{"id":472056,"date":"2019-07-13T08:15:17","date_gmt":"2019-07-13T06:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=472056"},"modified":"2019-07-12T16:15:42","modified_gmt":"2019-07-12T14:15:42","slug":"il-lato-oscuro-delle-fiabe-un-lieto-fine-in-realta-raro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/07\/il-lato-oscuro-delle-fiabe-un-lieto-fine-in-realta-raro\/","title":{"rendered":"Il lato oscuro delle fiabe: un lieto fine in realt\u00e0 raro"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019era una volta una principessa che venne salvata da un principe\u201d. \u201cE vissero felici e contenti\u201d. Con queste parole le nostre orecchie di bambini venivano accarezzate e accompagnate verso il sonno la sera, o intrattenute davanti ad un colorato e romantico cartone animato il cui finale non poteva che rasserenarci e farci sognare. Questo \u00e8 avvenuto alla maggior parte dei bambini cresciuti negli ultimi ottant\u2019anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Quello che non molti sanno \u00e8 che tante delle pi\u00f9 famose fiabe che ci sono state raccontate traggono spunto da storie narrate da centinaia di anni, che non finiscono proprio cos\u00ec bene, anzi: hanno una genesi oscura, da fare concorrenza ai pi\u00f9 raccapriccianti film horror. Omicidi, suicidi, stupri, cannibalismo, tortura e altri eventi da cronaca nera, erano i finali originali delle storie che tanto ci hanno entusiasmato.<\/p>\n<p>Compito della Disney \u00e8 stato quello rivedere le storie di alcune delle fiabe poi diventati capolavori del cinema mondiale perch\u00e9, se avessero mantenuto la trama originale, gli spettatori pi\u00f9 piccoli ne sarebbero usciti letteralmente traumatizzati. Alcuni di coloro che conoscono le storie originali, per\u00f2, pensano invece che la nota multinazionale statunitense, cos\u00ec facendo, abbia \u201csvuotato queste storie della loro essenza\u201d.<br>\nEcco alcuni esempi, a voi il giudizio.<\/p>\n<p><strong>BIANCANEVE: TORTURATA E TRASFORMATA IN SCHIAVA<\/strong><\/p>\n<p>Sappiamo tutti che la matrigna Regina voleva morta la bella Biancaneve e che per questo motivo chiese al cacciatore di portarle il suo cuore, come prova della sua morte e per\u2026Mangiarlo. Sappiamo anche che l\u2019incorreggibile regina cattiva tenta di ucciderla tre volte: stringendole il corsetto fino a farla soffocare, con un pettine avvelenato mentre viene pettinata, e soffocandola con il boccone della mela. Eppure non tutti sanno che l\u2019innocente fanciulla Biancaneve, una volta salvata dal principe, si vendica della regina facendola danzare sino a morire su delle scarpe di ferro incandescenti durante il suo matrimonio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la fiaba originale dei fratelli Grimm. Ed ecco da dove \u00e8 tratta: la prima versione si intitolava \u201cLa Schiavottella\u201d, fu scritta da Gianbattista Basile nel 1634 e ed \u00e8 una storia piena di particolari terrificanti. In questa storia, su una bambina grava una maledizione che la porter\u00e0 a morire nel suo settimo anno di vita. Quando la ragazza compie sette anni, la madre le sta pettinando i capelli e il pettine si conficca nel cranio della ragazza, uccidendola apparentemente. La madre la mette in sette bare di cristallo, poste l\u2019una dentro l\u2019altra, e la nasconde in una camera nel castello. La madre alla fine muore di dolore, e affida la chiave della stanza al fratello, zio della bambina, dicendogli di non aprire la porta.<\/p>\n<p>La moglie del fratello si impossessa della chiave, apre la porta e trova una bellissima giovane donna dentro le bare di vetro (la ragazza ha continuato a crescere mentre dormiva).<br>\nPensando che il marito stia mantenendo la ragazza chiusa in camera per avere rapporti con lei, la trascina fuori per i capelli, rimuovendo il pettine e rompendo l\u2019incantesimo.<br>\nLa moglie le taglia la chioma fluente e la frusta a sangue con i suoi stessi capelli.<br>\nFa poi della ragazza la sua schiava e la picchia ogni giorno, rendendo i suoi occhi neri e la sua bocca cos\u00ec sanguinolenta da far sembrare che fosse stata mangiata dai piccioni.<br>\nLa ragazza decide di uccidersi, ma mentre affila la lama del coltello, racconta la sua storia a una bambola. Suo zio ascolta e la trama si rivela. Caccia quindi la moglie, cura la nipote, e poi la d\u00e0 in moglie ad un uomo ricco.<\/p>\n<p><strong>PETER PAN, IL VIOLENTO<\/strong><\/p>\n<p>Nella versione originale di Barrie, Peter non \u00e8 un innocente bambino sperduto.<br>\nSelvaggio e spietato, uccide infatti gli altri bambini sperduti quando il numero di questi cresce troppo. Per di pi\u00f9 rapisce le bambine perch\u00e9 vuole che gli facciano da madre che non ha mai avuto.<\/p>\n<p><strong>CENERENTOLA\u2026CHE UCCIDE LA MATRIGNA<\/strong><\/p>\n<p>La fiaba originale di Basile si intitola \u201cLa gatta Cenerentola\u201d e ha un inizio un po\u2019 differente dalla versione che conosciamo. Narra di una fanciulla che confida alla sua governante dei maltrattamenti della matrigna nei suoi confronti. La donna le consiglia di ucciderla, cos\u00ec Cenerentola le rompe il collo dentro a una cassapanca. Ma la governante sposa suo padre e la sorte di Cenerentola non cambia. Questa infatti ha sette figlie e la trattano da schiava, chiamandola Zezolla. Il seguito \u00e8 poi quello conosciuto e in realt\u00e0 ha un lieto fine a tutti gli effetti, ma \u00e8 bello sapere che Cenerentola non \u00e8 stata sempre cos\u00ec innocente. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564172.jpg\" alt=\"neramente\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p><strong>LA SIRENETTA: UN AMORE NON CORRISPOSTO CHE SFOCIA NEL SUICIDIO<\/strong><\/p>\n<p>La versione originale della fiaba di Hans Christian Andersen racconta di una bellissima sirena a cui viene concesso di andare a vedere il mondo emerso come regalo per i suoi quindici anni. \u00c8 qui che la giovane si innamora di un principe dopo averlo salvato dall\u2019annegamento. Per trasformarsi in donna ottiene un incantesimo dalla strega marina, che la accontenta, ma ad una condizione: ogni passo che far\u00e0 sar\u00e0 doloroso come camminare su dei rasoi (i suoi piedi sanguineranno incessantemente) e perder\u00e0 per sempre la sua bellissima voce di sirena. Pur di avere l\u2019amore del suo principe, la sirenetta \u00e8 disposta a tutto. Peccato che invece lui abbia per la testa tutt\u2019altro programma, tant\u2019\u00e8 che si sposa con un\u2019altra donna. Le sorelle della Sirenetta le offrono un\u2019ultima possibilit\u00e0: un pugnale con cui uccidere il principe e ottenere il suo sangue, utile per annullare l\u2019incantesimo e riavere la coda per tornare in mare. Lei rifiuta e preferisce togliersi la vita, buttandosi in mare e trasformandosi in schiuma. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/07\/neramente-564171.jpg\" alt=\"neramente\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Queste sono solo alcune delle storie originali da cui sono state tratte le fiabe che noi conosciamo. Ce ne sono tante, tante altre. Se l\u2019argomento vi interessasse, vi consiglio queste letture.<\/p>\n<p>\u201cGrimm: tutte le fiabe\u201d di Grimm, B. Dal Lago Veneri; \u201cCapuccetto rosso: una fiaba vera\u201d di S. Calabrese, D. Feltracco; \u201cFiabe italiane: raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino\u201d di I.Calvino;<br>\n\u201cFiabe italiane\u201d di I.Calvino.<\/p>\n<p>E voi, cosa ne pensate? Meglio le storie originali con i loro particolari macabri, oppure preferite le romantiche, dolcissime fiabe della Disney, in cui tutti vissero felici e contenti?<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-472056","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/472056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=472056"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/472056\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=472056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=472056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=472056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}