"id":472188,"date":"2019-07-14T16:07:00","date_gmt":"2019-07-14T14:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=472188"},"modified":"2019-07-14T16:07:00","modified_gmt":"2019-07-14T14:07:00","slug":"il-deserto-che-accompagna-lavanzata-del-lupo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/07\/il-deserto-che-accompagna-lavanzata-del-lupo\/","title":{"rendered":"Il deserto che accompagna l&#8217;avanzata del lupo"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi due giorni ho girato per le nostre alture (Carmo e Melogno) e ho trovato pochissime persone nonostante il bel tempo. Solo adulti, un paio di camminatori e alcuni bikers. No famiglie con bambini, no persone con cani al seguito. Pare che l\u2019ansia di incontrare i lupi, ormai stabili sulle nostre alture, sconsiglino ai pi\u00f9 tanti di lanciarsi in lunghe passeggiate nei boschi, preferendo la frequentazione di quei tratti dove il numero delle persone presenti rimane elevato. Un\u2019esempio il tratto che dalla Baita del Melogno sale alla Barbottina molto frequentato perch\u00e8 la vegetazione di sottobosco \u00e8 assente e l\u2019habitat formato dai grandi faggi tra i quali la vista \u00e8 di molte decine di metri.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_163\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_163\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In pratica la presenza del Lupo , come volevasi dimostrare, sta letteralmente distruggendo quel poco di frequentazione che nel nostro entroterra \u00e8 rimasto. La gente ha paura, anche se dicono di amare il lupo e di volerlo vivo e vegeto, ma adesso che sanno che pu\u00f2 essere ovunque, anche a pochi metri da un sentiero del bosco li ferma, anzi, sta paralizzando l\u2019escursionismo. Le continue notizie sulle predazioni, ormai giornaliere, non sfuggono neppure agli stranieri che, a differenza di noi, sanno gestire le problematicit\u00e0, preservando i loro territori e la loro libert\u00e0 di frequentarli in sicurezza, mediante il contenimento di numeri 50, forse 100 volte inferiori ai nostri. Loro, gli stranieri, temono l\u2019insieme dei pericoli che noi stiamo sottovalutando e cio\u00e8 lupi + ibridi+ cani inselvatichiti. Specie diverse ma oggi sempre pi\u00f9 sinergiche e con il forte rischio che le ultime due costituiscono branchi spietati e dal minor timore dell\u2019uomo. In pratica stiamo subendo la stessa fine che le spiagge nel famoso film Lo Squalo fecero, la paura e l\u2019ansia che creano il deserto.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile invertire questa china, tra l\u2019altro dall\u2019evoluzione rapida e inaspettata. Gli amministratori pubblici sono sotto scacco dalla residuale ma ancora presente lobby animalista e ideologicamente conservazionista spinta. Gli abitanti delle aree interne fanno il possibile per restare con grande sacrificio e ora anche disagio e paura. Tutto il turismo interno sta rallentando velocemente e lo sar\u00e0 ancor di pi\u00f9 perch\u00e8 l\u2019avanzata di questi carnivori \u00e8, al momento, irreversibile. Il danno economico sar\u00e0 rilevante e non riconosciuto e non risarcito. Tutti noi che abitiamo l\u2019entroterra dovremo dotarci di vere e proprie gabbie in ferro dove chiuderci per la notte e dove chiudere i nostri animali da compagnia. Quelli da cortile, in parte gi\u00e0 razziati, non pare vengano neppure pi\u00f9 rimpiazzati, anzi, spesso si chiude con l\u2019allevamento.<\/p>\n<p>Stiamo attraversando un periodo veramente nero e tutto sembra ancora rimanere nelle mani di chi conosce poco o nulla dei fenomeni nelle nostre aree interne alla fascia litoranea, dove l\u2019incursione dei lupi o di cani inselvatichiti dai luoghi dimoranti dista pochi km. Penso sia necessario farsi sentire prima che tutto divenga carta straccia e che nulla non valga pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p><em>Ivano Rozzi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi due giorni ho girato per le nostre alture (Carmo e Melogno) e ho trovato pochissime persone nonostante il bel tempo. Solo adulti, un paio di camminatori e alcuni bikers. No famiglie con bambini, no persone con cani al seguito. 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