{"id":471676,"date":"2019-07-10T08:00:41","date_gmt":"2019-07-10T06:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=471676"},"modified":"2019-07-09T13:41:26","modified_gmt":"2019-07-09T11:41:26","slug":"il-coraggio-di-aver-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2019\/07\/il-coraggio-di-aver-paura\/","title":{"rendered":"Il coraggio di aver paura"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon disperare della vita. Tu possiedi senza dubbio forze sufficienti per superare i tuoi ostacoli. Pensa alla volpe che si aggira per campi e boschi in una notte d\u2019inverno per soddisfare la sua fame. Nonostante il freddo e i cani da caccia e le trappole, la sua razza sopravvive. Io non credo che nessuna di loro si sia mai suicidata\u201d. L\u2019affermazione di Henry David Thoreau, carica della forma tipicamente epifanica del suo argomentare, ci offre un interessante spunto di riflessione: in linea di massima nessun essere vivente si suicida, il fenomeno \u00e8 quasi peculiare dell\u2019essere umano. Aggiungerei, preliminarmente, anche un ulteriore riferimento al pensiero del mio caro amico Albert Camus che vede il suicidio come una formidabile opportunit\u00e0, in effetti, come sostiene, potremmo ogni giorno decidere di suicidarci, la scelta opposta diviene pertanto un SI alla vita.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_142\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_142\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_142').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_142\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il punto \u00e8 proprio questo, dire si alla vita, come scelta, come possibilit\u00e0, proprio perch\u00e8 avremmo modo di perseguire il percorso opposto, opzione preclusa alle altre specie viventi. Insomma: il libero arbitrio alle sue estreme conseguenze. Scegliere di nascere non \u00e8 una nostra opzione, scegliere di vivere si. Certo, l\u2019istinto di sopravvivenza \u00e8 la forza maggiore che ci muove e non \u00e8 per niente semplice ostacolarlo, eppure non \u00e8 nemmeno cos\u00ec raro il contrario. Evidentemente non prendo minimamente in considerazione il tema del diritto al suicidio che ritengo inalienabile, mi interrogo, per\u00f2, sul concetto di coraggio, sia coraggio di vivere che coraggio di non farlo. Per prima cosa va precisato che avere coraggio, contrariamente a quanto generalmente si presume, non significa non avere paura.<\/p>\n<p>Provo a chiarire: se vi chiedessi, per fare un esempio che rasenta la tautologia, se avete il coraggio di bere un bicchiere di acqua potabile credo che nessuno tremerebbe per la sfida. Questo implicherebbe di aver a che fare con esseri assolutamente coraggiosi? Ovviamente la domanda \u00e8 retorica. Se, invece, vi chiedessi se ve la sentireste di entrare nel paese di Alibante suppongo che mi chiedereste cosa dovrebbe mai avere di cos\u00ec rischioso il farlo, questo per il semplice motivo che, al contrario del bere dell\u2019acqua, l\u2019eventuale accesso ad Alibante vi risulterebbe nuovo e l\u2019ignoto, come sappiamo, crea comunque un certo allarme. Se, in risposta alle vostre richieste di informazioni, precisassi che Alibante \u00e8 un covo di criminali assetati di sangue, di bestie feroci ed affamate, suppongo che qualche timore sorgerebbe in chiunque. Se poi, ancor pi\u00f9 correttamente, precisassi che si tratta di un luogo fantastico che ho creato come scenario del mio primo romanzo (ahim\u00e9 sono passati da allora alcuni decenni) utilizzando uno scaltro stratagemma di Ulisse nel suo racconto autobiografico ad uso dei Feaci, allora nessuno pi\u00f9 avvertirebbe alcuna paura.<\/p>\n<p>Non aver paura di qualcosa perch\u00e9 la si conosce come innocua, quindi, non \u00e8 coraggio, ma nemmeno lo \u00e8 se non si ha consapevolezza dell\u2019eventuale pericolo, in quel caso \u00e8 incoscienza. Un conto \u00e8 il caso di un bambino che affronta da sprovveduto un pericolo senza temerlo, altro \u00e8 per un consapevole adulto. Possiamo allora affermare che per essere coraggiosi \u00e8 necessario aver paura, consapevolezza del rischio e del pericolo ma essere capaci di non farsi sopraffare, di vincere la paura e affrondare il rischio. Pu\u00f2 capitare di aver paura di aver coraggio, molto pi\u00f9 comune \u00e8 non avere il coraggio di aver paura, senza fingere, senza ostentare false sicurezze, rifiutandosi di recitare il ruolo del macho solo perch\u00e9 qualcuno o qualcosa ha deciso che \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 bene fare. Quanto \u00e8 banale e tristemente adolescenziale il comportamento dell\u2019adulto che si vuole come un clone di Rambo.<\/p>\n<p>Ora credo di aver chiarito i termini generali del problema, bene, possiamo tornare al pensiero iniziale che potremmo proporre come dilemma: richiede pi\u00f9 coraggio la scelta di vivere o di rinunciare alla vita? Per mia esperienza diretta, nel senso che sono stato testimone molto prossimo di persone che hanno scelto il suicidio, non posso davvero affermare che la loro sia stata una scelta vigliacca, cos\u00ec come ho incontrato tanto coraggio nel vivere ed in altri casi tanta vigliacca rinuncia nel sopravvivere. Un essere umano, caro Thoreau, non \u00e8 un animale, ha una qualit\u00e0 di pensiero estremamente pi\u00f9 complessa, si fa carico di scelte che richiedono un\u2019enorme dose di coraggio e, ancora pi\u00f9 importante, di responsabilit\u00e0. Noi non siamo specie, siamo singolarit\u00e0 condivisa. Vivere non \u00e8 sopravvivere, deve avere i caratteri della gioia e della dignit\u00e0, non \u00e8 un \u201ccomunque\u201d!<\/p>\n<p>Un\u2019ultima nota che pu\u00f2 sembrare ovvia ma che \u00e8 bene ribadire: sarebbe pi\u00f9 facile e pi\u00f9 allegro poter vivere senza necessariamente dare prova di stoico coraggio nella sopportazione della \u201cfatica di vivere\u201d, la vita potrebbe essere decisamente pi\u00f9 facile, gratificante, invasa di luce, se solo ogni singolo si rendesse conto che la propria eccezionale ed irripetibile originalit\u00e0 la pu\u00f2 riconoscere negli occhi di tutti gli altri.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-471676","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/471676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=471676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/471676\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=471676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=471676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=471676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}